Cyberpsicologia
Juan Moisés De La Serna



CYBERPSICOLOGIA



Il rapporto tra la Mente e Internet



Juan MoisÃ©s de la Serna




Prefazione


Questo libro si occupa del nuovo ramo chiamato Cyberpsicologia, che studia al modo in cui si Ã¨ verificato un cambiamento nel rapporto tra persone e tecnologia, analizzando come, giorno per giorno, i nuovi sviluppi influenzano la persona, cosÃ¬ come la salute mentale degli utenti. Il tutto Ã¨ supportato da unâampia bibliografia sulle ultime ricerche in questo campo.

I social network, Internet e tutti i progressi tecnologici degli ultimi anni hanno cambiato il nostro modo di vedere il mondo e i nostri comportamenti, in molti casi un cambiamento radicale, che non poteva passare inosservato alla Psicologia, la scienza dello studio del comportamento umano.

Lâinvenzione e la manipolazione di strumenti come lâascia o lâago, in primo luogo, e le macchine come lâautomobile o il computer, successivamente hanno rivoluzionato il modo di relazionarsi con se stessi e con gli altri.

Per parlare con un familiare o un amico, basta connettersi su Skype e lâaltra persona Ã¨ disponibile, indipendentemente da dove ci si trovi. I progressi tecnologici che si sono verificati negli ultimi decenni sono stati molti e molto rapidi, il che ha costretto le persone, gli utenti di quella tecnologia, ad adattarsi ad essa per trarne vantaggio.

Questo libro illustra come si Ã¨ verificato questo cambiamento, e come giorno per giorno, i nuovi sviluppi influenzano la persona, cosÃ¬ come la salute mentale degli utenti. Tutto ciÃ² Ã¨ supportato da unâampia bibliografia sulle ultime ricerche in questo settore.



Obiettivo:

Lâobiettivo del libro propone un primo approccio al ramo emergente della psicologia chiamato Cyberpsicologia.

Per questo, vengono trattati gli argomenti piÃ¹ rilevanti, offrendo risultati sulle ultime ricerche effettuate negli ultimi 2 anni su questo argomento in tutto il mondo.

Il tutto spiegato con un linguaggio chiaro e semplice, lontano dai tecnicismi, che spiega ogni concetto, in modo che possa fungere da vera guida per lâiniziazione.



Destinatari:

- Professionisti della salute che devono affrontare una clinica sempre piÃ¹ complessa, a causa di recenti casi provocati dallâuso e dallâabuso di Internet e delle nuove tecnologie.

- Insegnanti che cercano di stare al passo con i cambiamenti che osservano nei loro studenti.

- Genitori preoccupati per il beneficio o il danno che le nuove tecnologie possono avere nella vita dei loro figli.

- Qualsiasi persona interessata a sapere come la tecnologia sta influenzando la societÃ  attuale, trasformando il modo in cui Ã¨ correlata.



Tema

Successivamente, in dettaglio, tutti i temi principali di questo lavoro:

- Rischi di Internet: dove si analizzano i nuovi fenomeni, le sindromi e i disturbi legati alla tecnologia, che sono sempre piÃ¹ presenti nella clinica

- OpportunitÃ  della rete: affrontare il modo in cui stanno cambiando le relazioni sociali, soprattutto i rapporti di lavoro e come prepararsi a questo.

- LâidentitÃ  digitale e i mondi virtuali: dove si impara a relazionarsi nel mondo virtuale, che a volte puÃ² sembrare cosÃ¬ lontano da ciÃ² che Ã¨ noto, ma in cui di solito non ci si comporta come nella realtÃ , tutto questo sollevato dal punto di vista degli ultimi risultati degli studi ottenuti in tutto il mondo.

- La psicologia dei Social Network: le reti piÃ¹ popolari come Facebook o Twitter, sono diventate una fonte di informazioni che stanno iniziando ad essere analizzate dai ricercatori, questa sezione offre i primi risultati di questi nuovi studi.

- Psicotecnologia: dove si progettano e si implementano i nuovi strumenti volti a migliorare sia la diagnosi che il trattamento di diverse psicopatologie. CiÃ² include, per esempio, lâuso della robotica e della terapia online.


Abbiamo la tecnologia, che puÃ² aiutarci

Ma andiamoci cauti, puÃ² nuocere alla nostra salute.



A volte siamo soli, quando siamo connessi

Ma noi crediamo agli altri, scrivendo con la tastiera.



Fantasie che trasmettiamo, visto che non ci possono vedere

Raccontiamo agli altri quello che vorremmo essere.



Si devono avere dei limiti, e assicurarsi sempre

Che quella tecnologia, non ci agguanti.



Orari incontrollati, non ci lascia mangiare

Sempre connessi, non dovremmo farlo.



AMORE





1            Prefazione (#u2616d156-a251-530e-925d-021a68731911)

2            Ringraziamenti (#u2b92d913-5274-543e-85c2-1f012f82af1c)

3            CAPITOLO 1. CYBERPSICOLOGIA: LA NUOVA PSICOLOGIA (#ub19b1100-39dd-5887-a117-cb911e8a937f)

4            CAPITOLO 2. I RISCHI DI INTERNET (#ufd22dd4c-77af-5841-b7b2-c0bf7e62922c)

5            CAPITOLO 3. LE OPPORTUNITÃ DELLA RETE (#litres_trial_promo)

6            CAPITOLO 4. L'AVATAR E L'IDENTITÃ DIGITALE (#litres_trial_promo)

7            CAPITOLO 5. LA PSICOLOGIA DEI SOCIAL NETWORK (#litres_trial_promo)

8            CAPITOLO 6. PSICOTECNOLOGIE (#litres_trial_promo)

9            CAPITOLO 7. CONCLUSIONI (#litres_trial_promo)





Landmarks




1            Cover (#litres_trial_promo)



Dedicato ai miei genitori




Ringraziamenti


Colgo lâoccasione per ringraziare tutte le persone che hanno collaborato dando il loro contributo nella realizzazione di questo testo, in particolare il dott. David Lavilla MuÃ±oz, Professore Titolare di Comunicazione Digitale e Nuove Tendenze dellâUniversitÃ  Europea e la dott.ssa Daniela Galindo BermÃºdez, presidente di Hablando con Julis: la soluciÃ³n para la comunicaciÃ³n y el aprendizaje de personas con discapacidad.






Avviso legale



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Rivolgersi al C.E.D.R.O. (Centro spagnolo per i diritti di reprografia) se Ã¨ necessario fotocopiare o scansionare qualsiasi estratto di questo lavoro. Ã possibile contattare C.E.D.R.O. attraverso il web www.conlicencia.com o telefonicamente al 91 702 19 70/93 272 04 47.



âCYBERPSICOLOGIA: Il rapporto tra la Mente e Internetâ

Written By Juan Moises de la Serna

Copyright Â© 2018 Juan Moises de la Serna

All rights reserved

Translated by Simona Ingiaimo




CAPITOLO 1. CYBERPSICOLOGIA: LA NUOVA PSICOLOGIA


La Cyberpsicologia Ã¨ uno dei rami piÃ¹ giovani della psicologia, emerso dal bisogno di capire come la tecnologia colpisce le persone e come queste cambiano a seconda di un uso piÃ¹ o meno esteso dei nuovi sviluppi.

Sebbene in molte universitÃ  non esista un programma su questo argomento, non si puÃ² negare la necessitÃ  di analizzare e comprendere il comportamento umano quando si riferisce alla tecnologia, sia che la usiamo per il tempo libero che per il lavoro.

La Cyberpsicologia incorpora quindi lâelemento tecnologico come perno centrale della sua analisi, senza perdere di vista il fatto che Ã¨ la persona che interagisce in un modo o nellâaltro. Lâoggetto di studio della Cyberpsicologia Ã¨ descrivere e comprendere le abitudini, gli usi e gli abusi di questa tecnologia.

Dobbiamo tenere a mente che, insieme alle neuroscienze, questo Ã¨ uno dei rami della psicologia che piÃ¹ cambia, poichÃ© entrambi consentono di offrire una migliore conoscenza, in quanto gli strumenti di valutazione e osservazione sono sempre piÃ¹ sensibili, e ci permettono di offrire dettagli che prima erano impensabili.

Si Ã¨ detto molto sugli effetti negativi dellâuso di Internet nel mantenimento di relazioni sociali sane, ma Ã¨ cosÃ¬ in tutti i casi?

I media tecnologici come il computer o gli smartphone ora permettono di essere connessi con tutti gli amici e i conoscenti, e anche con ex compagni di studio, grazie ad applicazioni internet come Facebook, in questo mondo sempre piÃ¹ globalizzato.

Tuttavia, fino ad ora si pensava che un uso eccessivo di ore di questi o di altri dispositivi volti al tempo libero, come guardare la televisione o ascoltare la musica, favorisse lâisolamento sociale e quindi favorisse lâinsorgere della depressione.

Dâaltra parte, altri studi, hanno considerato che chiudersi dentro, evitando il contatto umano, oltre a quello fornito dal computer o dallo schermo mobile, era la conseguenza di uno stato depressivo precedente che lo aveva originato.

Qualcosa che potrebbe sembrare contraddittorio con i nuovi risultati, e con lâidea che i mezzi di comunicazione come Internet, Ã¨ che essi permettono di essere piÃ¹ connessi e non isolati, quindi come puÃ² qualcuno isolarsi dal mondo che Ã¨ connesso attraverso i social network con cosÃ¬ tante persone dallâaltra parte dello schermo?

Per risolvere questo problema, Ã¨ stata condotta una ricerca dallâUniversitÃ  del New England (Australia) i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Open Journal of Depression.

Sono stati valutati quarantuno adolescenti in due momenti diversi, con una separazione di un anno, in cui sono state utilizzate diverse misure per esaminare sia lo stato mentale che lâuso sociale delle reti attraverso Internet, dove sono stati presi in considerazione non solo il tempo investito, ma anche la qualitÃ  delle comunicazioni.

I risultati, nonostante supportino una relazione tra umore depresso e lâuso massiccio dei media attraverso Internet, stabiliscono che questa relazione Ã¨ positiva, cioÃ¨ che le persone trovano il supporto necessario con quelli con cui interagisce, per far fronte alle loro situazioni personali negative, diventando cosÃ¬ uno strumento per la prevenzione della depressione.

La differenza con i risultati precedenti potrebbe essere che, questo studio non prende in considerazione solo il numero di ore giornaliere investite nella comunicazione di massa, che Ã¨ stato dimostrato essere correlato a persone con una tendenza alla depressione e puÃ² anche essere determinante per un problema di dipendenza dalle nuove tecnologie, ma Ã¨ stata valutata anche la qualitÃ  di essa, osservando che, una comunicazione di qualitÃ  Ã¨ sufficiente per aiutare le persone a non cadere nella depressione, cioÃ¨, dove si interagisce con persone significative, che puÃ² servire da modello o esempio, o semplicemente, quando necessario, ascoltare e sostenere.

Nonostante il piccolo numero di partecipanti allo studio, le conclusioni sembrano spiegare i risultati contraddittori precedenti, introducendo un nuovo fattore che fino ad ora non Ã¨ stato preso in considerazione, la qualitÃ  della comunicazione, che Ã¨ il fattore determinante per la relazione positivitÃ -salute mentale positiva o negativa.

Successivamente, viene presentata una serie di studi su ciÃ² che si studia attualmente in questo campo e quali conclusioni sono state tratte finora; a questo scopo, i risultati sono raggruppati in base al loro oggetto e allo studio, al mondo virtuale con i suoi avatar; i social network piÃ¹ utilizzati, come Facebook o Twitter, e il software specifico per la neuroriabilitazione.

Questa giovane branca della psicologia Ã¨ molto richiesta, per rispondere alle domande che i professionisti della salute e persino i genitori stanno proponendo, per esempio, quali rischi comporta la tecnologia nei piÃ¹ giovani?




CAPITOLO 2. I RISCHI DI INTERNET


Una delle maggiori preoccupazioni dei genitori riguarda la corretta gestione delle nuove tecnologie da parte dei minori. Tutti sanno che la tecnologia offre grandi benefici, specialmente sul posto di lavoro, e anche in casa, quindi le case possono avere una lavatrice, un forno a microonde, una stufa elettrica â¦ tutti progressi importanti che âliberanoâ un tempo che in passato potevano occupare gran parte della giornata.

Dâaltra parte, in casa ci sono altri dispositivi orientati quasi esclusivamente al tempo libero, ad esempio la televisione, la radio o il computer. A parte lâuso educativo e dâapprendimento di tali dispositivi, ad esempio, seguire un corso di lingua attraverso un CD, guardare documentari televisivi o preparare attivitÃ  con il computer, a parte questo, i genitori hanno sempre avuto dei dubbi sulle conseguenze nei minori dellâabuso di questi dispositivi orientati al tempo libero.

Anche se giÃ  i pediatri, gli psicologi infantili e gli educatori lo avevano affermato, lâhanno confermato anche alcune ricerche al riguardo, in relazione alla Public Health England, non lascia alcun dubbio riguardo lâinfluenza deleteria della televisione sulla salute dei bambini.

La relazione contiene uno studio che ha coinvolto quarantaduemila bambini britannici, di etÃ  compresa tra 8 a 15 anni, analizzando gli effetti nocivi del consumo eccessivo di ore davanti alla televisione, i cui risultati non lasciano spazio ad alcun dubbio, segnalando che quelli che passano piÃ¹ tempo sono quelli che hanno una carenza importante nei risultati accademici ottenuti da questi, anche se si va oltre, e si attribuisce una relazione diretta dellâabuso di ore davanti alla televisione con una bassa autostima e la sofferenza della malattie dâumore come la depressione e lâansia.

Nonostante i benefici attribuibili alle informazioni fornite e allâintrattenimento, quando il tempo speso in televisione supera quattro ore al giorno puÃ² causare anche una riduzione di altre attivitÃ , sia attivitÃ  accademiche che attivitÃ  per il tempo libero, facilitando in tal modo lâisolamento del loro social media.

Se Ã¨ vero che non si stabilisce una relazione di causa-effetto, lasciando aperte nuove ricerche, scoprendo come questa influenza sia, essendo tra le possibili spiegazioni, che piÃ¹ tempo impiegano a guardare la TV, meno tempo hanno per lâinterazione sociale con i loro coetanei.

PoichÃ© il tempo Ã¨ limitato, sia per i bambini che per gli adulti, quando trascorriamo buona parte della giornata a guardare programmi televisivi, trascuriamo necessariamente altre attivitÃ  che potremmo sviluppare.

Nella fase dellâinfanzia, le relazioni sociali sono importanti, poichÃ© servono a configurare le persone, mentre sviluppano le capacitÃ  comunicative, e lâidentitÃ  si forma attraverso il confronto con gli altri e lâappartenenza a gruppi uguali.

Coltivare lâamicizia Ã¨ unâattivitÃ  fondamentale in questa fase della vita, che richiede molto tempo, e che si riduce nel momento in cui si dedica tempo alla televisione, anche per i programmi educativi.

Lâisolamento e la mancanza di instaurazione di rapporti di amicizia e compagnia, con tutte le esperienze che questo comporta, sia positive che negative, potrebbe verificarsi dopo, perchÃ© questi piccoli hanno dei livelli piÃ¹ bassi di autostima, dal momento che non sviluppano abilitÃ  sociali e interazioni che gli altri, alla loro etÃ , giÃ  gestiscono perfettamente.

Forse lâaspetto piÃ¹ preoccupante di questo rapporto Ã¨ che si Ã¨ osservata una relazione tra il tempo trascorso davanti la televisione e alcune patologie psicologiche. Sebbene sia vero che in precedenza determinati comportamenti, come lo stile di vita sedentario e una dieta povera erano stati collegati a problemi di salute come lâobesitÃ  e, in alcuni casi, lâinsorgenza del diabete precoce. Rapporto che, in linea di principio, puÃ² colpire chiunque indipendentemente dallâetÃ , ma che Ã¨ particolarmente preoccupante quando si verifica nei minori.

I Disturbi Depressivi Maggiori (in inglese Major Depressive Disorder â MDD) sono le conseguenze piÃ¹ gravi sulla salute psicologica del bambino riportate in questo studio, poichÃ© trascorrono troppo tempo isolati davanti allo schermo del televisore o del computer.

Con quello che verrÃ  configurato un quadro clinico delle conseguenze, sia fisiche che psicologiche del bambino che si trascineranno durante la vita adulta, se non diamo a lui o ai suoi genitori i mezzi necessari per superare questa situazione.

Una volta conosciute le conclusioni della relazione presentata dal Public Health England, si puÃ² solo riflettere sul ruolo dei genitori o dei tutori, quando si lascia il piccolo solo davanti la tv, sapendo che Ã¨ da quattro ore che la guarda, il piccolo avrÃ  maggiore probabilitÃ  di soffrire di bassa autostima, e nel tempo sarÃ  piÃ¹ esposto a soffrire di depressione e di disturbi dâansia, quadri clinici che in futuro richiederanno un trattamento adeguato da parte dello specialista.



La cyberdipendenza:

I pericoli per la salute di questi giovani consumatori non rimangono lÃ¬, e anche se la tecnologia Ã¨ uno strumento, e in quanto tale dipende dallâuso o dallâabuso che ne facciamo, ciÃ² potrebbe avere una maggiore influenza sulla vita e sulle relazioni.

Attualmente, Ã¨ difficile trovare uno studente che non usi abitualmente Internet per lavoro o per svago, pertanto potrebbe avere una dipendenza da Internet.

Ogni volta lâinvasione delle nuove tecnologie si ha in giovane etÃ , praticamente dai primi anni di vita, i bambini ora hanno i tablet e, con qualche anno in piÃ¹, hanno il loro Smartphone, con accesso a Internet.

Oggi, si incoraggia lâuso delle nuove tecnologie anche nelle scuole, attraverso i tablet che sostituiscono i libri, oltre allâinsegnante che utilizza la sua scheda elettronica, tutto collegato a Internet, dove si preparano materiali di consultazione specifici per le lezioni.

Ma quando si inizia ad usare Internet, non ci sono limitazioni nel suo utilizzo, specialmente quando si entra nei giochi o nei social network, unâattivitÃ  che richiede sempre piÃ¹ tempo, fino a quando senza sapere come, si sviluppa una dipendenza.

Uno dei rischi piÃ¹ importanti in questo settore Ã¨ quello della dipendenza dalla tecnologia, dal momento che dobbiamo tener conto del fatto che qualsiasi sostanza o attivitÃ  umana puÃ² creare dipendenza a condizione che siano soddisfatte le seguenti condizioni:

- Perdita di controllo della volontÃ .

- Uso eccessivo di questâattivitÃ , allontanandola dalle altre, che si tratti di rapporti lavorativi o sociali.

- Un certo livello di isolamento, a meno che non siano âdipendenze socialiâ.

- Con conseguenze negative, sia economiche, che emotive e familiari, a causa di questa dipendenza.

- Con âinclusioniâ di pensieri, rendendo difficile non pensarci, e di conseguenza, un aumento di ansia e irrequietezza quando si trascorre un tempo senza accedere a tale dipendenza.

- Con conseguenze negative sul rendimento scolastico.

- In alcuni casi comporta anche qualche negligenza personale, che puÃ² essere dimostrata con disillusione e mancanza di igiene.



Tutto ciÃ² Ã¨ spiegato dagli stessi meccanismi neuronali che ci permettono di tendere a ripetere i comportamenti, date le sue conseguenze piacevoli e positive che facilitano lâapprendimento.

Lo stesso succede con lâuso di nuove tecnologie che, se smettono di essere utili per il lavoro o la vita di tutti i giorni e diventano ânecessarieâ o âessenzialiâ, possono dare origine a una dipendenza tecnologica, sia allâutilizzo âeccessivoâ di nuovi terminali, telefoni intelligenti, smartphone o tablet, nonchÃ© allâuso intensivo e âincontrollatoâ dei servizi di messaggistica istantanea, come Messenger, Whatsapp, Twitter o Tuenti.

CiÃ² ha portato alla comparsa di nuovi fenomeni che prima non esistevano, quindi Ã¨ stato necessario creare nuovi termini per contemplarlo, come ad esempio il F.O.M.O. (Fear Of Missing Out), o la paura di perdere le ultime novitÃ , cioÃ¨ la necessitÃ  di essere a conoscenza dei social network in ogni momento in modo da non perdere lâultimo dispositivo mobile che Ã¨ uscito o lâultimo video del tuo cantante preferito, identificato da lâUniversitÃ  di Essex (Inghilterra), insieme allâUniversitÃ  della California e allâUniversitÃ  di Rochester (USA), pubblicata sulla rivista scientifica Computer in Human Behavior.

Dâaltra parte, lâUniversitÃ  Villanova (USA) ha descritto per la prima volta un nuovo fenomeno chiamato âSleep Textingâ, che fa riferimento al fenomeno di non avere un sonno regolare, quando ci sono continue interruzioni per leggere i messaggi ricevuti e inviare nuovi messaggi. Questo fenomeno spiega una diminuzione della quantitÃ  e della qualitÃ  del sonno tra i giovani, che sono i principali utenti che ne soffrono.

In questo senso Ã¨ stato fatto da uno studio dellâUniversitÃ  di Washington e dallâUniversitÃ  Lee (USA) i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Psychology of Popular Media Culture.

In esso, lâinfluenza dellâuso di M.S.N. (acronimo in inglese che indica i messaggi di testo) nella salute degli studenti universitari. A questo studio hanno partecipato ottantatre studenti, in cui la qualitÃ  della salute Ã¨ stata analizzata attraverso il Pittsburgh Sleep Quality Index, che fornisce informazioni su tre indici: la stanchezza, i problemi del sonno e le relazioni sociali.

Si voleva studiare lâeffetto in questi tre indici in base al numero di messaggi ricevuti e inviati durante il giorno, rilevando che i tre indici erano influenzati negativamente in quanto il numero di messaggi che si doveva âgestireâ aumentava, ma dove si sono scoperti effetti piÃ¹ grandi rispetto ai problemi del sonno, dove pochi livelli âmoderatiâ di messaggi cominciavano giÃ  a causare alti livelli di ansia e quindi difficoltÃ  ad addormentarsi.

La minore quantitÃ  e qualitÃ  del sonno porterÃ  conseguenze nella âvita diurnaâ, con una minore capacitÃ  di conservazione e attenzione tra gli studenti, e se questa situazione viene mantenuta nel tempo, puÃ² influire anche sulla salute.

Da qui lâimportanza di âeducareâ i piÃ¹ giovani allâuso di questi dispositivi elettronici, poichÃ©, come indicato, questi possono generare problemi di prestazioni e concentrazione, oltre a influire sui rapporti sociali e, piÃ¹ seriamente, puÃ² influire sulla loro salute, a causa del mantenimento di elevati livelli di stress e della mancanza di sonno di qualitÃ .

Tutto ciÃ² presupponendo che la persona sia âpadrona della sua volontÃ â, cioÃ¨, non Ã¨ ancora caduta in una dipendenza tecnologica, che causerebbe effetti negativi ancora maggiori. Il problema principale nel rilevamento di questo tipo di situazione Ã¨ che i genitori non sanno quanto sia ânormaleâ o che sia andato oltre il giusto e sia diventato pazzo.

Allo stesso modo, la persona che soffre, nonostante abbia compreso le difficoltÃ  e le conseguenze dannose che ne derivano, non Ã¨ in grado di riconoscere di avere un problema e richiede lâaiuto di altri per superarla, anche se potrebbe richiedere uno specialista per superare la sua dipendenza.

Come si puÃ² vedere nel risultato precedente, la tecnologia puÃ² causare gravi difficoltÃ  quotidiane alla persona, al punto da mettere a repentaglio la propria salute, come nel caso di danneggiare la qualitÃ  e la quantitÃ  del sonno al fine di dover rispondere ai m.s.n. che si ricevono.

Oggigiorno Ã¨ difficile pensare che un giovane non conosca e non abbia un account, per esempio, su Facebook, Twitter o Tuenti, visto che sono nati nellâera dei social network, ritenendosi ânativi digitaliâ, cioÃ¨ quelli nati dopo il decennio degli anni ottanta e che da piccoli avevano accesso alle nuove tecnologie.

Quelli che hanno qualche anno di piÃ¹, quelli che sono nati prima degli anni â80, devono sforzarsi di rimanere informati e addestrati con i social network, e questi sono quelli che vengono chiamati âimmigrati digitaliâ, cioÃ¨ persone che sono nate senza queste possibilitÃ  e ora devono entrare in questo mondo, a volte confuso e a volte sconcertante, ma in ogni caso utile e necessario.

Come in precedenza, per alcuni lavori, era necessario avere una patente di guida e un livello di istruzione minimo, ora i candidati sono tenuti ad avere competenze sufficienti nellâuso del computer e dei social network. Come risultato di questi nuovi strumenti, sono emersi lavori impensabili alcuni anni fa, come quello di Community Manager, responsabile dei forum e delle comunitÃ  virtuali, o quelli piÃ¹ tecnici incaricati della promozione di siti web come i consulenti S.E.O. e S.E.M., che cercano di ottenere una maggiore visibilitÃ  nei social network e su Internet di una marca o azienda specifica.

I giovani hanno incorporato nelle loro vite gli strumenti offerti da questa nuova tecnologia, sia accademiche che ricreative, e ci sono molte universitÃ  che insegnano una parte o tutto la loro didattica online, essendo in grado di connettersi da qualsiasi dispositivo fisso o mobile, come tablet, iPad o smartphone. Gli insegnanti hanno una duplice funzione, quella di organizzare e registrare le lezioni da insegnare e quella di tutoraggio virtuale, per risolvere i dubbi che possono essergli sorti.

CiÃ² ha permesso di aprire le porte delle universitÃ  agli studenti di tutto il mondo, con lâunico requisito di avere le competenze linguistiche necessarie per seguire le lezioni, e questo se si ha un dispositivo con una connessione Internet.

A questo proposito, lâunica cosa che non Ã¨ stata possibile risolvere Ã¨ stata la realizzazione degli esami, che devono essere effettuati faccia a faccia, sia presso lâuniversitÃ  stessa che presso un centro istituito nel paese dello studente. In tal modo, si verifica che lo studente che esegue lâesame, conosce adeguatamente lâoggetto dellâesame.

Nel mio caso particolare, dopo diversi anni di insegnamento faccia a faccia in diverse universitÃ , ho dovuto seguire un corso di formazione per continuare il mio lavoro di insegnamento, ma questa volta attraverso i social network, per i quali ho dovuto adattare gli strumenti tecnologici che in precedenza utilizzavo nuove richieste, compresa la familiarizzazione delle piattaforme di formazione come Moodle, o lâuso di programmi di videoconferenza per insegnare on-line, il che mi permetteva di dettare lezioni in Spagna, sia nella penisola che nelle isole, mentre erano seguiti dallâIbero-America.

Tuttavia ci sono i rischi di Internet che si presentano quando il tempo libero dei giovani diventa quasi esclusivo nellâuso intensivo di questa tecnologia, perdendo il contatto sociale e, a volte, il contatto con la propria realtÃ . Sono stati fatti su di esso molti studi, a causa di questa nuova modalitÃ , in cui vengono rilevati ogni giorno nuovi casi di cyberdipendenza, cioÃ¨, le persone che non sono in grado di disconnettersi dalla rete, facilitando lâisolamento sociale e lâabbandono dellâigiene mentale e personale, associata anche a unâalimentazione scorretta, tutti questi rischi di Internet causati da unâinsufficiente educazione allâuso corretto della tecnologia.

Ã stato condotto un nuovo studio dallâUniversitÃ  Kaohsiung Medical e dallâospedale Hsiao-Kang (Taiwan), i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica J.A.M.A. Pediatrics, in cui vi Ã¨ stato un follow-up di duemila duecentonovantatre giovani per 2 anni, valutato a 6, 12 e 24 mesi.




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