Ombra Di Morte
Amy Blankenship


Legami Di Sangue #8
Nel bel mezzo della guerra tra demoni nulla può essere dato per scontato, poiché essa invia nel destino di chi è coinvolto una forma di caos più pericolosa e seducente. Un uomo scopre che gli sconosciuti possono scontrarsi nell’oscurità in un momento di passione accecante, per poi venire separati dalla gelida mano del destino, senza neanche un nome da cercare. Un altro uomo scoprirà che quando l’Ombra della Morte diventa una persecuzione, il più ammaliante dei nemici può rapidamente diventare il suo alleato più forte... anche se contro la sua volontà. Può il cuore di un’anima gemella impedire ai due uomini che la amano di uccidersi a vicenda?







âOmbra di Morteâ

Serie âLegami di Sangueâ - Volume 8



Author: Amy Blankenship & RK Melton

Translated by Ilaria Fortuna



Copyright Â© 2012 Amy Blankenship

Seconda Edizione Pubblicata da Amy Blankenship

Tutti i diritti riservati.




Capitolo 1


Chad e Trevor stavano effettivamente prendendo parte alla battaglia del secolo, quella in cui pochi sarebbero sopravvissuti e se la sarebbero cavata senza gravi ferite... una gara a chi era il migliore.

Alla fine Chad si arrese e strizzÃ² gli occhi âTe lâho detto, Trevor, non ho niente fuori posto. Fidati di me, se avessi dei poteri soprannaturali li userei su di voi, in questo momento. Anche Ren dice che sono ancora del tutto umano e non ho subito nessun danno collaterale.â.

Chad distolse lo sguardo da Trevor e si voltÃ² verso Ren âAvanti, diâ che ho ragione.â.

Ren scrollÃ² le spalle ma ignorÃ² la cosa, sapendo che sarebbe stato Storm a decidere se Chad era fuori pericolo o no. âNon sento alcun tipo di potere provenire da lui... niente di niente. Ã ancora umano, per quel che posso dire. Kriss ha detto che potrebbe guarire piÃ¹ velocemente del normale, almeno allâinizio.â.

âQuindi non sappiamo se la sua risurrezione Ã¨ permanente.â disse Storm, divertito dal risvolto comico della discussione tra Chad e Trevor. Era incredibile come le cose sembrassero divertirlo, ultimamente.

Ren scosse la testa continuando il discorso di Storm âÃ difficile da dire. Lâunico modo per saperlo con certezza Ã¨ vedere se, uccidendolo di nuovo, ritorna in vita.â.

Chad fece un passo indietro e alzÃ² la mano âNon ci penso neanche. Non sono un topo da laboratorio e sono felice di respirare ancora.â.

Storm serrÃ² le labbra, ma trattenne la risata per il bene di Chad. âAllora possiamo affermare tranquillamente che non gli spunteranno le ali e non volerÃ  via.â Perse la piccola guerra con quella risata repressa quando Chad lo guardÃ² come se fosse pazzo.

âTi prego, dimmi che stai scherzando.â Chad lo fissÃ², quando Storm diceva una cosa del genere la maggior parte delle persone gli credeva.

Decidendo di non rispondere a quella domanda, Storm rivolse la propria attenzione a Trevor, che lo guardava con aria strana. âNon vedo alcuna ragione per cui Chad debba rimanere al castello se non gli piace stare qui. Avete qualche indizio sul motivo per cui Ã¨ stato preso di mira?â

âNo, ho ordinato ai lupi di sorvegliare e controllare il suo appartamento tutti i giorni, ma lâassassino non ha mostrato la sua faccia da codardo.â rispose Trevor. âI lupi avrebbero fiutato lâodore di un demone se fosse tornato. Ma comunque non credo che Chad debba tornare a casa. Ã evidente che non Ã¨ un posto sicuro.â.

âLa pianti di parlare di me come se non ci fossi? Sono un uomo adulto e so badare a me stesso.â Chad strinse gli occhi su Trevor. âNon puoi pianificare ancora la vendetta per la mia morte se non sono morto.â.

âLo eri.â ribattÃ© Trevor. I due si fissarono a vicenda in una guerra di sguardi.

âFacciamo un patto.â Storm rise della sua stessa battuta. âMicah e Titus vivono al Night Light insieme a buona parte del branco. Ci sono un sacco di camere vuote in quellâenorme discoteca e voi lavorate giÃ  con molti di loro. Se non vuoi restare qui allora perchÃ© non vai a vivere lÃ¬ con i lupi?â

âMi sembra una buona idea.â disse Trevor fiducioso. âNon Ã¨ altrettanto sicuro come qui al castello, ma Ã¨ meglio che vivere in un appartamento dove un assassino puÃ² semplicemente entrare e ucciderti.â.

âChi Ã¨ morto? E chi ti ha dato ordine di decidere per me?â Chad quasi urlÃ².

âTu, stupido.â Trevor sorrise per la facilitÃ  con cui gli rispose a tono.

Chad si accigliÃ² al pensiero di passare dallâessere un topo da laboratorio a cucciolo randagio. âCosa ti fa pensare che mi vorrebbero tra i piedi?â

âTua sorella.â sospirÃ² Trevor, usando la sua carta vincente. âIn realtÃ  Envy ha minacciato di incendiare casa tua se torni a vivere lÃ¬ da solo.â.

âCosa?â Chad fece una smorfia al suo compagno âTe lo stai inventando, vero?â

âEnvy pensava che non ti sarebbe piaciuto vivere con lei con quello che câÃ¨ al Moon Dance adesso. Ã tutto in trambusto da quando hanno iniziato a preparare la festa per Halloween e a rinnovare il locale allo stesso tempo. Quindi si sono riuniti tutti e ne hanno parlato, e poichÃ© il Night Light Ã¨ chiuso per ora, quello Ã¨ un poâ il punto di ritrovo principale per tutti i poliziotti. Pensavano che ti saresti sentito come a casa.â.

Chad resistette allâimpulso di ringhiare verso i tre uomini che sembravano essersi alleati contro di lui. Iniziava a sentirsi come un bambino da accudire, ma a quel punto era disposto a fare qualsiasi cosa per allontanarsi dal castello. Scommetteva che lo avrebbero osservato al microscopio se glielo avesse permesso... era una sensazione piuttosto strana. Era lâunico essere umano a vivere in quel castello, eppure veniva trattato come se fosse lui quello strano.

âAndiamo Trevor, sono sicuro che Evey Ã¨ annoiata. PuÃ² darci un passaggio da Envy, e mentre io chiacchiero con mia sorella magari tu potresti presentare Devon alla tua interessante auto.â disse Chad lanciandogli unâocchiata, poi uscÃ¬ dallâufficio.

Trevor lo osservÃ² prima di guardare Ren âSai, se Evey non avesse iniziato a starmi simpatica adesso sarei molto incazzato con te.â.

Ren sorrise âSii buono con lei. Ti vuole bene.â Rise quando Trevor alzÃ² gli occhi al cielo e seguÃ¬ Chad fuori la porta.



*****



Angelica guardÃ² lâingresso della metropolitana e poi il sole, sapendo che le sarebbe mancato, visto che stava per scendere sottoterra. Aveva bisogno di allontanarsi dal castello, di restare sola per un poâ e lavorare. Syn era stato un alleato molto utile la scorsa settimana, ma le serviva un poâ di lontananza per il momento.

Eppure doveva ammettere che le piacevano le attenzioni di Syn, quando prima si era svegliata e non lo aveva trovato, aveva iniziato a cercarlo. Era un poâ come un campanello dâallarme... non aveva mai cercato nessuno in quel modo e adesso eccola lÃ¬, a desiderare Syn.

Era abbastanza tesa per la carica sensuale che sfrigolava tra loro... lâultima cosa di cui aveva bisogno era iniziare a dipendere da lui per sentirsi meno sola. Come se non bastasse, aveva fatto un altro sogno prima di lasciare il castello. Non avrebbe dovuto permettere che la turbasse ma, poichÃ© era soltanto il terzo sogno mai avuto in tutta la sua vita, la cosa le dava fastidio.

Gli altri due erano stati incubi che riguardavano unâinquietante ragazzina indemoniata e una cittÃ  insanguinata... questo era diverso. Stava facendo lâamore... era come se avesse aperto gli occhi durante il sogno per trovarsi distesa sotto un uomo, su un letto di muschio, a guardare una cascata che si versava in una laguna a pochi passi da lei.

Girandosi per guardare lâuomo, si trovÃ² a fissare gli occhi di Syn e si era svegliata di colpo.

Incapace di sopportare il modo in cui il sogno lâaveva fatta sentire, era andata nellâufficio di Ren e aveva cercato le sue mappe, individuando il punto piÃ¹ intenso dellâattivitÃ  demoniaca. Aveva anche preparato un borsone con lâintenzione di prendere una camera in albergo per la notte e sgattaiolare fuori dal castello senza che nessuno le dicesse nulla. Solo per una notte, per ricordare a se stessa che sarebbe stata bene da sola.

Sbirciando dietro di sÃ© per assicurarsi di non essere seguita, Angelica scese i gradini della metropolitana che correva sotto Los Angeles. Quello era uno dei posti che aveva evitato finora perchÃ© laggiÃ¹ poteva esserci qualsiasi cosa pronta ad attaccarla. Ma Ren aveva segnato quellâarea sulla mappa come un punto caldo e, per quanto ne sapeva, lâattivitÃ  intensa non proveniva dalla strada in superficie. Dunque rimaneva solo un altro posto... i sotterranei.

Si accigliÃ² quando vide un grosso uomo salire le scale verso di lei, e si accostÃ² un poâ di piÃ¹ al muro per evitarlo. Tuttavia, lâuomo doveva essere di pessimo umore perchÃ© la urtÃ², facendole quasi perdere lâequilibrio e cadere giÃ¹ per le scale. I passanti sembrarono non notarlo e lei si accigliÃ² ancora di piÃ¹ quando un agente di sicurezza della metropolitana le si avvicinÃ².

âSta bene, signorina?â le chiese lâagente, domandandosi se fosse ubriaca. âLâho vista inciampare e quasi cadere... ha bisogno di aiuto?â

Angelica si irritÃ² e guardÃ² di nuovo lâuomo che lâaveva urtata. Nessuno sembrava vederlo, eppure la gente gli camminava intorno come se fosse lÃ¬.

âNo.â rispose lei. âSto bene.â.

Lâagente annuÃ¬ e proseguÃ¬, ma Angelica strinse gli occhi prima di guardare giÃ¹ verso la stazione scarsamente illuminata. Syn le aveva insegnato come nascondere la propria energia, quindi qualsiasi cosa lei seguisse non lâavrebbe sentita arrivare. Considerando che un demone invisibile lâaveva appena urtata e poi se nâera andato... sembrava che la cosa funzionasse.

Si accigliÃ² di nuovo, chiedendosi perchÃ© avesse visto nitidamente quel diabolico demone mentre gli altri umani no. Rimandando a dopo la sua crisi dâidentitÃ , Angelica si rimise il borsone in spalla e continuÃ² a scendere verso la fonte dellâattivitÃ  demoniaca.

Michael stava passeggiando per la cittÃ , decidendo cosa fare per la festa in machera al Moon Light. PensÃ² di travestirsi, ma non gli si addiceva molto. Alla fine decise che la cosa migliore da fare era acquistare una maschera, rispolverare i suoi migliori abiti del diciassettesimo secolo, che conservava ancora, e andarci vestito cosÃ¬.

Aveva appena svoltato lâangolo quando vide Angelica allâingresso della metropolitana, senza Syn al suo fianco. La vide guardare il cielo con rimpianto e poi scendere giÃ¹ per i gradini bui.

Incuriosito, la seguÃ¬ cautamente. Non temeva di essere scoperto perchÃ© la tromba delle scale era piena di gente... sarebbe riuscito ad avvolgersi subito nellâombra se lei si fosse girata. Sorrise, rimpiangendo di non aver avuto quellâabilitÃ  quandâera piccolo.

I suoi occhi si strinsero quando vide un uomo spingere di proposito Angelica contro il muro e proseguire. Fu sorpreso dalla rabbia dellâuomo. Facendo un respiro profondo, Michael continuÃ² a camminare e si mise davanti a lui. Quando fu di fronte a lui, entrambi si fermarono e si fissarono. Allâimprovviso ricordÃ² qualcosa che una volta aveva visto fare a Damon contro un demone che lo aveva fatto incazzare.

âDovâÃ¨ il fuoco?â chiese Michael con un sorriso freddo.

Le labbra dellâuomo si aprirono, mostrando una bocca piena di denti marci che fece quasi vomitare Michael. La sua mano scattÃ² e lui premette il petto del demone senza fargli male, lo toccÃ² soltanto. SogghignÃ² vedendo la confusione del demone.

âHai mai sentito parlare di autocombustione?â chiese Michael prima di ritrarre la mano. âAltrimenti ti faccio un corso accelerato.â.

Michael indietreggiÃ² e svanÃ¬ rapidamente quando il demone abbassÃ² lo sguardo verso il proprio petto, urlando di dolore. La gente intorno a lui iniziÃ² a gridare e a correre quando i suoi vestiti iniziarono a prendere fuoco. Nel giro di pochi secondi la sua pelle divenne rossa, prima di essere coperta di vesciche e bruciare come cenere.

Angelica si fermÃ² e guardÃ² indietro quando sentÃ¬ lâuomo urlare, e si chiese cosa diavolo fosse successo. Era un demone, lo sapeva, ma chi lo aveva attaccato in modo cosÃ¬ doloroso? Angelica alzÃ² un sopracciglio per non averci pensato prima, poi sospirÃ², immaginando che probabilmente era stato un altro demone ad attaccarlo.

Scrollando le spalle continuÃ² a scendere i gradini e sorrise quando sentÃ¬ lâinconfondibile sfrigolio di ossa che bruciavano. Storm aveva ragione quando aveva detto che la maggior parte dei demoni si sarebbero distrutti a vicenda. Angelica si scansÃ² rapidamente quando diversi agenti della sicurezza salirono le scale per scoprire cosâavesse seminato il panico tra la gente.

Michael avvolse le ombre intorno a sÃ© e scese, restando nascosto quando vide Angelica. Gli camminava proprio accanto e lui trattenne un sorriso. Non sapeva cosa stesse facendo laggiÃ¹ da sola, ma era davvero divertente seguire sua madre.

Sapeva che Angelica non si ricordava di lui, mentre i ricordi che lui aveva di lei erano limpidi, persino il suo nome era lo stesso di sempre. Era a causa sua se non aveva mai trovato una donna... nessuna che lo amasse come lei aveva amato lui e Damon.

Aveva passato molto tempo a pensare che lâunico vero amore fosse quello che una madre prova per i suoi figli. Almeno fino a poco tempo fa, quando le persone intorno a lui lo avevano portato a riconsiderare quella teoria.

Angelica era in piedi sulla banchina e osservava le persone che camminavano e vivevano la loro vita. Vedendo un bambino giocare accanto a sua madre e sorriderle le ricordÃ² quello che aveva fatto Syn allâospedale. Lei sorrise al bambino, desiderando avere il potere di proteggerlo dai demoni poichÃ© sua madre lo aveva inconsapevolmente portato in quel tunnel in mezzo a loro.

Si sentÃ¬ rimpicciolire rendendosi conto che i suoi pensieri erano appena tornati al punto di partenza... di nuovo da Syn. Sentendosi un poâ imprudente, si avvicinÃ² alla ringhiera che impediva alla gente di cadere sui binari e si sporse un poâ, guardando a destra e a sinistra. Voltandosi verso sinistra, seguÃ¬ la ringhiera fino alla fine e si sporse di nuovo per osservare meglio il tunnel.

Tutto ciÃ² che vide fu lâoscuritÃ , interrotta dagli sprazzi di luce delle fioche lampade che illuminavano ben poco. Erano troppo distanti tra loro per servire a qualcosa. Non era un segreto che lei odiasse le gallerie e il buio. In quel momento desiderava davvero che Zachary fosse lÃ¬ con lei. Con un movimento della mano lui avrebbe potuto illuminare tutto ciÃ² che voleva con una fiamma sospesa.

Quando la prima volta aveva radunato le piccole fiamme davanti a lei solo per mostrargliele, lei lo aveva chiamato âpiccola lucciolaâ per settimane. Sorrise a quel ricordo. Almeno Zachary avrebbe potuto distrarla un poâ ed era molto piÃ¹ sicuro che allearsi con un Dio del Sole che le faceva stringere le gambe per il desiderio.

Aprendo il borsone, estrasse una sfera di cristallo che aveva preso dallâarsenale del castello e saltÃ² giÃ¹ sulla passerella di manutenzione che attraversava il tunnel.

Non si voltÃ² per guardare indietro... se lo avesse fatto, avrebbe visto Michael scivolare nellâoscuritÃ  per seguirla in silenzio.

Michael continuÃ² a seguire i movimenti di Angelica attraverso il tunnel e distolse lo sguardo quando uno dei treni sfrecciÃ² accanto a lui verso la banchina. Lo spostamento dâaria provocato gli fece svolazzare i capelli e gli abiti, ma con esso arrivÃ² anche lâodore dei demoni... erano in tanti.

Quando guardÃ² di nuovo la galleria, vide Angelica fermarsi e guardarsi alle spalle. Entrando nellâombra si accigliÃ², rimpiangendo di non fare parte del PIT. Nessun bravo figlio vorrebbe che il lavoro della propria madre fosse cosÃ¬ pericoloso.

Sentendo dei rumori sotto di sÃ©, Michael si fermÃ² e si sporse oltre la ringhiera, vedendo i bordi scuri di uno stretto passaggio, proprio sotto la pavimentazione. Strinse gli occhi chiedendosi che razza di mostri ci fossero laggiÃ¹.

Si girÃ² di nuovo e sibilÃ² non vedendo Angelica. Con tutti gli ingressi per gli addetti, senza contare che câerano altre gallerie sotto di quella, avrebbe dovuto capire da che parte era andata.

Accelerando il passo divenne una chiazza sfocata, rallentando quando arrivÃ² ad unâintersezione suddivisa in quattro direzioni diverse.

âSyn.â sussurrÃ² Michael... non gli piaceva quella situazione.

SentÃ¬ suo padre sfiorargli la mente e fargli sapere che Angelica stava bene ed era in buone mani. Non aveva intenzione di fare domande a suo padre e si chiese come facesse a sapere che era lÃ¬, ma sarebbe stata una domanda stupida... Syn sapeva sempre dovâerano i suoi figli.

Michael guardÃ² a sinistra, percependo lâaura di suo padre nel tunnel piÃ¹ buio, e si sentÃ¬ sollevato nel sapere che sua madre era al sicuro. Sentendo la vibrazione di un altro treno in arrivo, si addossÃ² al muro e guardÃ² il lungo treno che passava.

Aguzzando la vista, colse immagini fugaci delle persone sedute e poi notÃ² qualcosâaltro. Tra una carrozza e lâaltra câera uno spazio vuoto, da cui lui poteva vedere lâaltro lato del binario. In piedi lÃ¬, a guardarlo, câera una donna con lunghi capelli color platino, spettinati dal vento provocato dal treno.

Michael non si preoccupÃ² piÃ¹ dei passeggeri e si concentrÃ² soltanto su di lei. Indossava una larga camicia bianca che svolazzava per lo spostamento dâaria. NotÃ² che i primi quattro bottoni erano aperti e prossimi ad esporre pericolosamente non solo la sua scollatura perfetta.

AbbassÃ² lo sguardo e vide che la camicia le arrivava a metÃ  coscia, insieme allâorlo di una gonna a pieghe nera, lunga forse cinque centimetri piÃ¹ della camicia. Lâorlo dellâindumento era seguito da lunghe gambe proporzionate. Alzando lentamente lo sguardo verso il suo viso, Michael si chiese se lei gli avesse lanciato un incantesimo poichÃ©, anche se vestita come una furfante, era la cosa piÃ¹ bella che avesse mai visto.

Aurora era stata colta alla sprovvista quando aveva sentito il potere avvicinarsi ed era uscita dal suo nascondiglio. Si preparÃ² per uno scontro, pensando che uno dei demoni maestri avesse sentito il suo odore e la stesse raggiungendo. Era stanca di scappare dai demoni potenti... lo faceva da quando era fuggita via da Samuel e aveva attraversato la crepa.

Ma non era una vigliacca... aveva ucciso la maggior parte dei demoni incontrati, anche se câerano quelli che la spaventavano davvero, cosÃ¬ nel frattempo aveva cercato di stare un passo avanti a loro. Sapeva cosa sarebbe successo se fosse stata catturata dal demone sbagliato... Samuel le aveva insegnato quella lezione nel modo piÃ¹ duro.

Concentrandosi sullâanima di fronte a lei adesso, si sentÃ¬ confusa perchÃ© non riusciva a paragonarla a nulla. Non era umana e non era di un demone. Era piÃ¹ come se stesse guardando il sole. Le sue labbra si aprirono quando distolse lo sguardo dallâanima e osservÃ² meravigliata lâuomo dagli strani occhi color ametista.

Michael si aggrappÃ² al guardrail, pronto a saltarlo mentre la coda del treno si avvicinava. Non importava chi fosse... gli sembrava persa e sola, e lo stava guardando come se lui fosse la sua unica speranza.

Aurora inspirÃ² profondamente quando lui le fu accanto allâimprovviso, ma non sentÃ¬ il bisogno di correre o combattere come accadeva con i demoni. AlzÃ² lentamente lo sguardo, soffermandosi sulle sue labbra perfette prima di guardare gli occhi piÃ¹ belli che avesse mai visto.

âNon dovresti essere quaggiÃ¹, Ã¨ pericoloso.â la avvertÃ¬ Michael, combattendo lâistinto di portarla via, per salvarla da qualunque cosa avesse paura.

Gli occhi di Aurora tornarono alle sue labbra mentre parlava e lei fece un passo avanti. âSei reale?â lei alzÃ² la mano per sfiorargli il viso ma esitÃ². âPosso toccarti?â

âCon piacere.â sospirÃ² Michael, mentre ogni emozione dentro di lui stava per esplodere. Nellâistante in cui la morbida punta delle sue dita gli sfiorÃ² la guancia, unâemozione superÃ² tutte le altre... il desiderio. Abbassando la testa le catturÃ² le labbra disperatamente.




Capitolo 2


Aurora inalÃ² il respiro tremante dello sconosciuto, facendo scivolare le dita tra i suoi capelli setosi per afferrarlo e tirarlo ancora piÃ¹ a sÃ©. PiegÃ² la testa allâindietro quando il suo braccio la circondÃ² come un nastro dâacciaio e la strinse a lui. Il suo atto di forza non la spaventava... contribuÃ¬ soltanto a renderlo piÃ¹ reale ai suoi occhi.

Michael la bloccÃ² contro il muro di mattoni mentre approfondiva il bacio. Poteva sentire il suo seno sfiorargli il petto mentre lei iniziava a muoversi contro di lui ad un ritmo molto seducente, ma non quanto i versi che emetteva mentre lo baciava.

Per un attimo Michael si chiese se lei fosse una specie di demone che si nutriva di sesso, poi scacciÃ² il pensiero. Al momento non gli importava... se era quello che voleva allora lâavrebbe nutrita a sufficienza.

Muovendo la mano lungo la sua coscia, la prese in braccio e le spostÃ² le gambe finchÃ© non furono avvolte saldamente attorno alla propria vita. Quando la sua mano scivolÃ² sotto la gonna per sorreggerla gli mancÃ² il respiro, sentendo il suo sedere nudo sotto le proprie mani.

Michael ringhiÃ², spingendosi contro di lei. Non sarebbe potuto essere piÃ¹ eccitato mentre si premeva contro il suo nucleo, sentendo il suo calore attraverso i vestiti.

Aurora era inebriata dalla sensazione di essere baciata cosÃ¬ ferocemente e dominata dallâunico caduto maschio che avesse mai incontrato. Passandogli la mano sul petto si stupÃ¬ dei muscoli scattanti nascosti dalla camicia. Per la fretta non perse tempo a scoprire ciÃ² che era nascosto lÃ¬... il suo vero obiettivo era piÃ¹ in basso.

AllungÃ² una mano e afferrÃ² la dura erezione che trovÃ² lÃ¬. Pulsava contro la sua mano impaziente e lei emise un suono strozzato in gola. Dâistinto, si alzÃ² e liberÃ² rapidamente la sua virilitÃ  dai pantaloni. Con una sola mossa lo tenne lÃ¬ dove voleva che fosse.

Michael si ritrasse dal bacio e la guardÃ² negli occhi mentre la propria erezione pulsante premeva contro la sua apertura calda e tesa. Rimase senza fiato quando quella tensione avvolse e risucchiÃ² la punta del suo membro con una lentezza inquietante. Si guardarono a vicenda quando lei gli afferrÃ² le spalle per fare leva e si spinse verso il basso, affondando su di lui.

Lâaria tornÃ² nei polmoni affamati di Michael quando lui si spinse verso lâalto per penetrarla ancora piÃ¹ a fondo. Ma lei aveva una vaga idea di cosa gli stava facendo?!

Spingendosi in avanti Michael la intrappolÃ² contro il muro, affondandole il viso nella curva del collo quando le sue zanne si allungarono improvvisamente. Le ringhiÃ² forte allâorecchio e la sollevÃ², lei si ribellÃ² per quella separazione e si sforzÃ² per abbassarsi di nuovo. RoteÃ² i fianchi e si fiondÃ² su di lui, annientando tutto il controllo che era rimasto in Michael.

Sbattendo i palmi contro il muro lui spinse al suo stesso ritmo, ignorando il treno che stava arrivando.

Serrando le labbra in modo che lei non vedesse le sue zanne, Michael si scostÃ² un poâ e la osservÃ² in estasi, mentre il vento della metropolitana le faceva ondeggiare i capelli intorno al suo viso angelico, e le sue grida si mescolavano al rumore tonante del treno che passava. La sentÃ¬ pulsare attorno al proprio membro quando arrivÃ², e lui capÃ¬ che quella visione gli sarebbe rimasta impressa per sempre nella mente.

Aurora premette la schiena contro il muro tenendogli una mano sulla spalla e muovendo lâaltra verso un tubo che sporgeva dal muro di sopra di lei. Usandolo a proprio vantaggio si abbassava e si sollevava, costringendo Michael ad un ritmo forsennato.

Era diverso da come lo aveva fatto con Samuel. Questa volta non aveva dovuto lottare per poi perdere, nÃ© era stata sedotta al punto da arrendersi per permettere la violazione del proprio corpo.

Strofinandosi su di lui fu pervasa da dolci onde di dolore e inquietante piacere che la fecero contrarre. Lo sentÃ¬ pulsare dentro di sÃ© nello stesso modo in cui aveva pulsato nel proprio palmo, ma quellâincredibile sensazione era dieci volte piÃ¹ forte. Incapace di trattenersi, piegÃ² la testa allâindietro e gridÃ², lasciando che il suono scomparisse con il treno che rombava.

Michael le sfiorÃ² il collo con le labbra, aumentando il ritmo che lei aveva desiderato sin dallâinizio. Quando lei premette il collo contro le sue labbra lui si ritrasse, prima di sfidare il destino, e le infilÃ² la mano sotto i capelli per afferrarle la nuca. Usando lâaltro braccio la intrappolÃ², bloccando i suoi movimenti per poter intraprendere un ritmo lento e costante.

Dopo solo un paio di spinte strazianti lei si liberÃ² dalla sua presa e lo dominÃ² ad un ritmo frenetico... sopraffacendolo completamente. Michael si sentÃ¬ risucchiare dentro di lei e ringhiÃ² mentre cercava di trattenersi. Quando lei si contrasse e si sollevÃ², lui la afferrÃ² e la spinse giÃ¹ mentre lei arrivava.

Aurora piegÃ² la testa allâindietro e si inarcÃ²... questa volta non emise alcun suono perchÃ© era senza fiato, e fu inondata dallâestasi.

Prima di riuscire a trattenersi, Michael affondÃ² le zanne affilate nel suo collo, escoriando la pelle mentre arrivava in modo violento, facendo esplodere il proprio seme caldo dentro di lei.

Aurora sussultÃ² e aprÃ¬ la bocca quando sentÃ¬ le sue zanne. Anche Samuel lâaveva fatto, nutrendosi del potere del suo sangue. Il suo primo istinto fu quello di lottare, ma lâimprovvisa scarica di orgasmi sconvolgenti non glielo permise. Gemette per il piacere accecante, rendendosi conto che lui non era un caduto.

Michael sentÃ¬ i loro cuori iniziare a battere allâunisono quando risucchiÃ² la sua essenza vitale. Si sentÃ¬ disorientato quando il sangue di lei entrÃ² in circolo nelle proprie vene, scatenando in lui qualcosa di cui non era a conoscenza. Ritraendo le zanne, il rumore del loro respiro affannoso riempÃ¬ il silenzio assordante.

Aurora gli afferrÃ² la parte anteriore della camicia e fissÃ² quei brillanti occhi color ametista, sentendosi tradita mentre il potere di lui aumentava. Non fidandosi di ciÃ² che stava accadendo, usÃ² ogni grammo di forza che aveva e lo spinse via, facendolo finire oltre la ringhiera.

Strinse tra le dita il pezzo di stoffa strappato dalla sua camicia, poi guardÃ² alla sua sinistra quando sentÃ¬ un altro potere avvicinarsi ad un ritmo pericolosamente veloce. Le sfuggÃ¬ un singhiozzo che riecheggiÃ² nel tunnel quando sentÃ¬ le pulsazioni dellâorgasmo che non aveva avuto abbastanza tempo per essere soddisfatto.

Michael colpÃ¬ il binario elettrificato cosÃ¬ forte che, per un attimo, rimase disteso lÃ¬, ancora in preda alle conseguenze provocate dal sangue di lei. La corrente elettrica non era niente per lui, si aggiunse soltanto al ronzio frenetico che lui sentiva giÃ . Il mondo intorno a lui pulsava con il battito del suo cuore mentre si rialzava lentamente.

Guardando la ringhiera rotta ringhiÃ² non vedendo piÃ¹ lei. Girandosi intorno, il suo ringhio si intensificÃ² quando non la trovÃ² da nessuna parte.

âNo!â Michael ruggÃ¬ e strinse i pugni, non capendo ciÃ² che era appena accaduto e non contento di ciÃ² che stava ancora accadendo.

Volgendo lentamente lo sguardo nella direzione da cui era venuto, percepÃ¬ una lieve scintilla e corse piÃ¹ veloce che potÃ©. Attirando le ombre attorno a sÃ©, superÃ² gli esseri umani nella stazione e percorse le scale fin quando non fu investito dalla luce del sole.

Michael rimase senza fiato quando il dolore lo bruciÃ² e gli ci volle un poâ per capire che era un effetto del sole. Combattendo il dolore fece per toccarsi il ciondolo in confusione, poi ringhiÃ² quando non lo trovÃ².

Proteggendosi gli occhi sensibili, rientrÃ² nella stazione e si appoggiÃ² al muro, desiderando che il mondo smettesse di girare un attimo solo per fargli schiarire la mente. Non era stato il sole... era stato il sangue di lei.

Guardando verso lâuscita si chiese se lei sapesse che cosâera il ciondolo per lui e se glielo aveva preso per impedirgli di seguirla.

Prendendo il cellulare dalla tasca, Michael lo guardÃ² quando lo sentÃ¬ scricchiolare nella propria mano. Non credendo ai propri occhi, concluse che forse aveva bisogno di rinfrescarsi e aspettare che il sole tramontasse. Ritornando nel punto in cui avevano fatto lâamore, si guardÃ² intorno per cercare qualsiasi indizio della sua provenienza, visto che era comparsa allâimprovviso.

Lâintersezione si suddivideva in cinque cunicoli ma soltanto due erano da quel lato. Non trovando alcuna traccia del suo passaggio afferrÃ² il guardrail, cedendo alla rabbia. Strappandolo via dal cemento lo lanciÃ² cosÃ¬ forte verso uno dei tunnel che, quando finalmente incontrÃ² un ostacolo contro cui schiantarsi, lâeco fu a malapena un sussurro. Come aveva osato fargli questo e poi sparire come un fantasma...

Sentendo il proprio potere pulsare di nuovo in modo inquietante, alzÃ² lo sguardo e notÃ² il tremolio della luce lungo uno dei due tunnel. Non era una sola luce a tremolare, ne erano tante... era come unâondata di oscuritÃ  diretta verso di lui.

Gli occhi ametista di Michael brillarono e le sue zanne si allungarono proprio quando lâoscuritÃ  lo assalÃ¬ e una mano possente lo afferrÃ² alla gola.

Le labbra di Samuel accennarono un ghigno quando lui guardÃ² lâuomo. SâincuriosÃ¬ subito poichÃ© stava usando tutta la sua forza solo per tenerlo fermo lÃ¬. Aveva seguito Aurora da quando erano usciti dalla crepa ma, ogni volta che le si avvicinava, lei lo respingeva con quella dannata spada e fuggiva. Non poteva evocare la spada nel mondo dei demoni ma, giungendo in questo mondo, aveva in qualche modo sbloccato il suo potere.

Adesso sembrava aver adottato una nuova tattica per evitarlo... nascondersi nelle zone in cui gli altri demoni stavano ancora combattendo. Non gli era rimasta altra scelta che aiutarla ad uccidere i demoni che le si avvicinavano, nel caso in cui uno di loro fosse abbastanza forte da rivendicare ciÃ² che gli apparteneva.

I suoi occhi scuri si concentrarono su quello che credeva fosse un vampiro maestro che odorava di sesso e del sangue di Aurora.

âVedo che hai trovato la mia Aurora.â Samuel inalÃ² lâodore persistente di un accoppiamento passionale e sentÃ¬ lâafflusso dei propri ricordi nutrire la gelosia. Voleva sapere come aveva fatto quellâuomo a sfuggire alla sua spada. âSento il suo odore su di te.â.

Michael sogghignÃ², ringraziando silenziosamente il demone per avergli detto il nome della donna che lo aveva abbandonato. Sentendo la propria gelosia emergere, rispose con voce fredda âNon mi sembrava che fosse tua quando, pochi minuti fa, ero dentro di lei.â.

Samuel socchiuse gli occhi, nascondendo le proprie intenzioni piÃ¹ oscure âPensi di poter prendere il mio posto facendo lâamore con lei una volta? Ã mia da oltre mille anni e un incontro nella metropolitana non infrangerÃ  il diritto che ho sul suo corpo.â.

Michael sentÃ¬ una rabbia innegabile pervaderlo mentre immaginava Aurora con quel demone. Gli era stato insegnato che era peccato mettersi tra un uomo e la sua compagna ma quello non era un uomo e, al momento, non gliene importava affatto.

Samuel si bloccÃ² quando gli occhi dellâuomo iniziarono a brillare pericolosamente e un potere a lui sconosciuto gli solleticÃ² la mano nel punto in cui lo stava toccando. Sarebbe stato un errore mostrarsi impaurito.

Sporgendosi, Samuel fece un sorrisetto e mentÃ¬ âSe lei Ã¨ rimasta cosÃ¬ colpita allora perchÃ© ti ha lasciato per venire a cercarmi?â Si rese conto del proprio errore quando il tunnel iniziÃ² a tremare sotto i suoi piedi e capÃ¬ che la causa di quel terremoto era proprio davanti ai suoi occhi.

Michael sentÃ¬ la pelle iniziare a formicolare come quando aveva colpito la ringhiera prima... e la cosa gli piaceva. Sentendo il rombo di un treno in avvicinamento, rivolse al demone un sorriso agghiacciante e poi lo spinse allâimprovviso. Il sorriso di Michael si oscurÃ² quando il demone finÃ¬ oltre la ringhiera, dritto davanti al treno.

Esso si scontrÃ² con il mezzo ma, in una frazione di secondo, Michael vide che il demone si era girato e si era aggrappato al treno come per farsi dare un passaggio. Prima di riuscire a seguirlo e finirlo, Michael sentÃ¬ la terra tremare e muoversi proprio mentre un pezzo di cemento si schiantÃ² accanto a lui.

Ignorandolo, volse lentamente il proprio sguardo furioso nella direzione in cui il treno aveva portato il demone. Non gli importava se il mondo sarebbe crollato, avrebbe prosciugato ogni goccia di sangue da quel figlio di puttana. Muovendosi piÃ¹ velocemente del treno, si schiantÃ² contro una fiancata, cosÃ¬ forte da farlo oscillare sui binari.

Prima di potersi arrampicare sul tetto, sentÃ¬ qualcosa sbattergli contro la schiena e lottÃ² contro il dolore bruciante, cercando di liberarsi da qualunque cosa fosse.

Syn aveva sentito il sole sfiorare la pelle di Michael e aveva usato il legame per raggiungere rapidamente suo figlio. ArrivÃ² giusto in tempo per vedere Michael attaccare il treno e il suo sorriso oscuro gli fece capire tutto quello che câera da capire... Michael aveva appena affrontato il suo vero potere e non lo stava gestendo molto bene.

Andando dietro di lui, Syn estrasse un eliotropio dal proprio bracciale e glielo affondÃ² nella schiena, spingendolo tra la carne e il sangue. Lo tenne fermo mentre affondava la gemma dietro il suo cuore, quasi come Michael aveva fatto con Kane.

Il tunnel iniziÃ² a vibrare attorno a loro per la rabbia di Michael, e Syn pensÃ² subito ad un riparo in cui portarlo se non avesse controllato la sua rabbia. Piantando i piedi contro la fiancata del treno, si spinse via portando Michael con sÃ©. Cercando di stordirlo per calmarlo, Syn lo sbattÃ© contro il muro cosÃ¬ forte da lasciare un buco ma Michael lottava ancora freneticamente.

Sentendo quella rabbia acquistare forza, Syn sospirÃ² stancamente prima di afferrargli il collo... piegandolo.

AfferrÃ² il corpo inerte di Michael e lo prese tra le braccia. Percorrendo qualche metro fino ad un incavo nascosto nel buio, Syn portÃ² Michael nella sala di manutenzione piÃ¹ vicina e forzÃ² la porta. Lo adagiÃ² a terra e lo guardÃ² per un momento, prima di lasciarlo lÃ¬.

Chiudendo la porta dietro di sÃ©, si voltÃ² e vi posÃ² il palmo, ergendo una barriera contro i demoni, in modo che suo figlio non venisse disturbato. Non poteva aiutarlo a guarire... serviva tempo perchÃ© quel tipo di rabbia svanisse.

SogghignÃ², sapendo che la femmina di caduto aveva destabilizzato il mondo di Michael, poi si accigliÃ² guardando di nuovo nella direzione in cui si trovava Angelica. Il mondo di Michael non era lâunico ad essere stato destabilizzato.



*****



Shadow era nascosta nella prigione che si era creata da sola, nel labirinto delle creature della notte chiamato âregno degli spiritiâ. Poteva anche essere intrappolata lÃ¬ in quella dimensione alternativa, ma ciÃ² non significava che doveva rendersi oggetto dellâattenzione indesiderata di Deth o dellâorda di demoni che lui aveva portato con sÃ©.

Le mancava quel mondo vitale che adesso era da qualche parte dallâaltro lato della sottile barriera che separava i due mondi. Superare quella barriera era piuttosto doloroso ma lei lo avrebbe fatto senza pensarci due volte, se Deth glielo avesse permesso. Il problema era che lui non glielo avrebbe mai permesso.

Vide Deth dare ancora una volta un poâ del proprio sangue a Myra, faceva parte dellâaccordo che aveva stretto con la donna prima di ucciderla nel mondo umano. Come promesso, lâaveva risvegliata dalla morte, ma era un processo lento perchÃ© quel demone geloso aveva preteso di essere lâunico a nutrirla.

Lâunica cosa positiva per la donna era stata la sua permanenza di appena un paio dâore tra i morti. Quel risveglio non era niente in confronto al processo che servirebbe ad uno zombie per riformarsi dopo essere stato nella tomba per anni, o addirittura secoli. Shadow sospirÃ² per la noia, sarebbe stato piÃ¹ divertente vedere lâerba crescere.

Per come la pensava lei, i demoni stupidi meritavano umani stupidi. Era stata testimone dellâaccordo... anzi, di entrambi gli accordi. Quello che Deth aveva proposto a Myra quando lei aveva partorito la loro figlia mezzosangue, e quello che Myra aveva proposto a Deth per concedergli almeno una delle due cose che voleva.

Ottenere metÃ  di ciÃ² che si vuole non ha mai reso felice nessun demone. Invece di vedere il bicchiere mezzo pieno, per Deth era sempre mezzo vuoto.

Shadow ricordÃ² che lui e Myra avevano iniziato a combattere piuttosto pesantemente allâepoca. Myra trascorreva la maggior parte del tempo a fuggire dallâerrore che aveva commesso, ma non era mai riuscita a seminare il demone, che seguiva il suo odore. PiÃ¹ lei lo combatteva, piÃ¹ Deth la voleva.

Shadow scosse la testa, rendendosi conto che gli umani e i demoni erano molto piÃ¹ simili di quanto pensassero. Stanca della guerra tra loro, Myra alla fine aveva smesso di fuggire e aveva proposto un patto a Deth.

Il primo accordo fu che Myra sarebbe stata la sua amante ogni volta che lui lo desiderava, a patto che lui stesse lontano dalla bambina. Deth era sotto lâinfluenza della fame di Myra quando aveva accettato, proprio come un umano che pensa in modo sbagliato.

Il secondo accordo fu comunque interessante. Deth minacciÃ² Myra che, se non avesse potuto sorvegliare nÃ© vedere Tiara, allora avrebbe mandato qualcuno per farlo al suo posto... lâaccordo non lo vietava. Myra si fece prendere dal panico e tentÃ² di stringere un altro accordo con il suo amante demoniaco. Era incredibile, non era mai riuscita ad imparare a non fidarsi di un demone, anche se aveva studiato meglio quellâaccordo finale.

Myra accettÃ² di entrare nel mondo dei demoni e che Deth la risuscitasse, a condizione che lui fosse rimasto lÃ¬ con lei. Shadow sapeva che era lâultimo passo per assicurarsi che Deth non mettesse mai le mani su Tiara, âla piccola principessaâ.

Shadow suppose che Myra amasse Deth almeno un poâ, ma non era per quello che aveva stretto il patto... se la donna fosse stata abbastanza potente lui sarebbe andato incontro alla propria fine giÃ  prima di stringere il primo accordo.

Anche Deth era stato piÃ¹ intelligente, la seconda volta, e aveva rivisto lâaccordo prima di accettarlo. Si era assicurato che Tiara avesse il protettore che lui voleva, prendendo lâanello di Shadow e facendone una copia usando il suo sangue di creatura della notte. Secondo lâaccordo, Deth avrebbe indossato la copia e Tiara avrebbe potuto scegliere un umano che indossasse lâanello vero, in modo che lui avesse potuto controllarlo con lâincantesimo vincolante.

Shadow, piÃ¹ di chiunque altro, conosceva i segreti che nascondeva lâanello vincolante egiziano. Si accigliÃ² pensando allâumano che adesso, indossandolo, era intrappolato nel gioco di Deth.

Tramite gli anelli avveniva la vera connessione tra Deth e sua figlia. Grazie ad essi lui poteva tenerla dâocchio da lontano. Semmai Tiara avesse incontrato un nemico che lâavrebbe battuta, allora lâanello lo avrebbe avvertito e gli sarebbero state concesse ventiquattrâore dallâaltra parte della barriera per salvare sua figlia, prima che lâaccordo lo richiamasse indietro.

Myra era stata una stupida ad accettare quei termini. Se a Deth fosse stato permesso di andarsene, avrebbe trovato il modo di portare Tiara con sÃ©. CiÃ² che non aveva detto a Myra era che lâanello gli dava anche il controllo sulla persona che lo indossava, o almeno abbastanza controllo da farla rimanere accanto a Tiara se lui lo voleva.

Shadow osservÃ² Deth che fissava lâanello e si chiese quanto ci sarebbe voluto prima che lui decidesse di inviare un demone da sua figlia solo per ferirla, cosÃ¬ da potersi riprendere ciÃ² che gli apparteneva. Conosceva Deth, lo conosceva da piÃ¹ tempo di quanto riusciva a ricordare. Forse lui amava Myra e Tiara a modo suo, ma era abbastanza malvagio da distruggerle entrambe senza provare molto rimorso.

Un demone che ti odia Ã¨ una cosa, ma un demone potente come Deth che ti ama Ã¨ un destino ben peggiore. Myra non sapeva che, accettando di essere risuscitata con il sangue di Deth, non sarebbe mai riuscita a combatterlo come aveva fatto nel mondo umano. Ora sarebbe diventata poco piÃ¹ che una bambola di pezza ubbidiente, che lui avrebbe manipolato per lâeternitÃ . Lâunica cosa che Deth non le aveva tolto era la sua anima.

Shadow guardÃ² i segni sui propri polsi e desiderÃ² che Deth non le avesse mai restituito la sua anima usando un incantesimo per legarla a sÃ© come una creatura della notte. Almeno, senza unâanima, il torpore le avrebbe impedito di annoiarsi a morte.

AbbassÃ² le braccia rassegnata, ormai non importava. FinchÃ© Deth lo avesse voluto, lei sarebbe rimasta intrappolata in quel mondo come Myra. Lâunica cosa che ormai aspettava era che lui decidesse quando uccidere sua figlia.

Deth scostÃ² lentamente il proprio petto nudo dalle labbra di Myra e si alzÃ² dal letto, disinvolto nella propria nuditÃ . Aveva creato quel luogo tra le dimensioni molti secoli prima, dominandolo dalla vetta piÃ¹ alta con un esercito intoccabile... migliaia di anime al suo comando.

CosÃ¬ come la bella Myra, anche lui era un negromante, ma il suo forte era schiavizzare le anime invocate piuttosto che guidarle nellâaldilÃ .

Esse si aggiravano nella sua magnifica dimora implorando la libertÃ , ma Deth non lasciava mai andare ciÃ² che era suo. Sapeva che Myra non lo amava davvero e comunque non gli importava se era cosÃ¬ o no. Lei era sua e quello era tutto ciÃ² che contava.

GuardÃ² fuori dalla finestra della sua camera da letto mentre si infilava una pesante vestaglia di broccato. Si era stancato del mondo. Senza piÃ¹ niente per cui combattere, persino rubare le anime non aveva piÃ¹ il suo fascino. Gli mancavano il mondo demoniaco che ricordava e il fratello che aveva perso tanto tempo prima.

Craven era nato dalla stessa donna solo pochi attimi dopo di lui, eppure non erano uguali. Lui non aveva avuto la forza di gestire la guerra che stava imperversando e fu sopraffatto, trascinato via nella crepa che si era richiusa. Che ragazzo debole, caduto cosÃ¬ in fretta.

Quando aveva visto Myra per la prima volta desiderÃ² averla... il potere che lei aveva sulle anime lo aveva attirato, ricordandogli il potere di suo fratello. Era un sapore debole ma sensuale e seducente nella sua natura.

Dopo averla osservata dallâombra, Deth si scoprÃ¬ attratto dalla sua fame sessuale. Per ragioni che non comprendeva si sentiva geloso quando lei si rivolgeva a quei deboli maschi umani per saziare il proprio bisogno. Quella era una delle ragioni per cui si era allontanato con lei dal regno umano... sapeva che alla fine lei avrebbe trovato un modo per sfuggirgli se non lâavesse tenuta lontana da occhi indiscreti.

Deth si concentrÃ² sullâanello e sentÃ¬ la gioia di Tiara. La sensazione di quel sentimento fece brillare i suoi occhi rossi e lui affondÃ² il pugno in uno dei tanti ritratti di Tiara fatti da Myra nel corso degli anni. Lei aveva speso tutte le sue energie per tenerlo lontano da Tiara e adesso la felicitÃ  della figlia era un ostacolo sgradito.

Se Tiara avesse sofferto lui sarebbe potuto andare a prenderla. GuardÃ² tutti i dipinti sorridenti di sua figlia, poi guardÃ² il letto su cui Myra era sdraiata. Aveva intrappolato lâanima della sua amante in quel corpo in modo che lei non avrebbe mai potuto lasciarlo, e avrebbe fatto lo stesso con Tiara.

Shadow si bloccÃ² mentre ascoltava i pensieri di Deth e vide il ghigno malvagio che apparve sulle sue labbra. CapÃ¬ che aveva percepito la sua presenza, cosa che non accadeva da quando erano giunti in quella dimensione e che, probabilmente, non sarebbe piÃ¹ accaduta se lei lo avesse accontentato.

âShadow.â Deth chiamÃ² la sua creatura della notte. Vedendo apparire di fronte a sÃ© i lunghi capelli neri e il flessuoso corpo della giovane egiziana, capÃ¬ di aver trovato il modo per portare via il sorriso a sua figlia.

âVuoi che la uccida?â gli chiese Shadow, stringendo lo sguardo sul suo padrone.

Gli occhi di Deth ripresero la loro sfumatura di rosso terrificante quando lui mostrÃ² a Shadow la mano con lâanello.

âE cosa ti fa pensare che ti darei questa soddisfazione? SarÃ² io a porre fine alla sua vita.â La voce di Deth era piÃ¹ di un sibilo irritato. Il colore rosso svanÃ¬ dalle sue iridi come se non ci fosse mai stato e lui le prese il mento. âTu troverai mia figlia e distruggerai ciÃ² che la rende felice.â.

Shadow rimase ferma quando lui invocÃ² un piccolo manipolo di servitori, ordinando loro di sorvegliare Shadow e obbedire ad ogni suo ordine. Lei annuÃ¬, impaziente di provare il dolore nellâattraversare la barriera. Avrebbe fatto anche di piÃ¹, se lui le avesse concesso un paio di giorni di lontananza.

Deth vide Shadow svanire nel mondo degli spiriti e sorrise quando i suoi sottomessi la seguirono. Rivolgendo la propria attenzione allâanello, si spostÃ² alla luce della finestra per ammirarlo. InclinÃ² la testa, sentendo non soltanto il piacere di Tiara ma anche la frustrazione di colui che portava lâaltro anello.

âOh, tu la vuoi.â sussurrÃ² Deth con voce suadente.

GirÃ² lâanello, recitando silenziosamente gli incantesimi runici incisi su di esso, e sorrise di nuovo. Lâanello iniziÃ² a brillare di un rosso acceso e piccole fiammelle eruppero dallâiscrizione, illuminando le parole mentre lui le recitava.

âTu avrai lei e tutto quello che ha da offrirti.â promise Deth. âTutto quello che devi fare Ã¨ uccidere chiunque si trovi sul tuo cammino.â.




Capitolo 3


Chad non aveva ancora rivolto la parola a Trevor quando entrarono nel parcheggio del Moon Dance. Soltanto Evey era riuscita a farlo parlare un poâ e Trevor stava iniziando a sentirsi escluso. Non era scontento del fatto che Chad vivesse da solo, cavolo no, capiva il significato di âprivacyâ.

Quello che lo spaventava di piÃ¹ era il pensiero che lui tornasse in quellâappartamento e che qualsiasi cosa lo avesse ucciso potesse tornare per il secondo atto. Lâultima volta erano arrivati tutti troppo tardi e lui non voleva affatto rivivere la scena della morte di Chad. Una volta era piÃ¹ che sufficiente.

Trevor sospirÃ² quando Chad scese dalla macchina senza dire una parola e si diresse a grandi passi verso lâingresso del club.

âEhi, aspetta un attimo.â gridÃ² Trevor chiudendo un poâ troppo forte lo sportello. Fantastico, ora si sentiva in colpa per entrambi i suoi amici.

âChe câÃ¨?â Chad ringhiÃ² senza voltarsi.

âDai, amico.â disse Trevor raggiungendolo e posandogli una mano sulla spalla âNon ci siamo alleati contro di te. Vogliamo solo assicurarci che chiunque ti abbia ucciso non ci riprovi.â.

âE lo fate privandomi della mia libertÃ ?â chiese Chad con uno sguardo duro.

Trevor scosse la testa âTu non ti sei visto, sdraiato lÃ¬ per terra senza vita, in una pozza del tuo stesso sangue... Ã¨ una cosa che non voglio rivedere mai piÃ¹. So che adesso sei vivo e vegeto, ma questo non cancella il fatto che sei morto perchÃ© uno stronzo ti ha piantato un coltello nel cuore e lâha fatto fermare.â.

âPerchÃ© ti preoccupi?â chiese Chad incuriosito.

âEcco, lâaltro giorno mi hai chiesto come sono riuscito a controllare le mie emozioni riguardo quegli agenti morti. Ti ricordi la mia risposta?â Trevor si passÃ² le mani tra i capelli, sentendosi in colpa per ciÃ² che aveva detto quel giorno.

Chad si accigliÃ² âSÃ¬, hai detto che dopo un poâ sei semplicemente diventato immune o qualcosa del genere.â.

Trevor lo guardÃ² dritto negli occhi âHo mentito.â.

âCioÃ¨?â gli chiese Chad, ricordando di averlo colpito in faccia per quello che aveva detto. Allâimprovviso ebbe lâimpulso di farlo di nuovo, ma questa volta ci pensÃ² su. Rimase stupito per la confessione del suo amico e rimase lÃ¬ per qualche secondo dopo che Trevor gli era passato accanto per entrare.

âEntri o vuoi restare lÃ¬ tutto il giorno?â chiese Trevor, sentendosi meglio adesso che si era tolto un poâ del peso che aveva sulle spalle.

âSÃ¬, arrivo.â mormorÃ² Chad, sentendosi un perfetto idiota per essersi comportato da ragazzino per tutto il giorno.

Trevor lo fermÃ² prima di entrare, per alleggerire la tensione âHo una reputazione da difendere, quindi, se non ti dispiace...â.

Chad fece un cenno con la mano âSÃ¬, sÃ¬, lo so... non devo farti sembrare una femminuccia, anche se la tentazione Ã¨ forte.â.

Trevor gli mostrÃ² un pugno e ringhiÃ², mentre Chad rise e sgattaiolÃ² dentro. Era bello vederlo sforzarsi di ridere di nuovo. Chad odiava essere al centro dellâattenzione ma se lo meritava, per essersi fatto uccidere spaventando tutti a morte.

Quando Trevor sentÃ¬ Envy gridare e Chad lamentarsi, aprÃ¬ la porta ed entrÃ² incuriosito. Un sorriso compiaciuto apparve sul suo viso quando vide Chad addossato al bancone, con unâestasiata Envy appiccicata a lui come un francobollo.

âÃ cosÃ¬ bello vederti!â gridÃ² Envy.

Gli occhi di Chad si spalancarono per la quantitÃ  di forza che lei stava usando per abbracciarlo. âEnvy...â gemette lui scherzosamente âNon... respiro.â.

Seguirono alcune risatine alla reazione di Envy per suo fratello appena resuscitato... ma non potevano certo biasimarla.

âScusa.â disse lei con una risatina lasciando andare Chad, poi sorrise a Trevor. Lui distolse subito lo sguardo e lei capÃ¬ il perchÃ© nel momento in cui sentÃ¬ il braccio di Devon stringerla.

Trevor osservÃ² i preparativi per Halloween. Il club aveva giÃ  distribuito i volantini per la grande riapertura e doveva essere tutto pronto. Avevano cambiato idea, passando da una festa privata per Halloween alla riapertura al pubblico del loro club ingrandito e rinnovato.

âAllora, che succede?â chiese Envy.

âChad non starÃ  al castello e si rifiuta di vivere al Night Light.â rispose Trevor, ricevendo uno sguardo fulminante da Chad.

Envy si accigliÃ², esternando la propria preoccupazione âE perchÃ© no? Non puoi stare da solo.â.

Lâespressione di Chad divenne minacciosa quando si rivolse a sua sorella âSono adulto ma non sono ancora pronto per la casa di riposo. Non dovrebbe importarvi se vivo da solo o no. Se chi mi ha attaccato vuole trovarmi allora niente lo fermerÃ .â.

âChi, o cosa...â Devon sâintromise nella conversazione e gli tese la mano âBentornato nel mondo dei vivi.â.

Chad gli strinse la mano âGiÃ , mi piacerebbe solo poter vivere questa vita con un senso di libertÃ .â SospirÃ² quando vide Trevor e Devon snobbarsi a vicenda.

Envy si accigliÃ² âMa perchÃ© non puoi vivere al Night Light? Ã il posto perfetto. Nessuno entrerÃ  senza che un paio di dozzine di lupi gli saltino addosso.â.

âNon mi sentirei a mio agio lÃ¬.â rispose Chad sinceramente. âSe proprio devo, mi sistemerÃ² in una delle celle private in centrale.â.

âVuoi dire nel âbucoâ?â chiese Trevor con una smorfia.

Chad scrollÃ² le spalle âAlmeno sarÃ² al sicuro e sotto costante sorveglianza... che Ã¨ quello che sembrate volere tutti.â.

âNon Ã¨ questo, Chad.â disse Envy tristemente. âNoi siamo la tua famiglia, i tuoi amici. Vogliamo solo assicurarci che niente ti attacchi di nuovo.â.

Trevor si passÃ² una mano tra i capelli quando la tristezza di Envy lo colpÃ¬ come un muro di mattoni âOkay, ne ho abbastanza. Chad, puoi trasferirti da me... ho piÃ¹ di una stanza libera e sono spesso fuori casa. Starai quasi sempre da solo, io mi farÃ² vivo ogni tanto. Ha uno dei sistemi di allarme migliori sul mercato ed Ã¨ molto piÃ¹ bella del âbucoâ.â.

Chad lo guardÃ² con unâespressione accigliata. Non ci aveva mai pensato e il fatto che Trevor si fosse offerto non andava sottovalutato, poichÃ© tutti sapevano quanto tenesse alla propria privacy.

âDâaccordo.â disse Chad sottovoce, in realtÃ  lâidea gli piaceva. âPiÃ¹ tardi andremo a prendere le mie cose e verrÃ² a stare da te. Ma...â continuÃ² â... terrÃ² il mio appartamento. CosÃ¬ quando vorrÃ² stare un poâ da solo avrÃ² un posto dove andare.â.

âTroppo tardi.â disse Envy senza sensi di colpa. âIeri ho rescisso il contratto e tutte le nostre cose sono giÃ  impacchettate.â ScrollÃ² le spalle allo sguardo che Chad le lanciÃ² e alzÃ² il mento con aria di sfida âChe câÃ¨? Sul contratto câera anche il mio nome.â.

âPazienza.â Chad cedette, decidendo di abbandonare lâargomento.

Trevor annuÃ¬ e gli diede una pacca sulla spalla âBeh, pensaci... Ã¨ meglio questo che vederla dare fuoco alla casa e poi doverla arrestare. Io mi accontenterei, se fossi in te.â GuardÃ² Envy appena in tempo per vedere la luce nei suoi occhi e capÃ¬ che lâaveva appena resa molto felice.

âAndiamo.â disse Envy emozionata. âDevi vedere tutto quello che abbiamo fatto al club. Ã molto piÃ¹ grande di prima.â.

Chad sorrise e si lasciÃ² trascinare da un lato allâaltro del club. Trevor li seguÃ¬ a poca distanza, osservando le nuove decorazioni e sogghignando per le numerose zucche illuminate che gli altri stavano attaccando alle pareti della pista da ballo.

Warren era sullâimpalcatura, appeso a testa in giÃ¹ davanti alla palla stroboscopica per appendervi qualcosa.

âAccendi.â gridÃ² Warren dopo essersi alzato in piedi.

Le luci si spensero e la sfera si illuminÃ². Trevor rimase perplesso mentre la palla rifletteva la luce sul pavimento e sulle pareti. Centinaia di streghe, scheletri e gatti neri sembravano rincorrersi a vicenda.

âÃ fantastica, fratellone.â gridÃ² Devon.

âTi sei ricordato di ordinare il fluido per la nebbia?â chiese Warren.

Devon fece un cenno col pollice in su âArriva domani mattina. Nick si Ã¨ offerto di andare a ritirarla.â.

âÃ VIVO!â si sentÃ¬ urlare.

Chad gridÃ² per lo spavento quando si sentÃ¬ afferrare da dietro allâimprovviso e si girÃ² di scatto. Quando i suoi piedi toccarono di nuovo il pavimento dovette aggrapparsi alla ringhiera per reggersi. Guardando dietro di sÃ© vide Nick.

âNick.â lo ammonÃ¬ Envy. âNon fare cosÃ¬.â.

âPerchÃ© no?â chiese Nick con un ghigno. âÃ il periodo giusto per spaventare a morte la gente. E poi non capita tutti i giorni di vedere qualcuno che ha ingannato la morte. Anchâio merito un abbraccio.â.

Chad si era ripreso e sbattÃ© le palpebre verso Nick. âPerchÃ©, signor Wilder?â disse con voce dolce e mielosa âNon sapevo che le importasse.â.

Nick si fermÃ² e girÃ² lentamente lo sguardo verso Chad, che stava ridendo come un ebete.

âAccidenti.â disse Nick quando realizzÃ² che Chad lo stava prendendo in giro. âFinchÃ© non lo rifarai MAI piÃ¹ andrÃ  tutto bene.â.

âCiao, Trevor.â disse Alicia, arrivando dietro Nick. Non vedeva Micah da due giorni perchÃ© lei e Damon stavano ancora testando la loro nuova casa al Love Bites. Anche Michael e Syn dovevano vivere lÃ¬ ma, fino a quel momento, non si erano ancora trasferiti. âMicah si sta comportando bene al lavoro?â

Trevor sorrise âSe non contiamo le battaglie con gli aeroplanini di carta, usando la finestra per colpire i passanti ignari, e il continuo impedirgli di ricoprire lâauto di Tasuki di stelle filanti... sÃ¬, si sta comportando bene.â.

Alicia sorrise âGiÃ , mi ha raccontato del nuovo arrivato che si Ã¨ unito a lui e Titus e, da quello che dice, Tasuki sembra piuttosto carino.â.

Damon ringhiÃ² alle sue spalle e lei si voltÃ² prontamente per schiaffeggiarlo sul braccio. âSmettila.â disse Alicia, poi si rivolse a Nick âA proposito di vampiri pazzi, ho qualcosa per te.â Lo allontanÃ² dagli altri, non volendo che nessuno vedesse il regalo che aveva per lui.

Nick si accigliÃ² quando Alicia gli mise qualcosa in mano. âChe cosâÃ¨?â chiese incuriosito mentre fissava la collana nel proprio palmo.

âÃ un ciondolo che ho creato per proteggermi dallâincantesimo dei vampiri.â sussurrÃ² Alicia, poi sorrise maliziosamente a Damon. âHo sostituito la catenina dâoro che indossavo io con un laccio di cuoio nero, cosÃ¬ ti starÃ  meglio. Non dire a nessuno che ce lâhai. Se la indosserai alla festa allora Michael non potrÃ  costringerti a travestirti da donna.â.

Nick aveva un sorriso stampato sulla faccia âFantastico! Chi ha detto che devo aspettare Halloween per indossarla?â SâinfilÃ² subito la collana, sentendosi giÃ  piÃ¹ al sicuro. IgnorÃ² Damon che aveva ripreso a ringhiare e nascose il ciondolo sotto la maglietta. âTi sono davvero debitore.â.

Damon trascinÃ² Alicia verso Envy, prima che Nick decidesse di abbracciarla. Lei non sarebbe stata molto contenta se avesse strangolato il giaguaro con la sua collana. Sapeva che Nick non ricordava nulla ma lâimmagine di lui e Alicia nel salotto di Michael era ancora troppo fresca nella sua mente.

Alicia si accigliÃ² quando diverse lampadine sul soffitto sâilluminarono e poi esplosero. GuardÃ² Damon quando Warren, da sopra le travi, gridÃ² qualcosa a proposito di un corto circuito. Nascose il proprio sorriso mentre avvolgeva le braccia attorno a Damon nel tentativo di risparmiare un sacco di fatica extra al club.

âDa cosa ti travestirai?â chiese Chad a Nick quando raggiunse gli altri.

âSarÃ² la versione moderna di âBilly the Kidâ.â rispose Nick con aria seria.

âIn poche parole...â mormorÃ² Alicia â... si travestirÃ  da se stesso.â.

Tutti ridacchiarono quando Nick scrollÃ² le spalle e andÃ² ad aiutare Quinn e Kat dietro al bancone. Alicia sussultÃ² allâimprovviso e si precipitÃ² verso il retro del club, con Damon che la seguÃ¬ con uno sguardo predatorio.

âSecondo te che succede?â chiese Chad perplesso.

âTu che dici?â Devon sorrise.

Trevor guardÃ² Envy e si accigliÃ² quando notÃ² che, tutto dâun tratto, sembrava un poâ pallida.

âEnvy, stai bene?â le chiese piano.

La ragazza gli rivolse un sorriso smagliante e mentÃ¬ âCerto, sto benissimo...â.

Lui si lanciÃ² per afferrarla nel momento in cui i suoi occhi si chiusero.

âEnvy.â Chad la raggiunse mentre Trevor la adagiava sul pavimento. âChe diavolo Ã¨ successo?â

Devon si era mosso nello stesso istante ma Trevor era piÃ¹ vicino. SâinginocchiÃ² accanto a Chad e accarezzÃ² la guancia della sua compagna.

âEnvy.â sussurrÃ² lui mentre le sfiorava la pelle. âAvanti, piccola, apri gli occhi.â.

âHa dormito abbastanza?â chiese Chad con tono accusatorio.

Envy strizzÃ² gli occhi mentre le voci si allontanavano e gemette prima di riaprirli lentamente. Si accigliÃ² quando tutti e tre gli uomini sospirarono di sollievo.

âPerchÃ© mi guardate in quel modo?â chiese, e si guardÃ² attorno confusa. âSono caduta?â

âSei svenuta.â spiegÃ² Chad, ottenendo una piccola rivalsa per tutta la preoccupazione che sua sorella aveva scaricato su di lui. âStai bene?â

Envy gli afferrÃ² la mano e si alzÃ² lentamente in piedi âSÃ¬, devâessere tutta lâeccitazione del momento. Mi stavo divertendo cosÃ¬ tanto con i preparativi che magari ho dimenticato di mangiare, o qualcosa del genere.â.

Trevor scosse la testa per quella bugia âQuesta non me la bevo.â Prese il cellulare e compose rapidamente un numero. Il telefono squillÃ² alcune volte prima che una voce familiare e cordiale rispondesse.

âPronto?â

Lui sorrise âSalve signora Tully, sono Trevor.â.

âTrevor caro, come stai?â chiese lei.

âTutto ok, ma ho bisogno di un favore enorme.â Vide Chad e Devon che aiutavano Envy a sedersi su uno dei sedili morbidi attorno ai tavolini.

La signora Tully sorrise âSe posso sarÃ² piÃ¹ che felice di aiutarti.â.

âSono al Moon Dance ed Envy Ã¨ appena svenuta. Adesso sembra a posto ma qualcosa non va. Ha un poâ di tempo per venire a darle unâocchiata?â le chiese.

âCerto che sÃ¬.â rispose lei. âDammi una ventina di minuti per prendere la mia borsa e mettermi in macchina.â.

Trevor sorrise âDâaccordo, a tra poco.â.

âBuona idea.â disse Devon, lasciando gli altri di stucco.



*****



Jason giaceva sul letto tra veglia e sonno, nella camera in fondo al corridoio, da dove sentiva Tiara e Zachary che stavano facendo lâamore... di nuovo. Anche nel suo stato semicosciente poteva sentirli... percepiva la sua estasi come una carezza sulla propria pelle riscaldata. Premette la nuca sul cuscino quando quellâestasi aumentÃ², ignaro che lâanello aveva iniziato a brillare.

La sua espressione sâincupÃ¬ e improvvisamente si ritrovÃ² ai piedi del letto di Tiara e Zachary, ad osservare ciÃ² che aveva sentito solo pochi istanti prima. TirÃ² quasi un sospiro di sollievo quando si rese conto che stava sognando. Quando i due non si accorsero di lui, Jason si mosse sul letto per guardare il viso di Tiara. Rimase meravigliato per il suo aspetto e cercÃ² di distogliere lo sguardo, ma non ci riuscÃ¬.

Poi guardÃ² Zachary, vedendo il suo corpo muoversi sopra quello di Tiara, e fece un passo indietro. Per un breve istante si vide al suo posto, tentato da ciÃ² che avrebbe potuto avere.

Jason sentÃ¬ improvvisamente qualcosa nella mano e vide il pugnale. Lâimpugnatura era fredda contro la sua pelle riscaldata e i bordi sembravano brillare, invitandolo ad usarlo.

La voce di Tiara echeggiÃ² chiamando il nome di Zachary e Jason, freddo e inorridito, alzÃ² il braccio, affondando il coltello dritto nella spina dorsale di Zachary. Le grida di piacere di Tiara si trasformarono in grida di terrore, un suono rilassante per le orecchie di Jason. GuardÃ² il sangue che colava dalla ferita di Zachary e impregnava il materasso.

Jason riprese improvvisamente il controllo del proprio corpo e si destÃ² dal sogno mettendosi a sedere sul letto. Fu solo grazie alla forza di volontÃ  che si trattenne dal gridare per quella scena cosÃ¬ orribile. Lâestasi di Tiara lo pervase di nuovo e lui si mise le mani nei capelli, combattendo le lacrime che gli bruciavano agli occhi. Incapace di sopportare quel tumulto emotivo, scese dal letto e si precipitÃ² fuori dalla porta dâingresso, sentendosi un traditore.

Non gli importava se era un sogno o no... i sogni erano unâestensione dei desideri del cuore e del suo desiderio per Tiara.



*****



Falco Notturno era in piedi accanto allo stesso albero da cui andava e veniva dalla prima notte di Tiara al cottage. Sapeva che câera una stanza per lui accanto alla sua ma, piÃ¹ le si avvicinava mentre lei e Zachary erano soli, piÃ¹ emozioni provava. Non emozioni qualunque... era soprattutto il desiderio a pervaderlo a ondate.

Allâinizio era rimasto sorpreso di provare qualcosa e apprezzÃ² la fugace carezza. La fame di Tiara era soddisfatta... sembrava essere lâunica cosa che lei e Zachary facevano quando erano soli. Erano fortunati se riuscivano a dormire per unâora. Lâunico momento in cui Falco Notturno non poteva sentire il suo richiamo sensuale era quando si recavano nei cimiteri per le lezioni con Craven.

ScacciÃ² via dalla mente le grida di passione di Tiara quando notÃ² che Craven lo aveva raggiunto sotto lâalbero.

Craven rimase perplesso quando sentÃ¬ il legame di sangue con Tiara intensificarsi al suo arrivo. Aveva trascorso tutta la settimana a radunare anime, cercando di costruire il suo esercito, e ciÃ² aveva scatenato la sua fame diverse volte, al punto da provare la stessa cosa che provava Tiara... ma essere un demone a tutti gli effetti gli consentiva di non assecondarla mai. Il bisogno non lo esponeva con le anime come accadeva a Tiara. Quella era la debole linea di sangue di sua madre, non la sua.

Essere cosÃ¬ vicino alla passione di Tiara non era facile ma a Craven non piaceva, lo annoiava. Tuttavia, il desiderio di toccare qualcuno stava lentamente iniziando a farsi strada in lui. Non importava se ne avesse il controllo o meno, il desiderio sarebbe affiorato di tanto in tanto e lui sapeva che avrebbe dovuto soddisfarlo presto, altrimenti non sarebbe stato in grado di aiutare Tiara durante la pratica.

AspettÃ² pazientemente che la creatura della notte si rivelasse. Lâultima volta che era stato con Tiara lei gli aveva manifestato la propria preoccupazione nel non vedere Falco Notturno da alcuni giorni. Subito dopo averlo detto si era guardata attorno e aveva mormorato âNon importa... Ã¨ qui.â.

Craven si sentÃ¬ divertito quando finalmente lâIndiano apparve accanto a lui. Era strano vedere tanto pallore sulla sua pelle dorata e abbronzata, e ciÃ² rivelava la veritÃ  dietro il suo rifiuto di socializzare. Era sicuro che, se fosse stato al posto di Falco Notturno, probabilmente il continuo accoppiamento dei due avrebbe avuto conseguenze anche su di lui.

âQuando Ã¨ pronta portala al cimitero dove ci siamo incontrati la prima volta.â disse piano Craven. âQuello piccolo... e assicurati che i suoi compagni di squadra non la seguano.â.

LâIndiano non disse nulla mentre Craven svaniva, ma sentÃ¬ un leggero peso cadergli dalle spalle. Se Craven voleva tornare nel luogo del loro primo incontro magari significava che le avrebbe insegnato qualcosa di nuovo. Era ora di accelerare la sua istruzione ma Falco Notturno non era riuscito ad allontanarla dal suo compagno per il tempo necessario.

Il pensiero di rapirla per lezioni private gli era venuto in mente diverse volte ed era contento di non avere piÃ¹ un motivo per non farlo. Strinse gli occhi quando la porta dâingresso del cottage si aprÃ¬ lentamente e vide Jason uscire nel freddo della notte. Aveva una mano premuta sulla fronte ed era coperto di sudore.

Si chiese se stesse avendo il suo stesso problema a causa delle emozioni di Tiara, provenienti dallâanello. Non câera da meravigliarsi se era davvero cosÃ¬.

Jason inspirÃ² profondamente, lasciando che lâaria fresca della notte gli sfiorasse il viso. Aveva sentito e percepito abbastanza nellâultima settimana, da quando si era trasferito da Tiara. Come se ascoltare i due novelli sposini non fosse giÃ  abbastanza, adesso percepiva anche quello che lei provava. In piÃ¹, doveva ignorare il fatto che fosse Zachary a far sentire Tiara cosÃ¬... era abbastanza da fargli fischiare le orecchie.

Uscire dalla casa lo aiutÃ² un poâ ma soltanto le sue orecchie trovarono sollievo. GuardÃ² lâanello desiderando di poterlo togliere per qualche minuto. Allâinizio doveva concentrarsi per percepire le emozioni di Tiara... adesso, invece, sembrava non riuscire ad allontanarsene. Si sentiva come tra lâincudine e il martello.

Vide la propria mano tremare per un attimo prima di infilarla in tasca. Non voleva far sapere a nessuno che aveva problemi con lâanello, nel timore che glielo togliessero e lo mandassero via.

Il problema era che, in alcuni momenti, si sentiva la febbre e dei desideri oscuri avevano iniziato ad entrargli in testa negli ultimi due giorni. Desideri che erano lâesatto opposto della sua personalitÃ . Finora riusciva a controllarli ma, se la situazione fosse cambiata, sapeva che avrebbe dovuto dire tutto.

I peli sulle braccia si rizzarono ed ebbe la sensazione di essere osservato. Si girÃ² e strinse gli occhi verso un grande albero in lontananza. Per un momento si chiese se la sagoma che aveva appena visto fosse frutto della sua immaginazione o un fantasma.

I suoi pensieri furono interrotti quando, allâimprovviso, sentÃ¬ qualcosa dietro di sÃ©. Si girÃ² convinto che uno Spinnan fosse sopravvissuto in qualche modo e lo avesse seguito fin lÃ¬.

âPreso.â disse Guy ridendo. âAvresti dovuto vedere la tua faccia. Ã strano che i tuoi pantaloni sono ancora asciutti.â.

Jason gli rivolse un lieve sorriso ma non abboccÃ² allâamo.

Guy smise di ridere, notando che Jason non aveva una bella cera. âStai bene? Pensavo che un anello che rende invincibili impedisce anche di essere malati.â.

âNon sono malato, non ho dormito bene.â brontolÃ² Jason, infilando ancora di piÃ¹ la mano nella tasca dei jeans. Forse era giunto il momento di dirlo a qualcuno e Guy non era una cattiva idea, visto che era pratico di magia. âPrima dovevo concentrarmi per sapere cosa provava Tiara, invece ora che lâanello si Ã¨ riattivato sento piÃ¹ di quanto avessi mai immaginato. La cosa strana Ã¨ che questo coso sta iniziando ad essere un poâ tormentato.â.

âChe vuoi dire?â chiese Guy serio.

Jason scosse la testa, non sapendo come spiegarlo âNiente, probabilmente Ã¨ solo il jet-lag... passare da essere umano a superman nel giro di due secondi Ã¨ parecchio stressante.â.

âMi chiedo per quanto tempo ne avranno ancora Zachary e Tiara.â disse Guy sedendosi sugli scalini, mentre Jason si appoggiava a uno dei montanti che circondavano la veranda.

âGiÃ , anchâio.â roteÃ² quasi gli occhi, ma ringraziÃ² silenziosamente Guy per aver sviato il discorso dallâanello, poi fece un cenno verso lâalbero âCredo di aver visto Falco Notturno laggiÃ¹ pochi minuti fa, osservava la casa.â.

Guy aggrottÃ² la fronte nella direzione indicata da Jason, chiedendosi cosa facesse lâIndiano. Era stato sorpreso un paio di volte da Carley mentre cercava un incantesimo che avrebbe reso visibile Falco Notturno e lei gli aveva detto di lasciarlo in pace. Sembrava seria quindi Guy aveva lasciato perdere. Era contento di aver portato tutti i loro libri di incantesimi e le pergamene al cottage, era un ottimo modo per ammazzare il tempo e sovrastare il... rumore.

âNon Ã¨ proprio un tipo amichevole, vero?â chiese Jason.

Guy scrollÃ² le spalle âNon deve esserlo per forza, lui Ã¨ fedele a Tiara.â.

LâIndiano li superÃ² ed entrÃ² in casa. Il suo viaggio lungo la strada dello spirito lo portÃ² in camera di Tiara... un posto in cui era stato diverse volte ma dove non si fermava mai a lungo. Allâimprovviso si trovÃ² a guardare in silenzio i due che finivano di vestirsi.

Zachary si avvicinÃ² a Tiara che si stava infilando un paio di mutandine e le cinse le spalle con un braccio. âLa parte peggiore della giornata Ã¨ quando decidi di rivestirti.â la stuzzicÃ² baciandole la spalla scoperta.

Tiara ridacchiÃ² e allungÃ² la mano verso la gonna prima che Zachary le dicesse di non andare al lavoro.

âStanotte vedremo Craven da soli.â le disse Falco Notturno.

Tiara sussultÃ² e si mise una mano sul cuore. âNon spaventarmi cosÃ¬.â.

âCosÃ¬ come?â chiese Zachary confuso.

âNon tu... Falco Notturno.â disse lei con un tenero sorriso, poi iniziÃ² rapidamente a sistemarsi la gonna. Avere il busto scoperto era giÃ  abbastanza.

âChi, quel surreale indiano invisibile che non ha doti di socializzazione nÃ© personalitÃ , e adora entrare nelle camere delle persone quando sono da sole?â chiese Zachary quando la temperatura nella stanza aumentÃ² di parecchi gradi.

Tiara si trattenne dal ridere e mentÃ¬ âNon Ã¨ cosÃ¬ e lo sai.â.

âNo, non lo so.â ringhiÃ² Zachary. âPer come la vedo io, in questo momento ci sta guardando e sta ascoltando ogni mia parola. Il fatto che ti osserva dal nulla Ã¨ piÃ¹ che inquietante.â.

Falco Notturno apparve allâimprovviso a meno di un centimetro da Zachary, facendolo saltare per la sorpresa. Tiara non si preoccupÃ² di trattenersi, stavolta, e iniziÃ² a ridere mentre sâinfilava il top.

âTe la sei cercata.â riuscÃ¬ a dire lei dopo essersi calmata.

Zachary prese la giacca e se la infilÃ². âSÃ¬, certo... allora, Tonto, dove andiamo stasera?â

âNoi niente.â disse Falco Notturno con voce fredda. âTiara e io incontreremo Craven da soli.â.

âPerchÃ© da soli?â chiese lei mentre sâinfilava le scarpe.

âVuole insegnarti qualcosa di nuovo.â rispose lâindiano e le afferrÃ² il braccio.

Tiara spalancÃ² gli occhi e tutto ciÃ² che rimase di lei fu il rumore echeggiante di un sussulto mentre scompariva.

Non appena i due svanirono, Zachary si precipitÃ² fuori dalla camera da letto e si diresse verso la porta dâingresso, chiudendo la porta non proprio dolcemente.

âAndiamo.â ringhiÃ², vedendo Guy e Jason in attesa.

âE Tiara?â chiese Guy guardando dietro di sÃ©.

âSe nâÃ¨ andata.â rispose Jason, e seguÃ¬ Zachary fino alla macchina.

Lâaltro lo fulminÃ² con lo sguardo âQuel maledetto guardone indiano invisibile lâha portata via per una lezione privata con Craven e non mi ha detto dove stavano andando. Quindi ho bisogno che tu usi quel dannato anello e scopri dove diavolo sono.â.

Jason guardÃ² Guy âMi siedo dietro con te.â.




Capitolo 4


La signora Tully entrÃ² dalla porta principale del Moon Dance e si avvicinÃ² subito ad Envy, che era seduta ad un tavolo al bar. AggrottÃ² la fronte notando Trevor e Devon in piedi ai lati opposti di quello stesso tavolo.

âAllora.â disse, andando dritta al punto âChe ne dici di raccontarmi cosâÃ¨ successo?â

âSto bene.â insistette Envy, agitando la mano con distacco âPenso di essermi stressata troppo o qualcosa del genere.â.

âCapisco.â la signora Tully alzÃ² un sopracciglio. âImmagino che svieni spesso, allora.â.

Envy aggrottÃ² la fronte, decidendo di non rispondere neanche. La veritÃ  era che non era mai svenuta prima dâora.

La signora Tully indicÃ² la porta laterale âAl piano di sopra, adesso.â.

Trevor si precipitÃ² per aprire loro la porta e la tenne aperta lasciando entrare Devon prima di lui, poi ringhiÃ² quando lâaltro cercÃ² di chiuderla dietro di sÃ©. Afferrando la porta dalla presa di Devon, lo sorpassÃ² sulle scale con un ghigno e aprÃ¬ lâaltra porta per Envy quando arrivarono alla camera da letto.

OsservÃ² la stanza e poi guardÃ² Devon âTi piace vivere da adolescente, eh?â

Le labbra di Devon accennarono ad un sorriso mentre si guardavano a vicenda. Lui ed Envy avevano fatto lâamore solo un paio dâore prima, proprio qui in quella stanza, e il loro odore era ancora forte... abbastanza perchÃ© Trevor potesse recepire il messaggio.

Chad alzÃ² gli occhi al cielo vedendo i due idioti e concentrÃ² la propria attenzione su Envy.

âDimmi come ti sentivi prima di svenire, cara.â le chiese la signora Tully dopo averla fatta sedere sul letto.

La ragazza sospirÃ² âMi sentivo un poâ stordita, era una sensazione di annebbiamento ma niente di serio.â.

La signora Tully si accigliÃ² âLascialo decidere a me.â Si girÃ² subito verso gli uomini addossati alla porta. âFuori... avanti, su.â.

âChad puÃ² rimanere?â chiese piano Envy.

La signora Tully guardÃ² il giovane prima di annuire con la testa âIl fratello puÃ² restare, gli altri fuori.â.

Devon e Trevor borbottarono in silenzio mentre lei li spingeva fuori e chiuse la porta.

âChe diavolo le hai fatto?â chiese Trevor con un sibilo. âNon Ã¨ mai svenuta da quando la conosco.â.

Devon lo guardÃ² storto âSe sapessi perchÃ© Ã¨ svenuta non avrei accettato la tua decisione di chiamare la signora Tully.â.

âDevi iniziare a prenderti piÃ¹ cura di lei.â ringhiÃ² Trevor. âÃ umana e scommetto che la tratti come una mutante.â.

Effettivamente Devon si sentiva un poâ in colpa perchÃ© Envy non dormiva abbastanza ultimamente, ma pensava che il problema fosse stato risolto la settimana scorsa.

âTu non eri qui.â dichiarÃ² Devon. âIo sto con lei ogni giorno, quindi penso di saperne piÃ¹ di te sulla sua salute.â.

âIo ho un lavoro...â urlÃ² Trevor â... e cioÃ¨ mantenere le strade sicure affinchÃ© le persone come Envy possano andare in giro senza preoccupazioni.â.

âMa certo.â mormorÃ² Devon âÃ come dici tu, agente del governo.â.

La porta della camera da letto si spalancÃ² e la signora Tully uscÃ¬ irritata, lanciando loro unâocchiataccia come solo una madre o una nonna sanno fare.

âSe non state zitti vi spedisco di sotto per aspettare la mia diagnosi.â li minacciÃ², prima di sbattere di nuovo la porta.

âDâaccordo.â disse Trevor a bassa voce mentre si allontanava dalla porta.

Devon lo guardÃ² âPensi che abbiamo esagerato?â

âPenso che dovremmo stare zitti.â sussurrÃ² Trevor.

Devon annuÃ¬ con la testa.

In camera da letto Envy era pazientemente ferma mentre la signora Tully la esaminava con occhio esperto. Tuttavia si accigliÃ² quando la vide portarsi una mano alla fronte.

La signora Tully, alla fine, si sedette accanto a lei e pensÃ² a come affrontare lâargomento. Aveva le idee chiare ma non era sicura di poter dire parlare in presenza Chad.

Vedendo lâespressione preoccupata sul suo viso, Envy andÃ² in apprensione. âCâÃ¨ qualche problema?â

âNon lo definirei un problema.â iniziÃ² la signora Tully âMa non sono sicura che questo sia lâambiente adatto per parlarti dei miei sospetti.â.

Envy sorrise âQualunque cosa sia puÃ² dirlo davanti a Chad.â.

La signora Tully sospirÃ², voleva bene a Trevor come a suo nipote e sapeva che lui aveva reclamato Envy come compagna prima che lei decidesse di stare con Devon. Adesso la questione era: quale dei due uomini era la causa dello svenimento di Envy?

âSei sicura di volere che tuo fratello rimanga?â chiese di nuovo.

Chad si appoggiÃ² allo schienale della sedia su cui era seduto e incrociÃ² le braccia al petto âIo voglio sapere, signora Tully. A questo punto non me ne andrei neanche se provasse a costringermi. Ã mia sorella.â.

âBene, ricordate che ci sono due uomini proprio fuori la porta che vi sentiranno se alzerete la voce.â Diede il severo avvertimento prima di indicare verso Chad. âNon voglio sentire una parola da te, capito?â

âSÃ¬, signora.â disse Chad, sentendosi improvvisamente come quando aveva dodici anni ed era nellâufficio del preside.

âSei chiaramente incinta.â disse a bruciapelo la signora Tully con voce bassa, poi fece di nuovo un cenno verso Chad quando lui aprÃ¬ la bocca e saltÃ² dalla sedia come una molla.




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