Copyright © 2018 – Matteo Vittorio Allorio
Il cuore accelerò,
le pupille si dilatarono
e in un secondo
le fiamme lo avvolsero completamente.
“Il fuoco è mio amico” ripeté a se stesso.
“Il fuoco sono io…”, terminò prima del buio più profondo.
Il sole del mattino illuminava la stanza e Jack si rivoltava nel letto. Non ne voleva sapere, l’effetto soporifero delle morbide coperte lo avvolgeva completamente.
Erano quasi le sette, si doveva alzare se non voleva arrivare tardi a scuola.
Ignaro dell’ora, decise di richiudere gli occhi.
Non sapeva che la sveglia aveva già strimpellato quaranta minuti prima.
I raggi del sole erano più caldi e fastidiosi e costrinsero il giovane a riaprire gli occhi.
Ci mise un minuto per capire che c’era qualcosa che non andava, il sole era già troppo alto per essere solo le sei e mezza del mattino.
Si alzò di colpo e guardò l’ora sul cellulare. Erano le sette e dieci.
Aveva neanche cinquanta minuti per lavarsi, vestirsi e prendere il pullman. Casa sua era abbastanza lontana dall’istituto ma doveva provarci.
La sera prima, tornato stanco dagli allenamenti in palestra, Jack aveva dimenticato di cambiarsi completamente, addormentandosi con addosso lo sporco pantalone della tuta. Gli allenamenti che svolgeva erano intensi e lo stremavano portandolo poi a non svegliarsi in orario al mattino. Questo succedeva sovente e aveva portato il giovane ad arrivare frequentemente in ritardo a scuola.
Questa volta però non poteva.