Si Mr. Evans
Antonina Lentini






Trama



Quando Noele Lewis, giovane barista di Hilo, venne difesa per la prima volta da Cade Evans, sexy vigile del fuoco, si accorse di aver perso il controllo degli occhi, fissi sul suo scultoreo fisico, e della parola. Arrivata a casa si convinse che non fosse il ragazzo adatto a lei ma, durante unâuscita con le sue migliori amiche, incontra Cade che la invita ad uscire con lui. Noele con il passare del tempo si accorge che Cade Ã¨ tormentato dal passato e questo lo porterÃ  a mantenere le distanze ma ben presto il giovane vigile del fuoco si accorgerÃ  che Noele Ã¨ una ragazza diversa da tutte le altre, provando sensazioni che non percepiva da tempo. Nello scoprire il vero Cade, Noele arriverÃ  a testare i limiti del piacere erotico.




Antonina Lentini



Si Mr. Evans



Vol. 1




Questo libro Ã¨ unâopera di fantasia. Personaggi e luoghi citati sono invenzioni dellâautrice e hanno lo scopo di conferire veridicitÃ  alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o scomparse, Ã¨ assolutamente casuale.




Lâamore Ã¨ un fumo che si leva dal respiro degli amanti, e quando la nebbia si dirada si

tramuta in fuoco che sfavilla nei loro occhi, e quando ostacolato Ã¨ un mare riempito dalle lacrime degli occhi di quelli stessi amanti.



(William Shakespeare)




A tutte le ragazze, che sognano di avere

un uomo come Cade Evans.




1



Dannazione ma non poteva scegliere un altro giorno per non andare a lavoro? Mannaggia a te Arizona. Devo fare quella dannata ceretta, altrimenti non potrÃ² sostituirla, oggi Ã¨ il mio giorno libero o meglio, era il mio giorno libero. Dovevo fare un sacco di cose, fare la spesa, pulire la casa, incontrare Beverly e Naomi, invece devo andare a lavorare. SarÃ  meglio che mi sbrighi.



E ora chi Ã¨ che rompe a telefono!



<<Pronto, Noele, sono Arizona, ti ha avvisata il capo?>>



<<Non dire niente, Xavier mi ha detto tutto, dannazione a te, avevo un sacco di cose da fare.>> Esclamo.



<<Ti prego, perdonami, per favore dimmi che mi sostituirai.>>



Mâimplora, con voce dispiaciuta. Vorrei ucciderla. <<Si vado, ma se mi terrai ancora a telefono non ci andrÃ² piÃ¹.>> Borbotto.



<<Si riattacco, ah Noeâ¦grazie mille e in bocca al lupo



con i clienti.>>

<<Crepi il lupo.>>

Ma perchÃ© mi sono fatta convincere?



Per fortuna abito a pochi isolati dalla spiaggia e arriverÃ² in tempo per le ventuno.

Eccola, la spiaggia Ã¨ piena di gente in costume che si diverte.



Lo Xavierâs Bar Ã¨ ricoperto di raffia, in mezzo alla sabbia perfettamente dorata ci sono delle sedie di bambÃ¹ e gli ombrelloni di palma chiusi.



Entro nel camerino di fretta e furia e mi cambio.



La divisa Ã¨ molto striminzita, una mini gonna in raffia e per coprire i seni due noci di cocco, attorno al collo una ghirlanda con fiori gialli e fuxia e come fermaglio un enorme fiore blu.



Mi imbarazza molto indossarla ma Ã¨ legge. <<Ehi Noele, fammi un bel Moijto.>>Naomi mi sorride, sicuramente si starÃ  divertendo al solo pensiero



che io stia lavorando e lei si stia rilassando, mentre preparo il drink.



Dâ altronde ho sempre sognato di fare la barista e Naomi di fare la segretaria per un uomo dâaffari molto sexy. Evidentemente la fortuna Ã¨ stata dalla nostra parte perchÃ© i desideri si sono avverati.



<<Scusa se vi ho dato buca stasera, ma ho dovuto sostituire Arizona che Ã¨ a fare chissÃ  cosa.>> Mi faccio dispiaciuta, sporgendo il labbro inferiore. <<Oh tranquilla, non preoccuparti, come vedi sono venuta a farti compagnia.>> Se Maometto non va dalla montagna, la montagna va da Maometto.



<<Non sai quanto mi dispiace. E quella ragazzaccia di Beverly dovâÃ¨ andata?>> Chiedo, stupita per la sua assenza.



<<Ã con Dakota.>> Sgrano gli occhi. <<Ma Dakota Ã¨ quel ragazzo che ha conosciuto giorni fa quando eravamo in spiaggia a ballare?>>

<<Si proprio lui.>>

Cambiando discorso, decido di porre un altro quesito. <<Come va con il tuo bel capo?>> Chiedo con un filo di curiositÃ .



<<Va tutto bene, manca poco per la conquista. Il mio Alexavier Morrison Ã¨ un osso duro.>>



Mi ha appena fatto lâocchiolino.



<<Immagino.>> Esclamo. <<Ecco il tuo Mojito.>> <<Signorina?>> Mi chiama un uomo, sulla cinquantina, cicciottello e calvo.



<<Si.>> Mi dirigo verso di lui. <<Vorrei un Margarita per favore.>>



<<Si, glielo preparo subito.>> Oggi câÃ¨ davvero tanta gente da servire, non ho un attimo di tregua. Lancio unâocchiata a Naomi, mi catapulto dal cliente e come unâimbranata inciampo contro lo scalino. <<Dannazione, maledetto scalino.>> Esclamo. Poggio la mano sul banco e imbarazzata mi rialzo. Tutti mi stanno guardando, ovviamente arrossisco.



<<Ecco a lei signore.>> Gli porgo il drink e non appena beve un sorso me lo sputa addosso bagnandomi la striminzita e quasi invisibile gonna. <<E questo lei me lo chiama Margarita?>>Chiede sconcertato, con occhi infuocati. <<Mi scusi, gliene preparo un altro.>>



Lâuomo mi fa cenno di lasciare stare e mi grida contro. <<Sei un incompetente, non sai fare uno stramaledetto Margarita, ignorante, fa veramente schifo.>> Esclama. <<Ehi signore ma le sembra il modo di rivolgersi a una signorina in questo modo?>> Lâanziano fissa il ragazzo e per fortuna va via.



<<Stai bene?>> Mi guarda preoccupato poggiando una mano sul banco.

Io rimango allibita, Ã¨ bello da svenire. Ha i capelli neri, non troppo corti e gli occhi verdi, carnagione piuttosto abbronzata, Ã¨ alto circa 1.80 m, indossa un costume in stile hawaiano a pantaloncino ed Ã¨ a vita bassa. Scorge dei fantastici addominali ben scolpiti. Con gli occhi scendo sempre piÃ¹ in basso e noto lâimmancabile e ammaliante âVâ far capolino dai suoi fianchi. Ha le braccia possenti e muscolose.



Poi mi obbligo a salire con lo sguardo e noto il viso angelico, con un filo di barba, espressione tesa con gli occhi che continuano a scrutarmi.



Mi schiarisco la voce. <<Sâ¦si tutto bene.>>

<<Tu seiâ¦?>> Ho difficoltÃ  a capire la sua espressione.



<<Nâ¦Noele, Noele Lewis. Grazie per avermi difesa, capita spesso, ma non possiamo fare niente, il cliente ha sempre ragione.>> Esclamo.



<<Si ma questo non spiega il suo comportamento. Ã da incivili.>> Il suo volto comincia a rilassarsi.



<<Non so come ringraziarti, vuoi qualcosa da bere?>> Chiedo, sono



confusa e incantata dalla sua bellezza.



<<Non ti preoccupare, Ã¨ mio dovere salvare le persone.>> Mi sorride. <<Offrimi quello che vuoi.>>

<<Un Margarita.>> Affermo con tono scherzoso. <<Spero non sia come quello del signore altrimenti mi infurio.>> Mi fa lâocchiolino e arrossisco. Maledetti vasi capillari.



<<Scusa ma tu sei?>> Chiedo curiosa.



<<Che maleducato, ancora non mi sono presentato. Sono Cade Evans>>. Mi porge la mano per fare conoscenza, non appena la tocco sento una scossa percorrermi lungo la schiena.

La sua mano Ã¨ calda e morbida.



Gli sorrido e prendo la coppa Margarita, inumidisco con uno spicchio di limone solo metÃ  bordo del bicchiere e lo ricopro di sale ottenendo un effetto brinato, poi lo metto nel freezer e lo faccio raffreddare. Le mani mi tremano e con la coda dellâocchio percepisco il suo sguardo, mi sento inquieta.



Nel frattempo riempio per Â¾ lo shaker con due cubetti di ghiaccio, aggiungo la Tequila, il Cointreau del succo di limone e shakero energeticamente per qualche secondo. Riprendo la coppa, filtro il tutto, prendo una fetta di limone e lo metto nel bordo. <<Ecco a te, spero ti piaccia.>>



Lo guardo imperterrita mentre assaggia il drink, non so cosa dire, sono impaziente di sentire un suo giudizio. Fa un gemito e porta la testa allâindietro.



Ha un collo cosÃ¬ sexy!

Mi sorride. <<Ã buonissimo.>>



<<Ottimo.>> Scrollo i nervi di dosso. <<Speravo ti piacesse, ero nervosa nell'attesa di sentire un tuo giudizio.>>



<<Lâavevo capito.>> Mi guarda fisso negli occhi. <<Tremavi quando preparavi il drink.>> Dice sorridendomi. La scossa si Ã¨ fatta sentire nuovamente, ma stavolta piÃ¹ intensa, tanto da farmi raddrizzare e irrigidire.



<<Parlami un poâ di te.>> Sbarro gli occhi. Rimango esterrefatta dalla domanda.



Fortunatamente tra una domanda e lâaltra, tra un drink e lâaltro sono giÃ  le ventitrÃ© e trenta e posso domandare di andare via prima.



<<Xavier, io vado prima oggi.>> Grido al mio capo.

Dai capelli mori e occhi castani.

<<Va bene, a domani.>>



<<Un attimo che mi cambio, aspettami qui.>> Mi prende il braccio.



<<PerchÃ© ti devi cambiare? Stai bene cosÃ¬ vestita. Hai un fisico bellissimo.>>



La scossa ritorna, mi piace la sensazione che provo quando mi tocca. Chiudo gli occhi per il piacere che sto vivendo. Faccio un enorme respiro, poi scrollo la testa. <<Non mi sento a mio agio, faccio subito.>> Fa unâespressione triste e mi lascia andare. Mi dirigo nello spogliatoio e mi cambio.



<<Finalmente.>> Esclamo.



Indosso una maglia a mezze maniche bianca, un paio di shorts di cotone fuxia e le infradito. Esco e lo raggiungo con passo svelto.



<<Stavi decisamente meglio prima.>> Afferma. Andiamo in riva al mare e ci sediamo sulla sabbia, ormai fredda.



Mi sento in imbarazzo. Decido di far parlare prima lui. <<PerchÃ© non inizi a parlarmi di te?>> Chiedo, prima che il coraggio di proferire parola svanisca.



Ha i gomiti poggiati sulle ginocchia e il viso rivolto verso il mare. Poi si gira a guardarmi. <<Cosa vuoi sapere?>> Mi sorride.



<<Che lavoro fai?>> Chiedo.



<<Sono un Vigile del fuoco e in particolare svolgo la mansione di coordinatore>>. Per questo mi aveva detto che salvare le persone era un suo dovere. <<Bello.>> Deglutisco. <<Quanti anni hai?>>

<<Ventotto.>> Ne dimostra meno.

<<E quando non lavori cosa fai?>>



<<Amo fare diversi tipi di sport e mangiare fragole al cioccolato.>> Sussurra, piegando le labbra in un sorriso malizioso, poi torna a guardare le onde. <<Ad esempio?>> Si gira nuovamente, bloccandomi con il suo sguardo.



<<Pratico surf, corroâ¦ amo mantenermi in forma.>> <<Anche io adoro le fragole al cioccolato, sono le mie preferite.>> Affermo, con lâacquolina in bocca.



<<Un punto a tuo favore, Miss Lewis.>> Mi guarda, facendomi arrossire.



<<Hai una vita sociale?>> Chiedo curiosa, magari ha una fidanzata.



<<Si. Quando il lavoro me lo permette esco con i miei amici a bere qualche drink.>>



<<PerchÃ© stasera sei solo?>> Ho unâinfinitÃ  di domande che potrei fargli. Mi ispira curiositÃ . Ã misterioso.



<<Mi sembri una detective.>> Ride, mostrando i denti perfetti e bianchi.



Adoro sentirlo parlare. Mi piace molto la sua voce. <<Ero qua con Alexavier, ma lâho perso strada facendo. Ha incontrato la sua segretaria nel bar dove lavori. Mentre ho sentito quel bifolco gridarti contro e ti ho raggiunta.



Il mio collega Derek invece Ã¨ rimasto a casa con la fidanzata.>> Non appena pronuncia la parola fidanzata noto in lui unâespressione contraria, piegando le labbra in una risata sarcastica.



Lancio una rapida occhiata al suo viso, vorrei approfondire lâargomento âfidanzataâ, ma preferisco non farlo. In questo momento dovevo essere con le mie amiche. Invece mi ritrovo seduta con la sabbia che mi entra negli shorts a fare la detective.



<<La tua famiglia? Hai fratelli, sorelleâ¦>> Aggrotto la fronte.

<<Non parlo mai della mia famiglia con gli estranei. Sono molto riservato a riguardo.>> Ha un tono severo. Forse ho sfiorato un tasto che non dovevo toccare.

<<Scusa. Certe volte non mi rendo conto di quello che dico.>> Arrossisco. <<Con quante donne sei stato?>> âO mio Dio. Ma perchÃ© non sto zitta?â



Lui fa un sospiro. Giro immediatamente la testa nel senso opposto per evitare il suo sguardo.



<<Noele, passa a unâaltra domanda. Non credo ti interessi davvero.>> Mi sembra leggermente irritato. Che strano sentirgli dire il mio nome. Ã bello. Arrossisco immediatamente. Ora il senso di disagio Ã¨ aumentato.



Metto le braccia sotto le ginocchia e poggio su il mento.



Con la coda dellâocchio sbircio per vedere che espressione ha.



Con il pollice si accarezza il labbro inferiore. Poi si gira verso di me. Comincia a pizzicarmi la gola. Il cuore mi batte forte. E le guance mi bruciano. <<Ehi ciao Cade.>>

Una ragazza dai capelli rossi, fisico slanciato e occhi neri ci viene incontro. Gli si butta addosso. Lo ha appena baciato sulle labbra. Sgrano gli occhi. <<Che ci fai qui?>> Sembra abbastanza felice di vederlo.



<<Ciao Amber. Ci sentiamo domani. In questo momento sono impegnato.>>



La ragazza rimane delusa dalla sua risposta e va via.

Porta nuovamente lo sguardo su di me.



<<Se vuoi, puoi andare da lei. La tua amica Ã¨ rimasta delusa da come lâhai trattata.>>



Faccio cenno per alzarmi, ma mi blocca con la sua tenuta salda sul mio braccio.



<<No, Ã¨ solo una vecchia conoscenza. Ora tocca a me fare le domande.>> La sua espressione Ã¨ piena di curiositÃ .



<<Non ho molto da raccontare.>> Guardo il mare. <<Sono una semplice barista di ventisei anni, certe volte sgridata dai clienti. Nel tempo libero vado a correre, leggo, esco con le amiche e qualche volta andiamo a ballare sulla spiaggia.>> Faccio spallucce e sorrido.



<<Hai un fidanzato?>>



<<No. Non penso di essere allâaltezza di un ragazzo.>> Alla mia risposta aggrotta la fronte. <<PerchÃ©? Non capisco.>> Piega la testa lateralmente. Ã incuriosito dalla mia risposta.



<<Sei una bella ragazza. Bruna. Hai lineamenti perfetti, occhi castaniâ¦>> La sua espressione Ã¨ seria. Sento le orecchie bruciare. Le mani cominciano a sudarmi e io ad agitarmi. Mi fa uno strano effetto. Devo andare a casa.



<<Si Ã¨ fatto tardi. Ã meglio che ritorni a casa, non vorrei incontrare qualche ubriaco per strada.>>



<<Ti accompagno io. Dove abiti?>> Ã preoccupato per la mia sicurezza, un gesto nobile da parte sua. <<No, vado da sola. Non preoccuparti.>>



<<Fai attenzione.>> Borbotta, con tono autorevole. <<Tranquillo.>> Rispondo allontanandomi sempre di piÃ¹ da lui.



<<Grazie per avermi difesa oggi.>>



<<Ã stato un dovere. Ricordi? Io salvo le persone.>> Esclama, felice per averlo fatto.



<<Arrivederci Noele.>> Le probabilitÃ  di un ulteriore incontro, fatto appositamente, Ã¨ alquanto improbabile. A meno che non venga a prendere un drink da me. <<Buona notte Cade.>>



Lui rimane immobile a pochi metri dalla battigia a guardarmi.



<<Ã stato un piacere conoscerti.>> Afferma.



<<Sono stata bene.>> Esclamo. Il suo sorriso si fa piÃ¹ grande.





1 bello quando sorride, gli occhi gli si illuminano e delle fossette compaiono sulle sue guance. <<Notte Noele.>> Alza la mano a moâ di saluto.




<<Notte Cade.>> Ricambio e vado via.




2



Ho perso il controllo del mio cuore. Ã impossibile camminare con le infradito sulla sabbia, quindi decido di toglierle e camminare scalza, la sabbia fredda a contatto con i miei piedi mi dÃ  sollievo.



Accelero il passo, devo andare via subito da questo posto altrimenti me ne pentirÃ².



Salgo le scale e dopodichÃ© rimetto le infradito. Lascio alle mie spalle la meravigliosa spiaggia di Hilo. Faccio un respiro profondo. Ho ancora il profumo del suo dopobarba dentro le narici. Dio, Ã¨ cosÃ¬ buono. Quando sembrava che il mio cuore stesse riprendendo controllo, eccolo lÃ¬ che arriva in prima posizione, correndo cosÃ¬ forte da sentire quasi i battiti con le mie orecchie.



Ma che cosa sta succedendo? Cade Ã¨ meraviglioso, Ã¨ stato molto gentile a difendermi da quellâorco. Forse quel signore stamattina si Ã¨ alzato col piede sbagliato perchÃ© a Cade il Margarita che ho preparato gli Ã¨ piaciuto e da come ha reagito, direi anche molto. Oppure ha fatto cosÃ¬ per compassione? Sarebbe un gesto deplorevole da parte sua. CosÃ¬ gentile e premuroso da difendermi e poi non giudica sinceramente il drink? Non credo sia cosÃ¬.

PerchÃ© quando mi sfiora sento quella meravigliosa scossa percorrermi il corpo? Provo un piacere inebriante. Per non parlare di quando mi guarda con quegli ammalianti occhi verdi, comincio a tremare e sento sudarmi le mani.



Inizio ad avviarmi verso casa a piedi. Il cuore batte regolarmente.



Comincio a pensare a quelle mortificanti domande che

gli ho posto. âLa tua famiglia? Hai fratelli, sorelle...â e

quella piÃ¹ terrificante âcon quante donne sei stato?â.

Quello che piÃ¹ mi ha provata Ã¨ stata la sua

reazione. Per la prima domanda aveva ragione, insomma, sono unâestranea e la famiglia Ã¨ un argomento delicato e personale.



Per la seconda mi ha stupito la sua espressione, era tabÃ¹.



Non per niente mi ha fatto cambiare discorso, era irritato e freddo. PerchÃ©? Mi ha incuriosita molto. Dâaltro canto non sono nessuno per pretendere una sua risposta e su questo ha pienamente ragione.



Chi era quella ragazza? Amber. PerchÃ© era cosÃ¬ freddo nei suoi confronti?



Lei era cosÃ¬ affiatata con lui. Non trovo una risposta plausibile per questo episodio.



Cade Ã¨ un ragazzo molto attraente e sensuale. E il fatto che faccia il vigile del fuoco Ã¨ motivo di maggiore attrazione per le ragazze.



Forse lo sfruttano e quando si stufano lo gettano via. Per questo la sua reazione alla mia domanda?



Mi sembra un ragazzo sicuro di sÃ©, con un carattere riservato, gentile e pronto a salvare le persone. PerchÃ© fargli una cosa del genere?



Maledizione Arizona, se non ti avessi sostituita a questâora non torturavo il mio cervello con tutte queste domande.



Mi guardo a destra, a sinistra e alle mie spalle per proteggermi e penso a Cade con i suoi occhi verdi, a quando mi disse che dovevo fare attenzione altrimenti mi avrebbe accompagnata lui.



Meglio che lo dimentichi, mi farebbe solamente del male. Ã troppo perfetto per me. Circondato da belle ragazze. Sono possessiva e gelosa. Deve essere solo mio. Non voglio condividerlo con nessuna.



Cade ha un qualcosa di misterioso, un lato del suo carattere

che lo perseguita, come unâossessione. Farei meglio a non

pensarci piÃ¹.



Per fortuna la strada Ã¨ breve per arrivare a casa. Abito in un modesto appartamento nella Big Island, la cosiddetta Isola di Hawaii, precisamente a Hilo, nord-est. Ha una cucina, un bagno e due stanze. Non Ã¨ immensa ma per me basta, Ã¨ abbastanza accogliente. Pago un misero affitto e questo mi permette di rientrarci con le altre spese. Non me la passo male. Vivo qui da circa un anno. I miei genitori abitano nella capitale, a Honolulu, bella, ma preferisco essere indipendente, vivere una vita tutta mia.



Prendo lâascensore e arrivo al secondo piano. Cerco le chiavi di casa nella tasca del pantaloncino e apro la porta. <<Finalmente a casa.>> Sussurro. Il silenzio Ã¨ musica per le mie orecchie e il letto un sonnifero. Sono davvero distrutta.



Dannazione stavo per addormentarmi.



<<Pronto, chi parla?>> Ho ancora gli occhi chiusi quindi non ho avuto la possibilitÃ  di leggere sul display chi fosse.



<<Sono io, Naomi.>> Ha una voce abbastanza squillante che mi dÃ  fastidio, spero solo di non doverle spiegare perchÃ© non sono tornata piÃ¹ da lei dopo averle dato il drink.



<<Raccontami tutto.>> Esclama.

<<Oddio scusami se non ti ho piÃ¹ dato retta o salutata

stasera maâ¦>> Mi fermo e penso alla domanda di

Naomi. <<Cosa ti dovrei raccontare?>> Chiedo,

sperando di non farlo.

<<ComâÃ¨?>>



Faccio la finta tonda. <<ComâÃ¨ chi?>>



<<Dai lo sai, quel ragazzo che ti ha difesa da quel signore. Non sono mica cieca.>> Al diavolo Naomi, non le sfugge mai niente, ora si trasformerÃ  in una detective anche lei.



<<Sono ritornata a casa, non potevo stare ancora insieme a lui.>> Taglio corto.



<<PerchÃ© mai? Era cosiâ¦>> Sento un sospiro.

<<Bello, dolce e sexy.>> Esclama.



Metto una mano sugli occhi. <<Ã tanto sexy quanto misterioso.>>



<<Che intenti dire con misterioso?>>



<<Intento dire che ha un qualcosa, una sfaccettatura di lui che non riesce a controllare.>> Sospiro nuovamente pesando ai suoi occhi posati su di me. La scossa si fa sentire, percorrendomi nuovamente tutta la schiena, facendo sobbalzare il cuore.



<<Sono inquieta quando sto vicino a lui.>> Sospiro. <<Davvero, mi dispiace averti lasciata da sola al bar.>> Affermo sperando di cambiare discorso. <<Non ti preoccupare, non ero cosÃ¬ tanto sola.>> Sorride.



<<Ora dovresti essere tu a spiegarmi cosa Ã¨ successo.>> Esclamo.

<<Si beh! Dopo cheâ¦ scusa come si chiama?>> <<Cade, si chiama Cade.>>



<<Dopo che Cade si stava sacrificando per te, Alexavier mi ha fattoâ¦ siâ¦ diciamoâ¦ compagnia.>>

<<Posso dedurre che sia andata benissimo col tuo bel capo.>> Esclamo, piegando le labbra in un sorriso. <<Dire âbenissimoâ Ã¨ poco, perÃ² si. Ci siamo divertiti.>> Sospira felice.



<<Sono contenta per te. Senti ne riparliamo quando ci vediamo?>> Le chiedo, ho un terribile sonno, anche se parlare di Cade mi ha fatto risvegliare un tantino.



<<Si certo, anche perchÃ© mi devi raccontare tutto quello che vi siete detti e che avete fatto.>> Non cambia mai.



<<Altrettanto Naomi.>> Sorrido sarcasticamente. <<Notte.>>



<<Notte Noele.>> Riattacco.



Per fortuna quando sono arrivata a Hilo ho trovato questo meraviglioso bar sulla spiaggia. Ã uno dei piÃ¹ frequentati del posto. Da quando ci lavoro non ho ancora imparato a preparare alla perfezione il Blue Hawaiian, Ã¨ un cocktail esotico originario di questa meravigliosa isola.



Il suo colore blu-azzurro chiaro gli Ã¨ conferito dalla miscela di rum bianco e Blu CuraÃ§ao.



Ogni volta sono i tre minuti peggiori del mio lavoro.



Non si finisce mai di imparare. Diversamente da

Arizona che sa fare tutto alla perfezione.



Finalmente sono arrivata al bar e questo mi consentirÃ  di cacciare via Cade dai miei pensieri almeno per un bel poâ.



A quanto pare Ã¨ giÃ  pieno di persone e sono solamente

le nove del mattino. SarÃ  meglio andarmi a cambiare. <<Ehi Noe, non ti ho ancora ringraziata per ieri sera. Ho saputo che un signore ti ha aggredita e che un ragazzo ti ha difesa.>>



Devo cercare le parole adatte per risponderle in modo che non mi possa fare altre domande.



<<Si, mi ha sputato il suo drink addosso, ma per fortuna Ã¨ arrivato in tempo Cade.>> Oddio ho detto il suo nome.



Arzona mi guarda maliziosamente.



<<Non farti strane idee. So il suo nome perchÃ© un suo amico lâha chiamato, non per altro.>> Affermo. Invento una scusa allâistante.



<<Sono felice che non Ã¨ successo niente. ChissÃ  come sarebbe andata a finire se non interveniva quel ragazzo, SEXY.>> Sottolinea lâaggettivo. <<Ã stato molto gentile a difendermi.>>



<<GiÃ .>> Mi guarda con quellâespressione per farmi capire che non si Ã¨ bevuta la storia.



<<Devo andarmi a cambiare, altrimenti Xavier mi

licenzierÃ .>> Corro verso i camerini per evitare altre

domande.



Dopo cinque ore circa, ho finalmente finito il mio turno. Esco dal bar e vedo Naomi seduta sulla sabbia assorta nei suoi pensieri a fissare il mare.



Vado da lei e mi butto per terra goffamente facendomi notare.



Sono esausta dal lavoro e penso a tutti i Blue Hawaiian che ho dovuto preparare in una sola mattinata ed a tutte le facce dei clienti quando lo bevevano, sicuramente pensavano âuuuuh che buono, ne bevo un altro sorso. Mm aspetta, ora che lâho gustato meglio fa schifo. Decisamente schifoâ. Devo chiedere qualche giorno di vacanza a Xavier.



<<Ci sarebbe un argomento piccante di cui dovremmo parlare. Non riesco a pensare ad altro, come hai fatto ad andare via ed a non passare altro tempo con lui?



Ã stato cosÃ¬ gentile con te.>> Mi guarda con occhi vivaci.



Ecco ero riuscita a non pensare a Cade per tutta la mattina ed ora Ã¨ piombato nei miei pensieri senza un minimo di gentilezza.



Il cuore abbandona il suo ritmo e riprende a cavalcare piÃ¹ veloce di un fulmine. Sicuramente ci sarÃ  rimasto male ma dovevo andare via.



<<Ha una fidanzata?>> Chiede.

<<Non credo, ho notato che Ã¨ molto freddo a riguardo.>>



<<Mi sembra un bravo ragazzo, chissÃ  perchÃ© Ã¨ cosÃ¬?!>> Fa un sospiro. <<Cambiando discorso, la prima volta che lâho visto non ho potuto notare altro se non che fosse un bel giovane.>>



<<Si, lo si puÃ² definire bello.>> Non voglio dare peso alla bellezza. Anche se la prima volta che lâho visto ne sono rimasta ammaliata.



<<Dai Noeâ¦ non prendermi in giro, quel tizio ti piace. Ti

conosco e da quando abbiamo iniziato a parlare di lui sei diventata nervosa e rossa in volto.>> Dannazione si Ã¨ accorta di tutto, ma come fa?



<<Ã stato carino ma non posso affrettarmi a tirare una conclusione, lo conosco da un giorno.>>



<<Non ti credo Noeâ¦ti contraddici da sola. Guardati.>> Fa cenno con la mano verso di me. <<Voleva passare altro tempo con te ieri sera e tu hai rifiutato. Hai paura, ma di cosa?>>

Voglio cambiare discorso al piÃ¹ presto. Ma se non parlo con lei con chi altro posso farlo? <<Conoscendoti tu saresti rimasta a passare altro tempo insieme a lui.>> Esclamo.



<<Si, forse. Ma non Ã¨ il mio tipo. A me piacciono gli uomini dâaffari ricordi? E poi a quanto ho capito non Ã¨ per le storie a lungo termine.>>



<<SarÃ , ma ha un animo gentile. Ã premuroso ed Ã¨ stato molto protettivo nei miei confronti e anche se sarÃ  difficile, riuscirÃ² a capire cosa lo blocca ad andare avanti con una ragazza.>>Affermo. Desidero tanto scoprire il reale motivo.



<<Il dilemma del momento.>> Sussurra.

<<Senti, vuoi qualcosa da bere? Te lo faccio preparare

in un attimo.>> Devo porre fine allâargomento, ora ne

sono piÃ¹ che convinta.

<<No, grazie lo stesso.>>



<<Sentiâ¦>> Sospiro. <<Parlami di ieri sera, sono molto curiosa. Non era un osso duro il tuo capo?>> Chiedo.



<<Inizialmente câera un poâ di imbarazzo tra noi ma poiâ¦>> Si interrompe e alza gli occhi al cielo sorridendo.



<<A me non sembrava ci fosse tutto questo imbarazzo, ti sentivo sghignazzare, anche se in quel momento non sapevo con chi fossi.>> Affermo.



<<Poi un Mojito tira lâaltro eâ¦>> Fa un sospiro

profondo. <<E la tensione era volata via. Penso di piacergli.>>



<<Sono davvero felice per te.>>



Mi alzo e vado a prendere due succhi di frutta alla pesca, il mio preferito. Dopo aver finito saluto Naomi e vado a casa.



Decido di dedicare il pomeriggio alle pulizie che ho rimandato di un giorno, quindi mi armo di panno e detergente e comincio a pulire.



Dopo un intero pomeriggio a fare faccende di casa non mi accorgo che si sono fatte le otto di sera. Dunque mangio una mela al volo e vado a dormire. Nei miei pensieri ritornano i suoi grandi occhi verdi che mi scrutavano dopo avermi difesa da quellâorco e il suo viso teso.



La settimana Ã¨ passata in fretta e il weekend sono solita andare dai miei genitori a Honolulu ma prima decido di passare da Xavier per rinfrescargli la memoria sulla mia abituale assenza. DopodichÃ© parto. Mia madre, Julia Anderson, Ã¨ una delle donne con maggior fantasia che conosca. Un pezzo di stoffa lo trasforma in oro. Dalle borse ai cuscini. Ã un asso nel campo della sartoria. Dal momento che non lavora, trasforma il suo tempo libero in passa tempo costruendo di tutto con una semplice stoffa. Mio padre, Brad, non ha un singolo pantalone che non gli stia alla perfezione. Ã molto fortunato ad averla a fianco.



Ed ecco, la mia vecchia casa, bella come sempre. Circondata da una staccionata tutta in legno ricoperta di fiori. Vedo uscire mia madre, mora, occhi marroni, con le braccia aperte pronta ad abbracciarmi, non appena scendo dallâauto. Una Chevrolet Bel Air anni cinquanta, tutta nera con i sedili in pelle rossi. La adoro. Non Ã¨ ultimo modello ma per me va benissimo. <<Tesoro mio, finalmente sei arrivata, stavo cominciando a preoccuparmi.>> La solita ansia materna.



<<Ciao mamma.>> Ogni volta che la rivedo mi sembra sempre piÃ¹ giovane.

<<Come va la vita a Hilo?>> Chiede curiosa.

<<Tutto vecchio e niente nuovo.>> Ci sediamo sul divano del salotto. Lâunica cosa che mi manca di Honolulu Ã¨ questa comoda e immensa casa con tutti i comfort possibili, al contrario del mio umile appartamento.

<<Ã il lavoro come procede?>>



<<Direi piuttosto bene, devo perfezionare qualche drink per il resto non mi posso lamentare.>> Mi tengo sul vago. <<PapÃ  dovâÃ¨?>>



<<Ehi ciao tesoro.>>Esclama. <<Come stai?>> Parli del diavolo...



Mi volto a guardarlo, bello come sempre, con i suoi

capelli castano chiaro e occhi verdi. Non dimostra

quarantacinque anni.

<<Ciao papÃ , benone. Tu?>>



<<I segni della vecchiaia cominciano a farsi sentire.>> Si stiracchia la schiena.



<<Dai non dire cosÃ¬. Sei ancora giovane.>> Rido. Mio padre Ã¨ un uomo tutto fare. Qualunque cosa si rompa a casa lui la ripara. Ha perfino fatto lâarmadio della camera da letto, tutto in legno massiccio. Ã davvero un genio. Funge da idraulico, falegname, muratoreâ¦



Qualunque cosa gli si domanda risponde che la sa fare.



tutto un gioco per lui e per questo provo una grande stima nei suoi confronti.



Mi ha insegnato a essere indipendente ed a non chiedere aiuto per una piccola cosa, devo sapermi arrangiare.



un fanatico del nuoto, tanto da partecipare alla competizione di 2,4 miglia, due volte lâanno.



1 LunedÃ¬ ritorno alla vecchia vita, a Hilo. A lavoro tutto

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3 Ã¨ filato liscio. Sono esausta ma ho una vaga idea di uscire con le ragazze.

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5 Mi dirigo in cucina per bere un bicchiere di succo di frutta alla pesca, mentre chiamo Naomi.

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7 <<Apri bella.>> Ã dietro la mia porta. Mi legge nei pensieri.

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9 La apro e vedo lei insieme a Beverly.

10 <<E voi che ci fate qui?>> Chiedo incuriosita.

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12 <<Ti portiamo via per qualche ora da questa topaia.>> Risponde Naomi.

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14 <<Signorina Fisher bada a come parli, questa non Ã¨ una topaia>>. Entrano in casa. Naomi mi porta in bagno e Beverly va nella mia camera da letto a prendere qualche striminzito vestito.

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16 Loro due sono le uniche con cui mi posso confidare. Sono state sempre al mio fianco. Anche se abbiamo qualche punto del nostro carattere che ci distingue restiamo sempre unite. Naomi la conosco sin dallâinfanzia, eravamo sempre insieme, poi ci siamo allontanate per colpa del suo ex fidanzato, ma ci siamo rincontrate dopo dieci anni allo Xavierâs Bar. Beverly invece lâho conosciuta grazie a Naomi. Ogni sera venivano a bere qualche drink e poi ballavamo sulla spiaggia. E da lÃ¬ non ci siamo piÃ¹ separate.

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18 Beverly lavora insieme a sua madre in un negozio di fiori, il Gomezâs Flowers. Quasi tutti si forniscono da loro e lei Ã¨ unâottima ghirlandaia.

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20 <<Allora.>> Mi guarda in viso. <<Stasera farai tutto quello che ti diremo noi.>> Ordina Naomi, quasi come un obbligo.

21


<<Maâ¦>> Mi interrompe Beverly. <<Niente ma. Da quando hai conosciuto quel tizio, come si chiamaâ¦>> Ci pensa un attimo su. <<Cade, giusto? Sei letteralmente cambiata.>>



Lancio unâocchiata infuocata a Naomi e lei mi risponde facendo spallucce mentre mi scompiglia i capelli.



<<Le hai detto tutto? Volevo informarla io.>>

<<Si e quando?>> Chiede guardandomi con il viso inclinato.



<<Prima o poi glielâavrei detto.>> Affermo e la guardo negli occhi alzando la testa.



Mezzâora piÃ¹ tardi mi ritrovo con le ragazze in un Pub, il Dark Pub, leggermente affollato, che dÃ  sulla spiaggia.



Ã strano farsi servire drink da altri, di solito lo faccio io. Ci sediamo in un ampio banco pieno di gente. <<Noe tu cosa vuoi?>> Chiede Beverly. Il rumore assordante della musica la costringe a gridare al mio orecchio.



<<Un Blue Hawaiian.>> Sono impaziente di gustarlo, soprattutto se fatto da un altro barista. Semplice competizione.



<<E tu?>> Chiede a Naomi. Ha lo sguardo fisso verso una direzione. Beverly le dÃ  una gomitata al braccio e Naomi fa un sobbalzo come se si fosse spaventata. <<Cosa vuoi da bere?>> Ripete.



<<Si un Mojito, grazie.>> Ritorna a guardare verso quella direzione.



<<Ehi ragazzo, due Blue Hawaiian e un Mojito per favore.>> Ordina Beverly.



<<Subito.>> Risponde, fa un sorriso e comincia a preparare i drink.

Sono curiosa di vedere cosa sta fissando Naomi, quindi seguo il suo sguardo e vedo che seduti in un tavolo rotondo ci sono due ragazzi circondati da ragazze, che ridono come matti.



Il ragazzo seduto a cui posso vedere il viso ha i capelli biondo cenere e sono tutti scompigliati, come se qualcuno glieli avesse strapazzati con le dita.



Ã affascinante e ha un portamento elegante. Il ragazzo numero due che mi dÃ  le spalle invece ha i



capelli neri come il carbone e noto solamente che indossa una maglia azzurra a mezze maniche stropicciata.

<<Noele tieni.>> Beverly mi porge il drink e fa lo stesso con Naomi dopo averla fatta sobbalzare per lâennesima volta.



Bevo il primo sorso, Ã¨ abbastanza buono. Quando mi giro, quella a sobbalzare sono io, facendomi cadere un poâ di Blue Hawaiian sul mini vestito bianco. In questo preciso istante mi ritrovo difronte Cade che penetra i miei occhi con i suoi. <<Guarda chi si rivede.>> Mi sorride.



Come la prima volta lo analizzo dalla testa ai piedi. Con la luce posta sul banco gli occhi sono di un verde intenso, la mandibola ricoperta di un filo di barba, sempre perfetta. Indossa quella maglia a mezze maniche azzurra tutta stropicciata, quasi aderente, dove i suoi addominali, in base alla posizione che assume, giocano a nascondino.

Un paio di pantaloni bianchi e le infradito. Quasi mi metto a ridere quando le guardo.

<<Ciao anche a te Cade.>>Rimango allibita. Faccio un poâ mente locale e penso alla maglia azzurra, sposto la testa alla mia sinistra e noto che a quel tavolo il ragazzo numero due non câÃ¨ piÃ¹. Poi guardo Cade e traggo la conclusione. <<Che ci fai qui?>> Chiedo.

<<Quello che ci fanno tutti, potrei farti la stessa domanda.>> Sussurra facendo assumere alle sue labbra una posizione che mi sembra sia un leggero sorriso.



<<Ho voglia di passare un poâ di tempo con le ragazze e non di farmi sputare i drink addosso.>>



Il cuore comincia a battere sempre piÃ¹ velocemente. Sono felice di rivederlo anche se non ci speravo. Sono contenta che non ce lâabbia con me per quelle imbarazzanti domande.



Ã un ragazzo che emana sensualitÃ  da qualunque parte del corpo lo guardi. Ã perfetto.



<<Stasera se non ti avessi incontrata qui, ti sarei venuto a trovare in spiaggia.>> Afferma, guardandomi in modo strano.



Porto la testa lateralmente e socchiudo leggermente gli occhi.



PerchÃ© mai sarebbe venuto a trovarmi? Guardo il suo viso.



La prima volta che lo vidi era teso ma adesso assume unâaltra espressione, Ã¨ sereno e ora che lo vedo perfettamente Ã¨ ancora piÃ¹ bello.



<<Serata libera.>> Mormoro facendogli vedere il drink. <<Anche a te stasera il lavoro ti ha riservato, come me, una pausa. Niente salvataggi.>> Esclamo. <<E si.>>

Afferma con un tono serio.

Ora mi sento davvero in imbarazzo. Arrossisco. Il silenzio tra noi persiste. Sento il suo sguardo posato su di me e la cosa non mi fa stare meglio. Improvvisamente sento e vedo la sua mano posarsi sulla mia e la scossa si ripresenta ma ogni volta sempre piÃ¹ forte provando un piacere inebriante. <<Rimango fermo sulla mia idea.>>



<<Qâ¦quale idea?>> Chiedo incuriosita.



Si avvicina di piÃ¹ al mio viso. <<Stai nettamente meglio con la divisa da barista.>> Mi sussurra allâorecchio.



Annuisco e arrossisco sempre di piÃ¹. Fisso i suoi occhi ma distolgo immediatamente lo sguardo bevendo un altro sorso del drink che avevo dimenticato di avere tra le mie dita e cerco di cambiare discorso.



<<E con Amber?>> Porta lo sguardo immediatamente verso di me.



<<Con Amber cosa?>> Sembra nuovamente irritato.

Non ne combino una giusta.



<<Niente, lascia stare. Ora devo proprio andare>>. Mi dÃ

sui nervi questo lato del suo carattere. Potrebbe essere piÃ¹ gentile e meno irritante. Faccio cenno di andare via ma mi prende il braccio per impedirlo. <<Noâ¦scusa, non volevo essere cosÃ¬ scontroso.>>

<<Non preoccuparti. PerÃ² cerca di essere meno irritante la prossima.>> Con lo sguardo vado alla ricerca di Naomi e vedo che Ã¨ in dolce compagnia. <<Quello Ã¨ Alexavier?>> Chiedo a Cade indicando il tavolo dovâÃ¨ seduta Naomi, cercando di dimenticare e sorvolare sullâaccaduto.



<<Si, lo conosci?>> Inclina la testa incuriosito.



<<Forse si. Ã lâuomo dâaffari di Naomi.>> Sussurro, sperando che non mi abbia sentito.

<<Come scusa?>> Il suo viso ha assunto unâespressione confusa.



<<Ohâ¦ niente. La mia amica, Naomi. Ã la sua segretaria.>> Diamine ho parlato ad alta voce e mi ha sentita.



<<Wowâ¦ CosÃ¬ quella Ã¨ la Naomi di cui mi parla in continuazione, una bella tipa.>> Esclama alzando un sopracciglio, mi sembra quasi ironico dal tono di voce. <<Scusa che intenti dire? Ã una brava ragazza non che brava segretaria.>>



<<Ehi Cade lei Ã¨ Naomi.>> Esclama Alex. Si sono

avvicinati a noi e la mia cara amica sembra una

scolaretta che non sta nella pelle perchÃ© Ã¨ insieme al

suo bel capo.

<<Piacere Naomi.>>



<<Il piacere Ã¨ tutto mio.>> Cade le porge la mano. Poi mi guarda e mi sorride. Ma che vorrÃ  mai dirmi con quel sorriso?



<<Io sono Alexavier, il capo diâ¦>>



Lo interrompo. <<Di Naomi. Ã come se ti conoscessi da quando lei lavora per te.>> Naomi mi guarda imbarazzata.



<<Tu saresti Noele giusto?>> Chiede.

Faccio cenno di si con la testa.



<<Cade mi ha parlato molto di te da quando ti ha incontrata al bar dove lavori.>> Guardo Cade con lusinga.



<<Spero che non ti abbia detto nulla di negativo.>> Affermo con espressione rallegrata.



<<Nulla di cui debba preoccuparti.>> Esclama Alex con tono divertito mentre lancia unâocchiata maliziosa a Cade.

<<DovâÃ¨ Beverly?>> Chiedo a Naomi, preoccupata per non averla vista.



<<Ã andata a casa, aveva un poâ di mal di testa.>> <<Senti che ne dici se facciamo ritorno pure noi?>> Le sussurro.



<<Va bene bella.>>



<<Sono davvero felice di averti rivista, Noele. Che ne dici di vederci una sera di queste?>> Mi propone Cade mentre lo saluto.



<<Non penso proprio, sono sempre impegnata con il lavoro.>> Cerco una scusa plausibile e credibile.

<<Non ti credo che sei sempre impegnata con il lavoro. Dai devi pur sempre avere una sera libera e poi ricorda che ti ho salvata da quel signore quando ci siamo conosciuti, quindi mi devi un favore.>>A quanto pare Ã¨ convinto del fatto suo.



<<Ci penserÃ².>> Taglio corto. Non potrÃ² mai ringraziarlo come si deve per quello che ha fatto per me ma questo non vuol dire che per sdebitarmi debba uscirci.



Gli ho pure offerto il drink.



<<AspetterÃ² una tua risposta allora.>> Ã speranzoso e pensa che gli dica di si perchÃ© mi sta sorridendo. Mi sta facendo quel tipico sorriso alla âtanto ti ho convinta, il mio sorriso funziona sempreâ. <<Aspetterai una mia risposta. Non ti garantisco nulla. Ciao.>>



<<Ciao e buon ritorno a casa.>> Dice Cade.

Questo ragazzo mi piace davvero. Ã sexy, sensuale. Ma per il mio bene sarÃ  meglio stargli alla larga. Per i miei gusti Ã¨ circondato da troppe ragazze e se si dovesse avverare quello che pensa il mio cervello e il mio cuore quando lo vedono dovrÃ  essere solamente mio.




3



Sto percorrendo la strada di ritorno verso casa con Naomi e parliamo del piÃ¹ e del meno, ma lâargomento principale sono i ragazzi, Cade e Alexavier. <<Quando mi sono allontanata ho visto che Cade ti ha trattenuta, che voleva?>> Chiede, non sta nella pelle dalla curiositÃ .



<<Niente, vuole uscire una sera di queste con me.>> Rispondo con disinvoltura. Non voglio dare troppo peso alla cosa.



<<Cosa? E tu che gli hai detto?>>

<<Semplicemente che sono impegnata con il lavoro ogni sera.>>



<<Ma questo non Ã¨ vero.>> Sgrana gli occhi. <<PerchÃ© non vuoi uscirci?>>



<<PerchÃ© Ã¨ cosÃ¬ e basta.>> Certe volte diventa davvero invadente. Non la reggo quando si comporta in questo modo.



<<Dimmi la veritÃ  Noe. Lo so che ti piace.>> Borbotta. <<FinchÃ© non te lo dirÃ² tu non la smetterai di torturarmi, vero?>> Fa cenno di âsiâ con la testa, come se la cosa fosse scontata. <<So che finirei per soffrire.>>



<<Prova, non ti costa nulla. Si vede che gli piaci. Ã stato cosÃ¬ protettivo nei tuoi confronti.>> Esclama con sguardo sognante.



<<Va bene. Ma solo per ringraziarlo. Non per altro.>>

<<Questo Ã¨ un inizio.>> Fa salti di gioia. Davvero? Ã felice perchÃ© esco con Cade? Certe volte non capisco cosa le passi per la testa.



<<CâÃ¨ un problema.>> Esclamo. <<Quale?>>



<<Non ho il suo numero.>>



<<Ma questa Ã¨ una tragedia.>> Sgrana gli occhi. <<Ritorniamo indietro e vi scambiate i numeri.>>

<<Cosa? No tu sei matta. A limite gli manderÃ² un piccione viaggiatore con un messaggio, âaccetto la tua proposta. Vediamoci domani sera allo Xavierâs Barâ.>> La guardo per vedere la sua reazione.



Ha unâespressione come per dire âsei da manicomioâ. Ha gli occhi chiusi in una linea e le labbra serrate. <<Finiscila di dire simili scemenze. Ritorniamo da Cade.>> Mi prende per un braccio per trascinarmi nella direzione del Pub.



<<Non esiste. VerrÃ  al bar, sicuramente. Non resisterÃ  a lungo per avere una mia risposta.>>



<<E se non verrÃ ?>> Sottolinea.



<<Vuol dire che Ã¨ stato un piacere incontrarlo e la nostra conoscenza pro finisce qui.>>



<<Ok. Come vuoi.>>



Difendere una ragazza da un bifolco non vuol dire che gli piaci. PerÃ² forse dovrei cominciare a pensare che gli piaccio e spero senza secondi fini. PerÃ² se non vuole sentir parlare di fidanzate perchÃ© ci tiene cosÃ¬ tanto a uscire con me? Forse farei bene a non uscirci.



âNo! Devi uscirci Noe.â Una vocina mi ha appena parlato.



SarÃ  quella stupida vocina a cui piace rischiare. âDevi uscire con lui, devi uscire con luiâ. Faccio cenno per cacciarla via con la mano.

<<Ora cosa ti prende?>> Ecco, come al solito mi ha visto. Lei vede tutto. Forse ha pure degli occhi ai lati della testa perchÃ© prima stava guardando diritto.



<<No niente, una mosca.>> Invento una scusa allâistante altrimenti mi coprirÃ  nuovamente di domande.



<<Una mosca, si.>> Non se la beve.



Finalmente arrivo a casa. <<Ci vediamo rompi.>> La saluto.



<<Non sono una rompi. Sono solamente lâangelo dellâamore.>>



<<Si certo e io sono il presidente degli Stati Uniti dâAmerica.>>



Naomi sporge il labbro inferiore andando via. Io salgo le scale e arrivo davanti la porta di casa mia. Entro e mi dirigo



immediatamente in bagno, devo fare una pipÃ¬ assurda. Ho la pancia gonfia e contratta come se fossi incinta. Poi mi



spoglio e senza mettere il pigiama, perchÃ© mi scoccia da morire, vado a letto. Ma il mio sonno viene interrotto dalla vibrazione del cellulare.

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Da: Naomi

Ore: 3.00 a.m.



Noe, tesoro, ho il numero di Cade. Lo vuoi ora oppure domani te lo porto a lavoro?

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Il cuore mi sobbalza. Forse ho le allucinazioni. Strizzo gli occhi e rileggo il messaggio. Non voglio il suo numero. Che sia lui a venire da me per sapere una risposta. Decido di non risponderle. Quindi continuo a dormire.

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Da: Beverly

Ore: 3.30 a.m.

Noe perchÃ© non rispondi a Naomi? Prima o poi ti darÃ

quel numero. Lo sai vero?

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<<A quanto pare le voci girano in fretta.>> Esclamo. Ma Beverly non aveva il mal di testa? Dovrebbe essere a casa a dormire. No a rompermi le scatole.

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Da: Naomi

Ore: 3.33 a.m.

Come diamine hai avuto il suo numero?

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Da: Naomi

Ore: 3.45 a.m.



Semplice. Quando ti ho lasciata a casa, sono ritornata al Pub e mi sono fatta dare il numero da Cade.



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Da: Naomi

Ore: 3.46 a.m.

E perchÃ© te lo sei fatta dare?

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Da: Naomi

Ore: 3.49 a.m.



Non puoi aspettare tutto questo tempo per dargli una risposta. E comunque se ti puÃ² tranquillizzare non era con nessuna ragazza intorno. Era solo, nel banco dove



servivano i drink e aveva lâaria di uno che aspetta una risposta importante.



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Da: Naomi

Ore: 3.50 a.m.



O poverino! E comunque non voglio il suo numero. VerrÃ



lui a trovarmi al bar. Detto ciÃ², domani ho un lavoro che mi attende per tutto il giorno, quindi se mi vorrai scusare, vado a dormire per quel poco tempo che mi Ã¨ rimasto a disposizione per riposare.

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Da: Naomi



Ore: 3.51 a.m.



Non ti arrabbiare. Domani ti porto ugualmente il numero. Deciderai tu cosa farci. Notte.

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Finalmente alle quattro del mattino poggio il cellulare sul comodino e vado a dormire immersa nei pensieri per Cade. Quando mi addormento sogno di essere in un incendio, non capisco dove di preciso. Sono bloccata



in una stanza. Quando allâimprovviso la porta viene buttata giÃ¹ ed entra un vigile del fuoco. <<Noele, stai bene?>>



<<Come sai il mio nome?>> Chiedo confusa. Ha la faccia tutta piena di cenere. Riesco a vedere solamente gli occhi. Sono verdi.



<<Sono Cade.>> Mi prende in braccio e mi porta fuori.



Mi sveglio di soprassalto e vado in bagno per lavarmi il viso. Guardo la sveglia e sono le sette. Decido di prepararmi. Metto un paio di shorts neri e un top bianco, poi mi dirigo verso la porta, metto le infradito, prendo le chiavi di casa e mi incammino verso la spiaggia. Il sole giÃ  comincia a riscaldarsi e dopo dieci minuti sono costretta a mettere gli occhiali da sole. Quando arrivo al bar sono le otto e regna la quiete. Guardo la spiaggia e câÃ¨ qualche persona qua e lÃ , chi corre in riva, chi gioca con le racchette da tennisâ¦

<<Buon giorno Xavier.>>



<<Mattiniera oggi.>> Ã sorpreso di vedermi cosÃ¬ presto la mattina. E ha ragione ad esserlo. Di solito sono in ritardo. Ma oggi sono in anticipo di ben unâora.



<<Nottataccia.>> Dico con gli occhiali da sole ancora poggiati sul naso.



<<Capisco.>> Di solito Xavier apre il bar alle sei del mattino. Ci sono sempre i mattinieri oppure qualche turista che arriva qui a quellâorario. Sta spolverando il banco e mentre sistema i bicchieri. Ã molto perfettino a riguardo.



<<Ti rubo un pezzetto di torta al cioccolato.>>

<<Va bene. Lo detrarrÃ² dalla tua paga.>> Mi fa un sorriso.



<<Giusto.>> Affermo. Anche se ci lavoro non vuol dire che la posso mangiare senza pagare. Anche se per una volta potrebbe chiudere un occhio. Ma non sarebbe Xavier altrimenti.



Mangio lâultimo boccone e mi vado a cambiare. Metto la divisa da me tanto âadorataâ e raggiungo il mio capo.



<<Senti, ma non Ã¨ che per caso potresti cambiare divisa?>> Gli propongo mentre guardo la mini gonna di raffia.



<<Non se ne parla proprio.>> Esclama. <<Ã cosÃ¬ bella.>>



<<Si certo tu la fai facile. La tua divisa Ã¨ un costume a pantaloncino fino alle ginocchia che sembri un figlio

dei fiori e una maglia senza maniche. Io devo stare al novanta percento nuda. Ã troppo striminzita.>>

<<Tesoro, questa divisa, come la chiami tu âstriminzitaâ, attira clienti.>>



<<Ma non potresti almeno allungare la gonna oppure farci indossare un pezzo di stoffa di sopra? Al posto di due noci di cocco?>> Mi guardo il seno, poi la mini gonna e infine Xavier.



Mi sta guardando e ride. So che non la cambierÃ  mai. Quando gli piace una cosa Ã¨ molto, molto difficile fargli cambiare idea.



<<Non la cambierai mai vero?>> Gli mostro il faccino triste facendo sporgere il labbro inferiore nella speranza di corromperlo.



<<Ehmâ¦>> Si porta lâindice al mento come per

pensare.



<<Non credo proprio.>> Questa Ã¨ la risposta definitiva che mi porterÃ  a indossare a vita questa divisa.

Mi rassegno al fatto e vado al banco aspettando che arrivi qualche cliente. Nel frattempo poggio i gomiti sul marmo e sui pugni il viso. Mentre guardo le persone che si sono moltiplicate sulla spiaggia, vedo un ammasso di capelli rossi, lisci, con gli occhi marroni che si dirige verso di me.



Ã Naomi. Indossa un tailleur a gonna nero, una camicetta bianca, le scarpe con i tacchi neri in mano e nellâaltra un bigliettino.



Arriva da me con un sorriso smagliante. <<Tieni.>> <<CosâÃ¨?>> Poi penso ai messaggi di ieri notte. <<Non sarÃ  micaâ¦>>



<<Si. Ã il suo numero.>>

<<Ti avevo detto che non lo volevo.>> Mi faccio infastidita. Non lo voglio per davvero quel numero. Anche se in cuor mio vorrei chiamarlo e vederlo. Provare tutte le sensazioni che sento quando mi sfiora. <<Dai Noele, finiscila di fare la bambina. Sei una persona adulta.>>



<<Appunto, Ã¨ perchÃ© sono una persona adulta che non lo voglio.>>



<<PerchÃ© sei cosÃ¬ ostinata?>> Ora il sorriso Ã¨ scomparso. Ã seria, dispiaciuta. PerchÃ© ci tiene tanto che io esca con Cade?



Alzo gli occhi al cielo. <<E va bene lo prendo. Ma non ti garantisco niente.>>



<<Riflettici. Mi sembra un bravo ragazzo.>> Dopo avermi fatto la predica la vedo andare via.



Prendo il numero e vado nel camerino ma mi accorgo che ho dimenticato il cellulare a casa. Evidentemente Ã¨ destino che non devo chiamarlo. Piego il bigliettino e lo metto nella tasca degli shorts.



Mentre servo aperitivi, succhi e torte, il mio sguardo analizza spesso i clienti sperando di vedere una testa ricoperta di capelli neri, un paio di occhi verdi che mi fissano e una bella tartaruga con contorno di âVâ che

attendono di essere accarezzate dalla mia mano.



<<Dovresti chiamarlo e in fretta.>> Una voce femminile parla da sopra il banco mentre sono abbassata per prendere un bicchiere.



Mi alzo e vedo Beverly con in testa una ghirlanda di fiori fuxia che circondano i suoi biondi capelli leggermente mossi. Oddio ma non mi danno pace! <<Ciao anche a te.>> Esclamo. <<Chi dovrei chiamare?>> Faccio la finta tonta.

<<Il bel ragazzone che ti ha chiesto un appuntamento ieri sera al Pub.>>

<<Chi Cade?>>



Mi guarda con i suoi occhi blu. <<Si, Cade. Devi chiamarlo.>>



<<Ho dimenticato il cellulare a casa.>>

<<Ti do il mio.>> Mi porge il suo telefono. <<Non ho ancora il suo numero.>> Mento spudoratamente.



<<Lo so che ce lâhai. Naomi te lâha portato stamattina.>> Certo che si dicono proprio tutto e allâistante.



<<Ce lâho nel camerino.>>



<<Vacci allora.>> Esclama. Non ha staccato lo sguardo dai miei occhi neanche per un attimo. Quasi mi mette a disagio. Sta diventando inquietante.

<<Ora non posso, sto lavorando.>> Questo Ã¨ vero. Anzi verissimo. <<Ho un sacco di clienti che mi chiamano.>> Borbotto.



<<Ok ora vado ma entro stasera chiamalo.>> Mi ammonisce con il dito e va via. Fuori un'altra. Non mi daranno tregua finchÃ© non lo chiamerÃ². Le conosco fin troppo bene. Almeno che non venga lui qui prima di stasera.



Ma visto la penultima chiacchierata mi sa che non verrÃ  a causa del lavoro. âLui salva le personeâ giÃ .

<<Ciao. Mi puoi dare un succo alla pesca per favore?>> Ã Amber. In questo momento Arizona Ã¨ libera, perchÃ© Ã¨ venuta proprio da me? <<Subito.>>



<<Allora, come hai conosciuto Cade?>> Chiede in un colpo secco senza giri di parole. Sembra quasi infastidita dallâaverci visti insieme quella sera in riva.

<<Come scusa?>>

<<Si hai capito bene. Come lo conosci?>>



<<Mi ha aiutata a difendermi da un signore mentre lavoravo.>>



<<Che romantico. Ti avviso. Sta in guardia. Fa cosÃ¬ con tutte, soprattutto quando vuole raggiungere un determinato obiettivo.>> Confessa. Ã abbastanza seria e non so se crederle o meno. PuÃ² essere solamente gelosa.



<<Cosa intendi dire scusa?>> Cerco chiarimenti.

<<Ti ha giÃ  chiesto di uscire una sera di questa vero?>>



<<A te cosa importa?>>Chiedo. Ora quella infastidita sono io.



<<Stammi bene a sentire, Cade non Ã¨ il ragazzo che tu pensi. Non Ã¨ dolce ne romantico. Cerca solamente occasioni di una notte. Non gli piacciono, o meglio, le storie a lungo termine non fanno per lui.



Certe volte ha comportamenti strani che non mi so spiegare. Lascialo in pace.>>



Tutti la stanno guardando. Ha alzato il tono della voce piÃ¹ del dovuto e questo ha attirato lâattenzione. Il vocio che si sentiva in precedenza delle persone che parlavano tra di loro, ora non câÃ¨ piÃ¹. Stanno in silenzio a guardare Amber che mi strilla contro per dirmi chi sia veramente Cade. <<Ã terribilmenteâ¦>> La interrompo. Non si Ã¨ accorta che la stanno fissando tutti, Xavier compreso.



<<Senti non mi importa chi sia o chi non sia veramente

Cade. Dovrei lavorare e ora se non ti spiaceâ¦>> Le faccio

cenno con la mano di andare via. Amber rimane in silenzio.



Posa il bicchiere sul banco in marmo, ancora pieno e

per lâennesima volta, questa Ã¨ la terza ragazza che vedo andare via in una sola mattina. Non voglio pensare al pomeriggio.



Tutto Ã¨ ritornato alla normalitÃ . Xavier mi guarda di tanto in tanto. Ha una faccia confusa. Sicuramente ancora non ha ben capito cosa sia successo veramente. Io invece continuo con il mio lavoro.



A pranzo mangio un panino al volo, con prosciutto e provola poi ritorno a lavorare.



Arrivata alle quattro del pomeriggio la vocina mi assilla. âChiamalo, chiamaloâ e sembra pure infuriata. <<Arizona, mi presteresti il cellulare un attimo? Dovrei fare una chiamata.>>



<<Si certo.>> La seguo nel camerino. Prende il suo telefono dalla tasca posteriore dei jeans poggiato sulla sedia e me lo porge. Aspetto che va via per comporre il numero.



Uno squillo, due squilli. Comincio a tremare. Tre squilli, mi sento in ansia. <<Ciao Cade, sono io, Noele.>> Ho la voce tremante. Non so perchÃ© ma ho paura.



<<Noele, sono felice di sentirti.>> Ha un tono sereno e sorpreso. Forse aveva perso le speranze. Ma comunque sia gli sto



parlando a telefono e mi piace sentire la sua voce.



<<Ieri sera eravamo rimasti che dovevo darti una risposta.>> Mi fermo. Lo sento respirare. <<Si.>>

<<Si che accetti la mia proposta di uscire?>>



<<Si mi piacerebbe uscire con te una di queste sere.>>

Sono sicura che a questâora sta facendo salti di gioia dentro di sÃ©.

<<Va bene per domani alle ventuno? Vengo a prenderti al bar dove lavori.>>



<<Per me va benissimo. A domani allora.>> So che forse me ne pentirÃ² ma Amber mi ha suscitato un enorme curiositÃ . Voglio conoscerlo meglio e capire chi sia veramente.



<<Sono contento che mi hai chiamato. La tua amica ha insistito perchÃ© io le dessi il numero di telefono.>> Sento qualcuno che lo chiama. Una voce femminile. <<Devo andare. A domani allora. Noele.>> Chi era quella ragazza che lo chiamava? PerchÃ© sto provando un senso di gelosia? Ci penso su e restituisco il telefono ad Arizona.



<<A quanto pare ho fatto unâopera di bene. Hai unâespressione abbastanza felice.>> Mi guarda maliziosamente. Cerco di nascondere il piÃ¹ possibile quello che provo in questo momento.



<<Non esagerare. Ã stata una chiamata piuttosto soddisfacente.>> Esclamo. Non voglio farle capire piÃ¹ di tanto.



<<Chi Ã¨ lui?>> Sgrana gli occhi. <<Non sarÃ  mica quel ragazzo che ti ha difesa?>> Ora mi sta facendo unâespressione sorpresa. Credo che oggi darÃ² un titolo alla giornata. âIl giorno delle ragazze invadenti e rompi.â



<<SarÃ  meglio che ritorno a lavorare.>> Oggi Arizona e tutte le mie amiche non le sopporto proprio. Si sono alzate e si sono messe in modalitÃ  ârompiamo lâanima a Noeleâ.



Il resto della giornata passa in fretta e finalmente Ã¨ sera quindi posso fare ritorno nel mio piccolo rifugio.



Ã la sera dellâappuntamento e in mio aiuto sono venute

Naomi e Beverly nel camerino del bar.

Sono le otto e trenta di sera, quindi ho solo mezzâora per

potermi preparare al meglio.



<<Noele cara, i capelli te li lascio sciolti o te li raccolgo in una coda?>> Chiede Naomi.



<<Lasciali sciolti.>> Li preferisco cosÃ¬. Qui di sera la

temperatura si abbassa di qualche grado e visto il vestito che mi ha preparato Beverly direi che sciolti vanno piÃ¹ che bene. Ã un abito di cotone tutto bianco lungo fino a sopra il ginocchio. Ha una scollatura a O-Collo. Senza maniche e una striscia di pizzo a livello dellâombelico.



Lo indosso e Naomi come tocco finale mi ci poggia una corona di fiori bianchi di piccola taglia fatta da Beverly che risalta sui miei capelli castani.



<<Ragazze grazie di tutto.>> Sorrido. <<Per avermi aiutata.>> Non vedo lâora di rivederlo.



<<Figurati Ã¨ solo un piacere per noi renderti piÃ¹ bella possibile.>> Afferma Naomi.



Qualche minuto dopo esco dal camerino e mi dirigo verso lâuscita.



Cade Ã¨ poggiato sotto una palma. Indossa un pantalone bianco e una camicia azzurra con diversi fiori bianchi a mezze maniche, un colletto senza solino e due spacchetti laterali, ma la cosa piÃ¹ bella Ã¨ che la tiene tutta aperta lasciando intravedere gli addominali. Resto senza parole quando lo vedo. Ã tremendamente sexy.

<<Finalmente.>> Sussurra. <<Temevo che non venissi piÃ¹.>> Piega le labbra in un sorriso. Mi prende il braccio per avvicinarmi a lui e la scossa ritorna facendomi diventare rossa in volto.



<<Scusa per il ritardo, ho avuto un contrattempo nel camerino.>> Ogni scusa Ã¨ sempre buona.

<<Spero nulla di grave.>> Mi fa un sorriso e mi guarda dritto agli occhi.



<<No, no, tranquillo.>> Incrocio le braccia per sentirmi piÃ¹

a mio agio. Vorrei tanto domandargli chi era quella ragazza che ho sentito mentre parlavamo per telefono.



<<Sono felice di rivederti, Noele.>> Dice. Ora ha poggiato la mano sulla palma portando il peso del corpo contro di essa.



<<Anchâio.>> Arrossisco in una maniera sconsiderata. Mi inquieta e spero che non lo farÃ  per tutta la durata dellâappuntamento. <<Dove andiamo?>>



<<Tu dove vorresti andare?>> Chiede con voce armonica poggiando il suo sguardo sul mio viso. <<Non so, sei stato tu ad invitarmi non io. Quindi ti lascio il libero arbitrio.>> Gli lancio un celere sguardo. Sta pensando. Alza gli occhi al cielo, porta il peso sulle sue gambe e mi rivolge un seducente, sontuoso e armonico sorriso.



âPerchÃ© proprio a me?â Naomi e Beverly mi stanno guardando dal bar e mi sorridono. ChissÃ  cosa staranno pensando in questo momento.



<<Che ne pensi se intanto andiamo a prendere qualcosa da bere?>>



<<Oâ¦ok andiamo allora.>> Esclamo. Mi poggia una mano sulla spalla opposta alla sua posizione ma con un rapido gesto mi scosto scrollandomi di dosso il suo braccio. Meglio mantenere le distanze. Di fronte a questo gesto Cade rimane in silenzio. Percorriamo la strada in tutta quiete tanto da imbarazzarmi in modo sconfinato.



Si schiarisce la voce con un colpo di tosse, facendomi sobbalzare.



<<Allora, da quando lavori in quel bar?>> Finalmente qualcuno che parla.



<<Da circa un anno>> Prendo una pausa. <<E tu? Da quando fai il vigile del fuoco? Non ti ho mai visto da queste parti.>>



<<Da quando avevo ventidue anni. Mi hanno trasferito

da Honolulu circa un mese fa.>>

Improvvisamente un bambino mi lancia la palla tra le



gambe facendomi perdere lâequilibrio ma la tenuta salda delle braccia di Cade sotto le mie, impediscono di farmi fare una figuraccia che avrei ricordato per anni. <<Ehi, stai piÃ¹ attento la prossima.>>

Grida infuriato Cade contro il bambino.



<<Mi scusi signore, non lâho fatto apposta.>>Dice dispiaciuto il ragazzino.



<<Ora vai prima che te la rompo quella palla.>> Per tutta la durata della ramanzina, Cade mi tiene stretta a sÃ©. Come se avesse salvato un oggetto prezioso dal rompersi.



Poi si gira verso di me e mi guarda fisso con occhi agitati.



<<Tutto bene?>> Chiede preoccupato. Mi sta tenendo ancora stretta, contro il suo fisico marmoreo. Il cuore comincia a battere piÃ¹ forte del solito. Sento il viso arrossire sempre di piÃ¹ e il respiro di Cade che mi riscalda il viso a pochi centimetri dal suo.



Poi si allontana guardando per terra e circonda il suo mento con indice e pollice.



<<Credo che dovremmo andare ora.>>



Mi guarda. <<Seguimi, abbiamo una splendida serata che ci attende.>> Ora Ã¨ ritornato tutto alla normalitÃ .

Ma la mia mente Ã¨ ancora ferma a quando si Ã¨ avvicinato col suo viso al mio e il cuore sta ancora battendo forte, per non parlare della piacevole scossa che mi percorre lungo la schiena.



Camminiamo per altri cinque minuti, immersi nel silenzio piÃ¹ totale, prima di entrare nel Pub dove mi ha proposto di uscire con lui, il Dark Pub.



<<Un Margarita per favore.>> Ordina al barista, poi si volta a guardarmi. <<Tu cosa desideri?>>



<<Un Blue Hawaiian grazie.>> Mi rivolgo al ragazzo che prepara i drink.



Ci sediamo in un tavolo, quello stesso dove Naomi si era

ipnotizzata quando ha visto Alexavier.



<<Alloraâ¦>> Sorride. <<Stavamo parlando di te, prima che ti salvassi da quel moccioso.>>



<<Che io ricordi, Ã¨ di te che stavamo parlando.>>



<<Che memoria>> Esclama. <<Cosa mi avevi chiesto?>>



<<Ecco a voi i drink.>> Ci interrompe il barista, ci serve le ordinazioni, in piÃ¹ ci porta le noccioline.



<<Adoro le noccioline.>>Ringrazio il ragazzo e ne prendo una. <<Mi stavi raccontando che ti avevano trasferito da Honolulu.>>Riprendo il discorso.



<<Si, ricordo.>>

<<PerchÃ©?>> Chiedo curiosa.

<<Ho chiesto il trasferimento.>>



<<Per quale motivo? Se non sono troppo indiscreta.>> Inclino la testa, mentre divoro le noccioline.



<<IncompatibilitÃ  caratteriale con alcune persone.>> Si passa le dita tra i capelli. Ha un che di misterioso. <<Hmâ¦>> Queste noccioline sono davvero buone e la risposta di Cade non mi convince. <<Colleghi?>>

<<Si.>>Taglia corto. Ma anche questa volta la risposta non mi sembra sincera.



<<PerchÃ© quella sera, quando eravamo in riva al mare non hai voluto rispondere alla domanda se sei fidanzato?>>



Mi fulmina con lo sguardo dopo che ha bevuto un sorso del suo drink quasi andato di traverso dopo la mia domanda.



<<PerchÃ© non mi piace parlarne, e anche ora ti dirÃ² di cambiare discorso.>>



<<Ma perchÃ©? Ho accettato il tuo appuntamento, devi una risposta alla mia domanda.>>Affermo. La pazienza sta per finire a riguardo. Voglio sapere perchÃ© non vuole parlarne ne vale della mia incolumitÃ .



<<Noele, per favoreâ¦>>

<<Di me ti puoi fidare, puoi dirmi tutto.>>



<<Si vede che non mi conosci.>> Esclama con un filo di malizia.



Decido di andare in bagno. Questa conversazione sta prendendo una brutta piega. Dopo alcuni minuti ritorno. Ma prima di sedermi sto a guardarlo per alcuni secondi. Ã bello e dannato. Ã seduto e con le dita fa girare il bicchiere, sembra pensieroso. Poi lo raggiungo dalle spalle.



<<Io sono originaria di Honolulu.>>



<<Davvero?>> Lo guardo, Ã¨ sorpreso dalla mia affermazione. Come se la conversazione precedente non fosse mai avvenuta. Ma non posso fare altro che notare la sua bellezza. I suoi occhi verdi e le spalle possenti, vorrei tanto toccarle per vedere quando sono muscolose.



Poi guardo il suo collo, bello e sexy da morire e comincio a

fantasticare a cosa potrei fargli se fosse tutto mio.



<<Ehi Noele?>> Mi passa la mano davanti gli occhi, per portarmi sulla terra ferma.



<<Si scusaâ¦>> Mi schiarisco la voce. <<Fino a un anno fa abitavo a Honolulu con i miei.>>



<<PerchÃ© hai deciso di venire qui?>>



<<Per essere indipendente e poi volevo avverare il mio sogno.>>Affermo, mentre bevo un sorso del mio drink.



<<Quale?>>

<<Cosa?>>



<<Il tuo sogno.>> Cade mi fa distrarre in continuazione, facendomi perdere il filo del discorso. Meglio se non lo guardo piÃ¹ e mi concentro sulle noccioline.



<<Quello di diventare barista.>> Mormoro, dandolo per scontato.



<<E con Naomi, da quando vi conoscete?>>

<<Sin da piccole. Ci facemmo una promessa.>> Sorrido al ricordo. Eravamo sedute sul giardino di casa mia e fantasticavamo sul nostro futuro e in mano avevamo due bicchieri di champagne con dentro del succo alla pesca per brindare, e a un certo punto diventammo entrambe serie. <<Ci siamo promesse che comunque sarebbero andate le cose, dovevamo avverare i nostri sogni, io di lavorare in un

bar e Naomi di fare la segretaria ad un uomo dâaffari affascinante e sexy.>>



<<Alexavier.>>

<<Si e a quanto pare ci Ã¨ riuscita in pieno nel tentativo di avverare il suo sogno.>>



<<Che intendi dire?>> Chiede, ha contorto la mandibola. Ha unâespressione tesa e seria.



<<Che Alexavier Ã¨ un bel uomo dâaffari, affascinante e sexy.>>



Alla mia affermazione digrigna i denti e mi guarda fissa negli occhi. Ã teso. Sembra quasi geloso del suo amico.



<<Credo che sia lâora di andare via.>>

<<Dove?>>

<<Nelle nostre rispettive case.>>

<<Come? PerchÃ©?>>



<<Quante domande? Andiamo e basta.>> Si dirige verso il banco per andare a saldare il conto poi mi raggiunge. Sembra infuriato. Lo noto dagli occhi, sono scuri e privi di luce.



<<Mi spieghi almeno il motivo di questo comportamento?>>



<<Quale comportamento?>> Mi prende il braccio e mi trascina fuori dal Pub.



<<Questo.>>Affermo infastidita.

<<Non hai idea di quello che dici.>>



<<Credo che ti dÃ  fastidio il fatto che io reputi Alexavier un uomo affascinante e sexy.>> Affermo senza pietÃ .



<<Io invece credo che dovresti cominciare a stare in silenzio.>>



Ora capisco le parole di Amber al bar. Ã tremendamente strano.



<<Mia madre e mio padre mi hanno fatto una lingua per parlare e quindi la utilizzo.>>



<<Per i miei gusti Ã¨ una lingua troppo lunga.>>

<<PerchÃ© non accetti la realtÃ  dei fatti? E poi perchÃ© fai cosÃ¬? Non siamo mica fidanzati.>> A questa frase Cade mi sbatte contro il muro, con una mano sul mio fianco e con lâaltra affonda le dita dentro i miei capelli e con il pollice sulla guancia. Mi guarda dentro gli occhi. Io rimango immobile, sono incastrata tra il muro e il suo possente corpo, sento il suo profumo e il respiro affannoso.



<<Odio la parola fidanzata.>> Ã calmo allâapparenza ma dentro di sÃ© non credo proprio.



<<PerchÃ©?>>

<<Non posso.>>Scuote la testa.



Gli guardo le labbra, sono carnose ed emanano un enorme desiderio di essere baciate.




4



Ho una tremenda voglia di baciarlo e sentire quella inebriante scossa percorrermi tutto il corpo per lâeternitÃ .

Ha poggiato la mano sul muro e lâaltra sul mio fondo schiena, avvicinandomi sempre di piÃ¹ a lui. Comincio a non capire la situazione. Mi sfiora le labbra con le sue. Sembra agitato e non so il perchÃ©. Mi guarda con occhi pieni di smania ma qualcosa lo trattiene.

<<Noe senti, non credo sia una buona idea.>>

<<Cosa?>>

<<Tutto questo.>>

<<PerchÃ© no?>> Borbotto. Entrambi bramiamo dal desiderio di baciare lâun lâaltro, ma non muoviamo un passo.

<<Sei una ragazza umile, dolce e gentile. Meriti di meglio.>> Sussurra dolcemente. Poi allenta la presa e si allontana guardandomi negli occhi. <<Ti prego, va via.>> Drizza il braccio per farmi capire di allontanarmi da lui. Riesco a percepire la sua frustrazione. Ora capisco i comportamenti strani di Cade di cui mi parlava Amber.

<<Maâ¦>> Mi poggia una sua calda mano sulla bocca per farmi stare zitta. Sta tremando ed Ã¨ caldo. <<Per favoreâ¦>> Con la testa mi fa cenno di andare via.

Dopo essersi assicurato che non emettessi una parola, toglie la mano e mi lascia andare via.

Mi volto verso di lui e lo vedo poggiato sul muretto con la mano sulla faccia.

Vorrei tanto andare da lui ma preferisco non farlo, vorrÃ

stare da solo. PerchÃ© Ã¨ cosÃ¬ evasivo? Decido di andare via, immersa in una voragine di delusione. Come potevo illudermi di un appuntamento romantico? Dâaltronde Amber mi ha avvisata. Cade non Ã¨ un tipo romantico e dovevo darle ascolto. Tutti i bei ragazzi o sono stronzi oppure come Cade hanno delle frustrazioni che si portano dentro. <<Grazie per il drink.>>Sussurro mentre mi allontano.

<<Mi dispiaceâ¦>>

<<Per cosa?>> PerchÃ© non finisce mai le frasi? Forse in cuor suo non vuole lasciarmi andare. Ma la sua frustrazione lo spinge a mandarmi via.<<Per averti illusa.>>Ha unâespressione addolorata. Rimane immobile, distante da me, poggiato su quel muretto a guardarmi.

<<Confidavo fossi diverso dagli altri ragazzi del tuo calibro. Ma mi sbagliavo.>>

<<Noeleâ¦>>

<<Spero di non rivederti mai piÃ¹, Cade.>> Non fa niente per fermarmi. Imperterrito rimane fermo. Colma di dolore gli do le spalle e vado via.

Una volta arrivata a casa, una lacrima di sofferenza mi percorre lungo il viso. âChe illusaâ come potevo pensare che fosse diverso. Non dovevo accettare questo stupido appuntamento. Lo sapevo che sarei finita a soffrire. âMaledizione Naomi! PerchÃ© ti ho dato ascolto?â

Lo sapevo. Mi butto sul divano a peso morto e prendo il cellulare in mano, cerco il numero di Cade e sono tentata a pigiare il tasto âchiamaâ, ma una forza interiore mi impedisce di farlo.

Nonostante non voglio piÃ¹ vederlo, non ho il coraggio di ammetterlo. In tutta la mia vita non ho mai sofferto per un ragazzo, tranne che con il mio ex fidanzato, Oliver Brown, che mi ha solamente usata e tolto la verginitÃ  mentre ero

pienamente ubriaca.

Sebbene penso che i ragazzi siano tutti uguali, credo, che Cade abbia qualcosa di diverso degli altri. Fino a pochi anni fa i ragazzi mi prendevano tutti in giro, portavo lâapparecchio ai denti, spesso mi capitava di inciampare nelle scale. Ero lo zimbello della scuola.

Ma ora Ã¨ diverso. Con Cade mi sento unâaltra persona. Poggio il telefono sul tavolino di marmo grigio chiaro di fronte il divano, mi alzo e vado a bere un succo alla pesca. âSi farÃ  sentireâ mi sussurra la vocina, ma ha un tempismo pessimo.

Anche se la mia testa mi suggerisce di dirgli addio una volta per tutte, qualcosa la contrasta.

Dâun tratto sento suonare alla porta. Con il cuore in gola, mi dirigo verso la stessa, sperando sia la persona che desidero, prima di aprire faccio un sospiro, il cuore salta un battito, metto una mano sul petto e apro. <<Noe, come stai?>> Naomi entra spalancando la porta per entrare.

âO mio Dio, lei noâ.

<<Cosa ci fai qui?>> Chiedo perplessa. PerchÃ© Ã¨ preoccupata del mio stato dâanimo?

<<Ho saputo quello che Ã¨ accaduto con Cade.>> Giusto, lei sa sempre tutto.

<<Non so di cosa tu stia parlando.>>

<<Non mentire, so tutto.>> Afferma. Ã un detective mancato.

<<Chi te lâha detto?>> Insomma saranno passati trenta minuti da quando ho lasciato Cade a deprimersi da solo.

<<Alexavier. Dopo che te ne sei andata Cade lo ha chiamato.>>

<<Bene, a quanto pare non sa stare neanche zitto.>> Esclamo acida.

<<Che vuoi dire? Che ha fatto oltre quello che non so?>>

Sgrana gli occhi pieni di odio nei confronti di Cade, Ã¨ preoccupata.

<<Non temere. Non mi ha fatto del male, se Ã¨ questo che vuoi sapere.>>

<<Alex mi ha detto che Cade era turbato al telefono e mi ha consigliato di chiamarti immediatamente, ma ho preferito parlarti di presenza e vedere come stavi. Cosa Ã¨ successo di preciso?>> Si siede al mio fianco sul divano, mi poggia il suo esile braccio sulla spalla e mi scruta con sguardo da sorella. Ho un fratello, piÃ¹ grande di me, Roy, che non sento quasi mai, vive in Russia perchÃ© sua moglie, Irina Sokolov, Ã¨ di San Pietroburgo e Naomi sostituisce la sorella che non ho mai avuto.

<<Stavamo bevendo un drink e parlavamo dei sogni che ci siamo promesse di mantenere. Quando ho detto che hai avverato il tuo di sogno ha cambiato immediatamente espressione e umore.>>

<<Cosa gli hai detto?>>

<<Che Alexavier Ã¨ un uomo dâaffari affascinante e sexy.>> Racconto. Ho quasi paura della reazione di Naomi.

Quando ha un fidanzato non vuole che gli si facciano complimenti. Ã tremendamente gelosa e possessiva.

Proprio come me.

<<Sai che questa Ã¨ gelosia?>> Afferma, con tono di una donna saggia che sa e comprende tutto.

<<So solo che dopo questa sera, non ho piÃ¹ voglia di vederlo. Mi ha fatto soffrire abbastanza.>> Sono tremendamente amareggiata. Mi asciugo la lacrima che sta per scendere prima che Naomi se ne accorga. Non voglio che capisca che soffro per quel farabutto. <<Scusa.>>Dice con tono mortificato. Porta lo sguardo per terra.

<<Per cosa?>>

<<Per aver insistito nel farti uscire con lui.>> Ã avvilita.

Riconosce sempre quando ha fatto qualcosa di cui si Ã¨ pentita e questa Ã¨ una di quelle volte.

<<Non devi sentirti in colpa. Potevo anche non chiamarlo.>> Rispondo in tutta sinceritÃ . Non voglio che stia male per una cosa che non ha commesso.

<<Si ma io ho insistito.>>

<<E io ho avuto il libero arbitrio. Quindi la colpa Ã¨ mia.>> Faccio un sospiro. <<Voglio solamente andare a dormire in questo momento.>> Taglio corto.

<<Vuoi che rimanga?>>

<<No tranquilla, puoi andare. Sto bene.>> Le faccio un enorme sorriso per ingannare lâapparenza. <<So che quel sorriso Ã¨ finto come lâesistenza di Sherlock Holmes.>>

Gli occhi mi tradiscono in continuazione e mentire a Naomi Ã¨ impossibile.

<<Davvero, puoi andare. Sto bene.>>

<<Dâaccordo. Ma se hai bisogno chiamami.>> Mi sorride ed esce dalla porta. <<Notte.>>

<<Anche a te e grazie per essere venuta.>> Mi guarda con fare amorevole, poi gira i tacchi e va via. Quando chiudo la porta mi poggio contro e mi soffermo a pensare. PerchÃ© non puÃ² farlo? PerchÃ© preferisce unâavventura di una notte al posto di una storia seria? âUna fidanzataâ.

Decido di ricompormi e andare a dormire lasciandomi sprofondare in un lungo sonno.

Anche stavolta sogno di essere intrappolata in un incendio, non capisco dove mi trovo. Intravedo Cade fissarmi.

Indossa un paio di stivali in caucciÃ¹ neri, un sovrapantalone tenuto da bretelle, un giaccone nero e un elmo con sopra una lampada. Sulla placca dellâelmo câÃ¨ scritto Fire Department City of Hilo e sotto Cade Evans, non indossa una maglia, quindi non posso che notare gli addominali scolpiti, scuriti dalla cenere e lucidi per il calore emanato

dal fuoco.

Lo chiamo ma sono priva di voce e non fa nulla per salvarmi. Mi ha lasciata tra le fiamme e dopo essere svenuta mi sveglio dallâincubo gridando il suo nome.

Ho un respiro affannoso e sono immersa nel sudore quindi decido di fare una lunga doccia fredda visto che sono ancora le otto del mattino.

Ã lunedÃ¬ e il mio turno Ã¨ appena finito. Sono le nove di sera e decido di chiamare Naomi. <<Ciao, sei impegnata stasera?>>

<<Ehi, sono con Alex ma possiamo raggiungerti, dove sei?>> Afferma.

<<Al bar. No tranquilla, ne approfitterÃ² per sistemare un poâ casa, Ã¨ un casino.>> Cerco di coprire la mia frustrazione il piÃ¹ possibile. Ho bisogno di svagarmi un poâ dopo lâaccaduto con Cade.

<<Va bene tesoro, per qualunque cosa non esitare a chiamarmi.>> Ormai Naomi e Alexavier fanno coppia fissa. Sono davvero felice per loro.

<<Tranquilla e divertiti. A presto.>> Riattacco. Beverly Ã¨ a New York con il suo ormai fidanzato, Dakota, perchÃ© i genitori di lui vogliono conoscere la ragazza del loro adorato figlio. Tutte e due le mie ragazze hanno un âFIDANZATOâ tranne io, unica e sola a essere sfigata con i ragazzi. Ormai sono cinque giorni che non vedo e non ho notizie di Cade. Non so niente e non voglio saperne altrettanto. Questo fine settimana ho deciso di non andare dai miei e rimanere a casa a deprimermi per un ragazzo che neanche mi desidera lontanamente. Ho detto ai miei che devo lavorare e mi hanno creduto sulla parola. Mi dispiace mentirgli, ma proprio non me la sento.

Mentre mi dirigo verso la mia umile dimora, a metÃ  strada decido di ritornare in spiaggia. âAl diavolo tuttoâ penso. Stasera mi divertirÃ², anche se sarÃ² da sola.

<<Xavier un Blue Hawaiian per favore.>> Il mio capo fa unâespressione alla âti sei bevuta il cervello?â Onestamente da come ho ordinato sembro ubriaca ancora prima di cominciare a bere.

<<Ne sei sicura?>>

<<Si, sicurissima.>> Batto il cinque al marmo e sorrido.

CâÃ¨ un gran rumore, la musica Ã¨ mescolata con il vocio per non dire dal frastuono delle persone che si gridano a vicenda per sentirsi.

<<CosâÃ¨ successo?>> Chiede Xavier con tono di voce elevato.

<<Niente, stasera ho deciso di staccare la spina e divertirmi.>>

<<Sei in compagnia?>> Mi porge il drink.

<<No, sono sola soletta e voglio restarci per tutta la serata.>> Entrambi parliamo ad alta voce per sentirci. Xavier Ã¨ preoccupato per me. Lo vedo dallâespressione del suo viso.

<<Ti consiglio di ritornare a casa.>> Anche lui Ã¨ uno degli uomini protettivi nei miei confronti.

<<Non ci penso proprio.>> Bevo il primo sorso. Faccio un verso di apprezzamento. Xavier Ã¨ il migliore di tutta Hilo a preparare il Blue Hawaiian.

<<Non Ã¨ prudente stare da sola a questâora della sera.>>

<<PerchÃ©?>> Bevo il secondo sorso.

<<PerchÃ© sono una ragazza?>>Chiedo irritata.

<<Mi preoccupo solamente per te. Ci saranno un sacco di ragazzi ubriachi pronti a farti del male. Non voglio che ti accada nulla del genere.>>

<<Grazie per lâinteressamento ma so badare a me

stessa.>> Affermo.

<<Ciao Noe, ma il tuo turno non Ã¨ finito da un poâ?>> Chiede Arizona, sorpresa nel vedermi.

<<Si certo, ma stasera voglio concedermi un poâ di relax.>>

<<Sei strana.>> Mi scruta in viso.

<<PerchÃ©? Cosa câÃ¨ che non va?>>

<<Sei diversa. CâÃ¨ qualche problema?>> Chiede con espressione preoccupata.

<<No, va tutto meravigliosamente bene.>> Ma

perchÃ© stasera sono tutti preoccupati per me? Poggio il bicchiere e mi intrufolo nella folla che balla a ritmo di musica, rock, houseâ¦non capisco che

genere sia. Mi sento stordita e le persone intorno a me girano come trottole sulla sabbia fredda della spiaggia. Comincio a muovermi imitando la ragazza che ho davanti.

Dopo qualche minuto di ballo senza senso decido di andarmi a sedere nella battigia facendo sfiorare le dita dei piedi dallâacqua. Mi giro verso il bar e noto Xavier che mi guarda con occhi infuriati per il mio comportamento.

Cerco di non pensarci e mi giro verso lâoceano. Guardo intensamente il mare che mi invita ad entrare, Ã¨ sereno e tiepido. Per fortuna indosso il costume, Ã¨ fuxia, il mio preferito, a due pezzi.

Entro con il piede e un brivido mi percorre lungo tutto il corpo. Pian piano mi immergo fino al collo dando le spalle alla spiaggia. Sin da piccola ho sempre avuto il terrore di entrare in acqua di notte per paura che qualche pesce mi mordesse e io non posso vederlo in tempo per fuggire

impedendo tutto ciÃ². Ma questa sera non ho paura di niente,

sono tranquilla, tra le braccia del mare ad ascoltare la

musica assordante alle mie spalle.

<<Noele, esci fuori dallâacqua.>> Una voce conosciuta e

abbastanza dispotica mi grida alle spalle.

Mi volto e vedo Xavier.

<<Che diavolo vuoi?>> Chiedo infastidita per aver interrotto la mia tranquillitÃ .

<<Se non esci immediatamente da lÃ¬, ti tiro fuori per le orecchie.>> Dal tono posso dedurre che sia leggermente infuriato.

<<Non ci penso proprio. Tu torna a lavorare, da qui noto che ci sono un sacco di clienti che attendono di essere serviti dal miglior barista di tutta Hilo.>> Affermo.

<<Fai come ti pareâ¦>> Mi fa cenno con la mano di essersi stufato di correre dietro ad una bambina. Non posso dargli torto. Sto davvero esagerando ma rimango comunque immersa.

Dopo due minuti sento dietro di me una mano che si posa sul mio fianco, lâaltra sul basso ventre e sbatto contro un petto possente.

<<Che ne dici se ci divertiamo un poâ? Mi piacciono le tipe toste come te.>> Mi volto con il battito del cuore che aumenta sempre di piÃ¹ dalla paura e vedo un ragazzo da me sconosciuto, alto, magro, con i capelli biondi e occhi castani.

<<Toglimi immediatamente le mani di dosso.>> Grido, allontanandomi da lui per quanto difficile sia.

Fare movimenti veloci in acqua Ã¨ quasi impossibile. Ma non riesco nel mio intento.

<<Sei cosÃ¬ carina eâ¦>> Ã ubriaco e tenta di slacciarmi il top ma lo allontano con una spinta. Cerco di scappare dirigendomi verso la battigia ma mi prende la mano e mi trascina indietro.

<<Smettilaâ¦Aiutoâ¦>> Grido con tutta la voce che posso

utilizzare, ma la musica impedisce di farmi sentire dagli altri.

<<Sta zitta.>> Ora Ã¨ abbastanza nervoso. Per evitare che mi veda qualcuno mi immerge

completamente sottâacqua per qualche secondo, mi sento soffocare, perdo il senso dellâorientamento. Dopo qualche secondo mi prende per i capelli facendomi riemergere solamente la testa. Cerco con tutte le forze che mi rimangono di liberarmi dalla presa ma non ci riesco.

<<Non aver pauraâ¦>> Puzza di alcol. Mi guarda con occhi infuocati. <<Voglio solo divertirmi.>>

<<Va al diavoloâ¦>> Cerco di infilzare le unghie nella sua mano per lasciarmi andare i capelli ma mi blocca prima del tempo.

<<Cosa volevi fare?>> Chiede infuriato.

<<Lasciami andareâ¦>> Lo guardo priva di forze. <<Per favore.>> Lo supplico. Fa una risata e mi immerge nuovamente sottâacqua. Ingoio piÃ¹ acqua del dovuto. Non posso piÃ¹ trattenere il respiro. Sento solamente il battito del mio cuore divenire sempre piÃ¹ debole. Non riesco a capire piÃ¹ nulla, percepisco che il ragazzo mi tira la testa fuori

dallâacqua e mi porta a peso morto sulle sue spalle verso la spiaggia.

<<Ragazza, svegliati su.>> Ã in preda al panico, lo sento dal tono della voce. Mi da schiaffi sul viso ma non faccio nulla per riprendermi, non ho le forze. Sono coricata sulla sabbia e lâunica cosa che desidero in questo momento, anche se mi contraddico Ã¨ Cade. <<Noele.>> Una voce calda e delicata ma preoccupata grida il mio nome. <<Che diavolo le hai fatto?>>

Apro leggermente gli occhi e lo intravedo. <<Cadeâ¦>> Sussurro. Mi sento stanca, voglio solo dormire.

<<Allontanati immediatamente da lei.>> âOra lo prende a pugniâ penso.

<<Non le ho fatto niente. Anzi! Lâho vista che chiamava

aiuto e sono entrato in acqua per soccorrerla.>> Ma che attore! Sa mentire perfettamente.

<<Noele, non dormire, sta sveglia. Resta con me.>> Mi sussurra allâorecchio, dopo avermi presa tre le sue braccia. <<Ti porto al sicuro.>>

<<No, voglio rimanere qui.>> Dico con un filo di voce.

<<Ma che diamine Noe.>>Esclama infuriato.

<<Volevi ucciderti?>>

âPerchÃ© ti importa di cosa volevo fare? Non ti importa nulla di me o di come mi hai fatto sentire in questi giorniâ penso e vorrei tanto dirglielo ma non ho il coraggio.

<<Sta zitto! Ho mal di testa.>>

âCome faceva a sapere dove mi trovavo se non ci sentiamo da cinque, lunghi, interminabili, infiniti e stramaledetti giorni?â Mi chiedo lecitamente. Mi stringe a sÃ© e mi dÃ  piccoli schiaffi per impedirmi di dormire. Ha un profumo sexy e un collo da torturare di baci. In questo momento non riesco a pensare a tutto il dolore che mi ha fatto provare ma solo aâ¦non posso dirlo. Non riesco a dirlo.

Ora che mi sento al sicuro posso sprofondare nel sonno.

<<Noâ¦Noe non addormentarti, resta con me, fammi compagnia.>> Mi strattona. <<Forza.>>Esclama preoccupato.

Mi fa sedere poggiandomi le spalle sul suo petto. Poi guarda il ragazzo che vorrebbe mollargli un gancio destro. Tra di loro maschi si capiscono e Cade non se lâÃ¨ bevuta la versione del ragazzo. <<Ti conviene scappare finchÃ© sei in tempo. Oggi non sono di buon umore.>>Ringhia al ragazzo, con tono minaccioso. <<Le ho detto la veritÃ .>> âBugiardoâ sussurra la vocina.

<<Ti ho detto di andare via. Ovunque ti trovi, io verrÃ² a prenderti e ti farÃ² pentire di quello che le hai fatto.>>

Intravedo il ragazzo scomparire tra la folla. Cade mi

strattona nuovamente. Cerco di resistere il piÃ¹ a lungo possibile ma un senso di pesantezza mi invade tutto il corpo facendomi svenire.

<<Ma che diamine ci faceva immersa nellâacqua a quellâora della sera?>> Sento la voce di Cade, ancora preoccupato. Non so che ore sono e nemmeno dove mi trovo perchÃ© non riesco ad aprire gli occhi. Sono bloccata. Come se il mio corpo fosse ancora addormentato, la tipica paralisi nel sonno.

<<Senti, Cade. Ti consiglio di andartene prima che ti prenda a calci.>>

<<Non posso andare via, questa Ã¨ casa mia. Poi so che idea ti sei fatta su di me, maâ¦>> Naomi lo interrompe. La sua voce Ã¨ inconfondibile. <<Maâ¦ niente. Le hai fatto solamente del male da quando lâhai conosciuta. Dopo che decidesti di cacciarla quella sera, ha passato i cinque peggiori giorni della sua vita. Non Ã¨ neanche andata a trovare i suoi che Ã¨ solita andare a vedere il fine settimana. Sta da schifo e questo Ã¨ solamente per causa tua.>>Naomi quando Ã¨ infuriata fa davvero paura. Ã molto protettiva nei miei confronti. Come Xavier. Maledizione Xavier, sicuramente mi attenderÃ  una bella ramanzina da parte sua. Dâaltronde mi aveva avvisata.

<<Lo so. Non era mia intenzione farla soffrire. Ma

Noele mi ha colto alla sprovvista.>>

<<Che intendi dire?>>

<<Intento dire che Ã¨ una ragazza splendida, gentile, fragileâ¦>> Gli sento fare un sospiro. <<Per il mio stile di vita, per il mio carattere Ã¨ meglio che gli stia alla larga.>> Ã avvilito. Deluso per quello che ha causato.

<<E perchÃ© non lo fai?>>

<<Ci ho provato.>> Esclama. <<Ma non riesco a dimenticarla, a starle lontano.>> Fa una pausa. <<Senti tu va pure a lavorare, Alex ti sta aspettando, ci sto io con Noele.>>

<<Non ci penso proprio a lasciarti da solo con lei.>> Borbotta.

<<Fidati almeno per una volta. Se le farÃ² nuovamente del male ti autorizzo a prendermi a calci.>> Ã serio. Sembra unâaltra persona.

<<Ti prendo sulla parola.>> Sento una porta aprirsi per poi chiudersi e infine dei passi avvicinarsi a me.

Finalmente riesco ad aprire gli occhi e a muovermi. Vedo Cade seduto al mio fianco con le dita delle mani incrociate e lo sguardo fisso per terra.

Mi guardo intorno, Ã¨ una modesta stanza, accogliente, con tre pareti grigie e una rossa. âDove diavolo sono?â Mi chiedo.

Il letto Ã¨ matrimoniale, comodo, ma solo se si staâ abbastanza ai lati, in centro Ã¨ leggermente sformato. Le lenzuola sono grigie, in raso. Faccio un sospiro e vengo invasa dal suo profumo.

Poso la mano sul suo braccio per attirare la sua attenzione. Si gira di scatto. <<Noe, finalmente.>> Esclama sollevato, ma in contemporanea sembra arrabbiato. <<Che diamine volevi fare ieri sera?>> Chiede con un tono di voce piÃ¹ alto del solito.

<<Un bagno. Ma poi quel orrendo ragazzo volevaâ¦>> Mi fermo.

<<Voleva cosa?>> Socchiude gli occhi per capire. <<Volevaâ¦>> Una lacrima percorre il mio viso.

<<Lo sapevo. Ti giuro che lo andrÃ² a cercare e gli farÃ² pentire di essere nato.>>

<<No Cade, tu non sei cosÃ¬.>>

<<Mi dispiaceâ¦>> Porta nuovamente lo sguardo sul pavimento.

<<Per cosa?>>

<<Per averti fatto soffrire.>>

<<Dovevo aspettarmi un atteggiamento simile da parte tua.>> Affermo avvilita. Il dolore che mi ha torturato in questi cinque infiniti giorni ritorna a straziare il mio cuore con la differenza che il motivo Ã¨ al mio fianco.

<<Scusaâ¦>> Mi stringe la mano. <<Davvero.>>

<<Dove mi trovo?>> Chiedo confusa.

<<Nel mio appartamento.>> Mi guarda.

<<Come hai fatto a trovarmi ieri sera?>>

<<Volevo parlarti, cosÃ¬ sono andato al bar, Xavier mi ha detto che eri in acqua e ti comportavi in modo strano.>>

<<Ah.>> Mi limito nel rispondere.

<<CosÃ¬ quando mi sono avvicinato alla battigia, in acqua non câera nessuno ma poi ho notato un gruppo di persone che formavano un cerchio. Mi sono avvicinato e ti ho vista. Eri tra le braccia di quelâ¦>> Fa un sospiro. <<Lâho fatto

immediatamente allontanare. Poi hai sussurrato il mio nome e dopo un poâ sei svenuta.>>

<<Grazie.>> Sorrido. Non mi sono dimenticata della sua bellezza ma oggi Ã¨ davvero affascinante. Indossa un paio di jeans chiari e una maglia a mezze maniche grigia.

<<Per cosa? Fin ora ti ho fatto solamente del male.>>

<<Non Ã¨ vero. Mi hai salvata.>> Sussurro. Per quanto abbia sofferto non mi piace vederlo avvilito per quello che mi ha fatto. Non so perchÃ© ma non riesco a essere arrabbiata con lui.

Mi metto seduta e noto che indosso una camicia, la stessa che indossava la sera del nostro primo appuntamento. Cade segue il mio sguardo.

<<Tranquilla, ti ha cambiata Naomi. Non mi avrebbe mai permesso di vederti completamente nuda. Ã molto protettiva nei tuoi confronti. Sei molto fortunata ad avere unâamica cosÃ¬.>> Afferma. Ha uno sguardo come se mi volesse dire qualcosa a riguardo. Qualcosa del suo passato che lo fa ancora soffrire.

<<Che intendi dire?>>

<<Lascia stare, nulla di importante.>>

<<Cade, di me ti puoi fidare. Puoi dirmi tutto.>>

<<Non Ã¨ mia abitudine confidarmi, soprattutto con le ragazze.>> Afferma. Fa un sorriso pieno di delusione.

<<Non sono come le altre, Cade.>>

<<Lo so e per questo non voglio che mi stai vicina. So che prima o poi finirÃ² per farti soffrire nuovamente.>> Si passa una mano fra i capelli. <<Se solo ti fosse successo qualcosa, ioâ¦>>

Mi metto di fronte il suo viso e lo guardo negli occhi, sono meravigliosamente verdi.

Mi guarda, Ã¨ serio piÃ¹ che mai. Mi ricorda la fine del nostro primo appuntamento. âOra mi caccerÃ  fuori casa suaâ penso. Ma quando sto per scendere dal letto mi gira tutto e sto quasi per cadere. Per fortuna Cade mi prende al volo facendomi atterrare tra le sue braccia.




5



Rimango in silenzio, cerco di fare mente locale e ricordare cosa Ã¨ successo ieri. Ma lâultima cosa che rammento Ã¨ Cade, alle mie spalle, sulla battigia. Ora che sono nuovamente coricata, il tetto gira di meno. Cade in silenzio esce dalla stanza scomparendo con passo felino, con il suo corpo perfetto.

Dopo qualche minuto ritorna con in mano un bicchiere dâacqua e lâaltra chiusa in un pugno. Solo ora noto che Ã¨ scalzo, per questo non sentivo i suoi passi. Ã bello da morire. Faccio un sospiro mentre lo guardo. Alla fine della manica della maglia, scorgo dei bicipiti possenti e allâimprovviso penso a quando, ieri, ero tra le sue braccia.

Chiudo gli occhi per aver una visuale migliore del mio pensiero e mentre lo faccio tra le labbra mi spunta un sorriso. Il cuore comincia a battere forte. Ma i miei pensieri vengono soppressi dalla sua voce. <<Cosa câÃ¨ da ridere?>> Chiede. Apro gli occhi di scatto e lo vedo, lÃ¬, di fronte a me, in piedi che mi fissa. <<Nâ¦niente.>> Gli rivolgo un sorriso imbarazzato.

<<Tieni.>> Mi porge con fare gentile quello che teneva in mano. <<Ti sentirai meglio.>> Mi sembra ancora arrabbiato.

<<CosâÃ¨?>> Chiedo prima di aprirlo.

<<Un cioccolatino.>>

<<Grazie.>> Lo mangio e bevo un sorso dâacqua. <<PerchÃ© questo?>> Gli indico la carta rossa del cioccolato.

<<Hai bisogno di un poâ di zuccheri, cosÃ¬â¦>> Scruto attentamente il suo viso. Ã teso ma preferisco non approfondire. Non voglio discutere. Almeno non per ora.

<<Ma non vai a lavorare?>> Non mi piace lâidea, per quando dolce sia da parte sua, che non ci vada solamente per farmi da guardia.

<<Ho il turno di notte.>> Torna a sedersi, ma stavolta sulla poltrona di camoscio grigia, accanto il letto.

Mi sento una stupida e a disagio.

<<Capisco. Io dovrei andare a lavorare. Xavier sarÃ  su tutte le furie a questâora.>> Dâun tratto nella mia mente ritorna lâimmagine del mio capo che cerca di farmi uscire dallâacqua e io che lo mando via. âO mio

Dio. Quando ritornerÃ² mi ucciderÃ â penso. Devo andare al bar e scusarmi immediatamente con Xavier. Stavolta lâho combinata grossa.

<<Tu non vai da nessuna parte.>> Alza il viso di scatto che in precedenza era poggiato sui pugni.

<<Tu non sei nessuno per vietarmi di non andare a lavorare.>> Rispondo senza rifletterci sopra.

<<Ho una promessa da mantenere.>> Mi guarda. <<Sai? Non ci tengo a farmi prendere a calci dalla tua amica.>>

<<Fai bene a dare peso alle parole di Naomi.>>

<<Ho avuto la spiacevole occasione di capirlo da me.>>

Si avvicina, adagiandosi al mio fianco. Decido di sedermi per stargli piÃ¹ vicina.

Emana calore e il mio cuore batte allâimpazzata. Mi sfiora la guancia con i polpastrelli. Chiudo gli occhi e una scossa parte dal fondo schiena percorrendo tutta la colonna vertebrale. Mi mancava questa sensazione.

<<PerchÃ© mi hai portata nel tuo appartamento?>> Meglio mantenere le distanze. Per ora. Solo quando mi sfiora, la mia mente vaga nei pensieri piÃ¹ profondi.

<<PerchÃ© casa mia era la piÃ¹ vicina, per Naomi.>> Risponde dâun fiato.

<<E Naomi ti ha seguito, giusto?>> La mia mente si Ã¨

chiusa. Non riesco a pensare ma solo a fare domande. Questo ragazzo mi manda in tilt il cervello ogni qualvolta mi sfiora o mi guarda a distanza ravvicinata. <<Ieri, Naomi si Ã¨ preoccupata dal tono di voce che avevi per telefono allora con Alex sono andati al bar e quando hanno visto la folla di persone si sono precipitati dovâeri e... Lascio a te lâimmaginazione. Poi Alex stamane Ã¨ andato a lavorare e Naomi ha preferito rimanere un altro poâ. Non per controllare te, maâ¦>> Fa un sorriso. <<Me. Non si fida.>> Fa unâespressione dispiaciuta. <<Lâhai voluto tu.>>

Abbassa la testa, come se fosse mortificato. Forse lo Ã¨ veramente ma doveva pensarci prima.

<<Dove sono i miei vestiti?>> Guardo la camicia che indosso poi Cade. Li rivoglio. Voglio indossare i miei di vestiti.

<<Sono ad asciugare. Ieri mentre facevi lâincosciente li hai lasciati sulla battigia e si sono bagnati.>>

âGiÃ , davvero incoscienteâ sussurra la mia vocina. Come dargli torto. <<Scusa se ieri mi sono comportataâ¦in quel modo.>>

<<Ã stata una delle sere piÃ¹ brutte della mia vita.>> Si strizza gli occhi con le dita.

Non riuscirÃ² mai a ringraziarlo del tutto per avermi allontanato da quellâorrendo ragazzo che voleva fare di me ciÃ² che era sua intenzione. Non voglio pensarci. <<Per fortuna ti ho raggiunta in tempo. Non so cosa ti avrebbe fatto quelâ¦>> Non riesce a terminare la frase. Ha unâespressione cupa. Infuriata. Torva.

<<Ehiâ¦>> Gli prendo il viso tra mani. Ha il fuoco negli occhi. <<Non preoccuparti.

Sono qui adesso.>> Per fortuna dopo la mia risposta, un sorriso gli invade le labbra. Perfette piÃ¹ che mai.

<<Non voglio che ti arrabbi.>>

<<Ti sembro per caso furibondo?>>

<<Si.>>

<<Nessuno deve farti del male, neanche col pensiero.>> Fa un sospiro profondo.

âNessuno certo!â Penso. âNessuno tranne teâ.

<<Ti ho sentito stamattina, mentre parlavi con Naomi.>>

<<Non volevo che andasse cosÃ¬.>> Sussurra, stringendosi nelle spalle.

<<CosÃ¬ come?>> Porto la testa di lato.

<<Non mi aspettavo fossi tuâ¦>> Si passa una mano sul viso. <<Intendo dire cheâ¦Senti Noele quello che ho detto oggi a Naomi Ã¨ tutto vero. Mi conosco perfettamente e non voglio piÃ¹ farti soffrire. Quindiâ¦>> Fa un sospiro.

<<Quindi cosa?>> Ho gli occhi lucidi, il cuore batte sempre piÃ¹ veloce, dentro il mio petto. Non voglio sentire quello che sta per dirmi.

<<Niente Noeâ¦Niente.>> Si alza ed esce fuori dalla stanza. Non so a fare cosa. Mr. Calore Umano si Ã¨ allontanato e dei brividi mi percorrono lungo tutto il corpo. Quando i miei occhi si posano su di lui, il mio corpo prova una smania che non ha mai provato in vita sua.

Ora che lo conosco sempre di piÃ¹, Cade ha un qualcosa che non ho mai visto, provatoâ¦con altri ragazzi. Mi toglie il respiro ogni qualvolta si avvicina a me. âForse lâaccaduto di ieri Ã¨ stato un beneâ penso. A questâora non sarei sul suo letto, dentro una camicia che emana il suo profumo. Ã innegabile che abbia una sfaccettatura di sÃ© che lo tormenta. Prima mi invita ad uscire, poi mi supplica di andare via e mi dice che ânon puÃ² farloâ e poi ancora mi salva da un pazzo violentatore e mi porta a casa sua.

âMi salvaâ sussurro nella mia mente e un sorriso che parte da un orecchio e termina nellâaltro mi spunta e quasi mi Ã¨ impossibile togliermelo. In fondo sin dal primo nostro incontro che mi salva. Forse Ã¨ il destino che ci fa incontrare ogni qualvolta sono in pericolo, tranne lâunica volta che ci siamo visti per uscire. Comincio a pensare che oltre alla sua scura sfaccettatura ci sia un ragazzo dolce e premuroso nei miei confronti.

Mi alzo ed esco dalla stanza. Sono disorientata, non so in che porta entrare o dove sia Cade. Qui regna il silenzio. Improvvisamente una scia di odore di caffÃ¨ giunge alle mie narici e come un cane da tartufo la seguo fino ad arrivare difronte una porta in legno massiccio. Ã socchiusa, quindi la spingo con la mano ed entro.

Cade Ã¨ lÃ¬, in piedi che si diletta a preparare la colazione. Un piatto di riso, un hamburger, del pesce, del sugo e un uovo al tegamino.

Sembra una cena, non una colazione. Non sono solita mangiare cosÃ¬ tanto a questâora del mattino. <<Siediti e mangia.>> Sussurra con tono dispotico mentre guarda il piatto. <<Devi riprendere le forze perdute ieri.>> Ora ha posato gli occhi su di me.

Arrossisco immediatamente.

<<Non so se mangerÃ² tutto.>> Borbotto.

<<Devi.>> Mi ordina con tono tirannico.

âPerchÃ© ci tiene cosÃ¬ tanto che divori tutto quello che contiene quel piatto?â

Si siede di fronte a me e controlla che mangi tutto. Nel frattempo mi fissa. Ha un braccio poggiato sul tavolo vicino al petto, lâaltro sul gomito e sul palmo della mano la testa. Incrocio lo sguardo nel suo. Piega le labbra in un sorriso.

<<Cucini davvero bene.>> Affermo dopo aver posato la forchetta sul piatto.

<<Sono felice che ti sia piaciuto tutto.>> Sorride. Si Ã¨ addolcito. Lo fisso. Mi piace quando Ã¨ cosÃ¬.

<<Non so come ringraziarti per quello che hai fatto ieri sera

per me.>> Mi sento in debito. Questa Ã¨ la seconda volta che mi salva la pelle e io non ho fatto niente a parte offrirgli un drink e accettare di uscire con lui.

<<Non so come, ma ogni volta che sei in pericolo sono sempre nelle vicinanze.>>

<<Per fortuna.>> Dopo aver parlato mi rendo conto di quello che ho appena detto.

âPer fortuna?â

Arrossisco e sfortunatamente lo nota. Si avvicina a me facendomi alzare.

<<PerchÃ© sei diventata rossa?>> Chiede, mentre mi scruta in viso con la mano sulla mia guancia.

Non sono in grado di rispondere. La voce se nâÃ¨ andata a quel paese e il cuore mi batte allâimpazzata al suo tocco.

<<Mm, câÃ¨ solo un motivo.>> Esclama. Poggia una sua mano sul mio fondoschiena e mi avvicina a lui. Cerco di distogliere lo sguardo dal suo. Mi svincolo dalla sua presa.

<<Devo andare al bagno.>>

Sgrana gli occhi e mi guarda allibito.

âNon te lâaspettavi che mi allontanassi ehâ esclamo in mente.

<<Ti faccio strada.>> Con la mano mi fa cenno di precederlo.

Mi accompagna fin davanti la porta. Dopo essere entrata, la chiudo e faccio un gran sospiro. Noto la presenza di una vasca ma anche di una cabina doccia. Cosa ci farÃ  mai con due utensili che hanno quasi lo stesso scopo? Mi dirigo verso lo specchio e ho quasi paura di guardarmi. Non so in che condizioni sono. Pian piano mi ci avvicino con gli occhi chiusi. Li apro lentamente e quando mi guardo rimango scioccata.

Come immaginavo sono un disastro.

Mi chiedo come Cade mi parli ancora. Ho i capelli tutti

scompigliati e la matita sbavata. Non mi trucco mai ma ieri sera prima di uscire dal camerino del bar ho deciso di mettere un poâ di matita per gli occhi prima di chiamare Naomi.

Mi lavo il viso con acqua fredda e i capelli li pettino con le dita, poi abbasso la testa come per guardare a terra e gli infilzo i polpastrelli smuovendoli a destra e a sinistra, poi butto la testa allâindietro ed ecco che la versione umana del Re Leone Ã¨ pronta. Mi do due schiaffetti sulle guance per dare loro un tocco di vivacitÃ , non che giÃ  non lâabbiano ma serve giusto un qualcosa in piÃ¹. Prima di uscire noto la sua divisa, piegata alla perfezione sulla cassettiera in legno massiccio. Prendo la maglia blu tra le mani e la odoro. âMio Dioâ vado in estasi, chiudo gli occhi e la mia mente vaga tra i pensieri piÃ¹ impuri.

Mi immagino tra le sue braccia, intrappolata dalla sua salda presa, felice e immersa nel suo calore. âMmâ faccio un respiro profondo sulla sua maglia ed a malincuore la rimetto al suo posto. Mi sistemo la camicia ed esco fuori.

Mi dirigo nella stanza da letto e Cade Ã¨ seduto ai piedi del letto con i miei vestiti in mano. Sta fissando un punto fisso del pavimento.

Forse avrÃ  sentito i miei passi perchÃ© ha appena alzato lo sguardo da terra per guardarmi. <<Ti sta benissimo la mia camicia.>>

<<Grazie.>> Rispondo timida, dopo porto lo sguardo per terra.

<<Puoi anche tenerla se vuoi.>>

<<Preferisco la tenga tu.>> PerchÃ© me la vuole regalare? Forse non la vuole piÃ¹ perchÃ© lâho indossata io. La puÃ² sempre lavare.

<<Come vuoi.>> Sembra che sia rimasto deluso dalla mia

risposta. Non la voglio la sua camicia. Per quanto bello sia

portarmela a casa, cosÃ¬ potrÃ² odorarla e sentire il suo profumo tutte le volte che vorrÃ², preferisco che stia al suo posto, cioÃ¨ dentro il suo armadio.

<<PerchÃ© vuoi che la tenga io?>>

<<PerchÃ© ne ho tante.>> Mi rivolge un sorriso. <<CiÃ² non vuol dire che puoi metterti a regalare camicie a chiunque.>>

Mi fulmina con lo sguardo, come se avessi detto una bestemmia.

<<Non chiunque, ma a te.>>

âCosa?â

Forse Ã¨ meglio che chiudiamo il discorso âCamiciaâ¦â adesso. Non possiamo discutere per un indumento. Ã abbastanza da bambini. Quindi cerco di approfondire un dettaglio che mi affligge da quando mi sono svegliata.

<<Senti, ma ieri sera ero ubriaca?>>

<<Per fortuna no. ChissÃ  cosa avresti fatto se lo fossi stata.>> Fa un sospiro di sollievo.

<<Ah ok. Non sono solita divenire brilla.>> Esclamo, sedendomi accanto a lui.

<<Brilla o meno, ieri ti sei cacciata nei guai. E mi farebbe un sacco piacere se non ti ci cacciassi mai piÃ¹.>>

<<Agli ordini capo.>> Faccio un saluto militare e accenno un sorriso.

Lui alza un sopracciglio, probabilmente per sottolineare la mia battuta. Improvvisamente da unâespressione seria ne assume una serena ricambiando il sorriso.

<<Di cosa volevi parlarmi ieri sera, Cade?>> Decido di affrontare il discorso. DovrÃ  pur sempre arrivare il momento e reputo che questo sia quello giusto. Si volta a guardarmi, con i miei vestiti ancora tra le mani.

Ha uno sguardo intenso.

<<Volevo scusarmi per averti mandata via quella sera. Non

so cosa mi sia capitato. Mi sono comportato da vero stronzo. Forse Ã¨ stata per gelosia oppure per paura di affezionarmi a te.>> Fa una pausa. Poggia i miei vestiti sul letto e mi cinge le mani con le sue. <<Senti, io ho un passato alle spalle, non bello, che mi porto dietro e mi ha portato a diventare cosÃ¬. Spero un giorno di svegliarmi e dimenticare tutto ma non Ã¨ cosÃ¬. Noele, il mio destino Ã¨ segnato.>>

Lo sapevo che câera qualcosa del suo passato che lâha segnato per tutto il resto della sua vita.

<<Cosa ti Ã¨ successo?>> Chiedo. Provo compassione nei suoi confronti. Prova ancora dolore.

<<Non ne parlo mai con nessuno.>>

<<Fallo con me.>>

Per un attimo mi sembra che mi abbia lanciato uno sguardo maligno. Non vorrei essere stata fraintesa. Mi affretto a precisare. <<Confidati, parla con me.>>

<<Non posso.>> Sussurra con un filo di voce.

LascerÃ² che sia lui a parlare di sua spontanea volontÃ . Quando sarÃ  pronto ad affrontare lâargomento. <<Per favore potresti passarmi i vestiti?>> Gli porgo la mano.

<<Si certo.>>

<<E per favore potresti uscire dalla stanza? Dovrei cambiarmi.>> Arrossisco.

Cade si alza e rimane per qualche secondo bloccato di fronte a me a fissarmi, come se fosse immerso nei suoi pensieri. Poi scrolla la testa. <<Si certo.>> Lo accompagno alla porta e la chiudo. Mi cambio in fretta. Non voglio piÃ¹ sentire parlare di cibo almeno per una settimana. Ho lo stomaco pieno. Devo andare nel mio appartamento e in fretta. Fare una bella doccia rinfrescante e andare a lavorare.

Apro la porta e mi ritrovo Cade di fronte, in piedi. Mi

guarda fisso. Lo voglio. Lo voglio tutto per me. Adesso. Non ho mai desiderato un ragazzo cosÃ¬ tanto in vita mia.

Ha qualcosa in mente, ma si trattiene. Vorrei tanto saperlo. Si mordicchia le unghie. PerchÃ©? Non lo ha mai fatto.

<<Tutto bene?>> Mi guarda con occhi pieni di smania.

<<Sâ¦si.>> Balbetto. <<Tu?>> Lo scruto in viso.

<<Noele non so se resisterÃ² a lungoâ¦>> Fa un sospiro.

<<Resistere a cosa?>> Rimango immobile sulla soglia della porta con la mano poggiata sulla maniglia. <<A te.>> Mi poggia la mano sulla guancia. Chiudo gli occhi e sento dei brividi percorrermi la schiena e le orecchie divampare.

<<Non farlo allora.>> Esclamo con un filo di voce. <<Ho promesso di non farti soffrire mai piÃ¹.>> Sussurra con voce piena di rimorso.

<<Non lo farai. Non mi farai soffrire.>> Lo guardo con occhi piena di frenesia. Ã agitato e desideroso. Fa scorrere la mano lungo la mia schiena e mi avvicina a lui.

<<So che finirÃ² per farlo.>>

<<Mi fido di te.>>

<<Fai male. Non mi conosci.>> Fa un sorriso malizioso.

<<Provaci almeno.>>

âBaciami.â Esclamo nella mia mente. Il respiro si fa sempre piÃ¹ affannoso. Del cuore non ho piÃ¹ il controllo e la mente si Ã¨ persa tra i pensieri piÃ¹ impudici.

Non so cosa accadrÃ  ma di una cosa sono certa. Lo desidero piÃ¹ di ogni altra cosa.

Infilo le mani sotto la sua maglia. Ã caldo e al mio tocco si contrae.

<<Non farlo.>>

<<Lo voglio Cade.>> Non mi importa cosa abbia appena pensato dalla mia frase, lascio a lui il libero arbitrio di tirare una conclusione.

<<No.>> Mi guarda negli occhi ed emette un sospiro.

Faccio scorrere le mani lungo i suoi fianchi alzando la maglia con i pollici ed emana un gemito. La alzo lentamente e sento che rabbrividisce. Non riesco a fermarmi.

Improvvisamente mi fa rientrare nella sua camera. Cammino allâindietro, mi guida lui con le mani poggiate sulle mie guance fino a quando non perdo lâequilibrio e cado sul letto. âÃ quello che voglio, Ã¨ quello che voglioâ, ripeto, ânon me ne pentirÃ².â

Lo guardo in viso. Ã serio, energico e seducente. <<Noe se andiamo oâ¦>> Lo prendo per la maglia e lo butto sul letto.

Mi bacia. Si sentono solo i nostri respiri che si fanno sempre piÃ¹ profondi. Poggia una mano sotto il mio top.

Ã calda.

âMi sta baciando.â Esclamo nella mia mente. In questo momento non riesco a pensare ad altro. Mi porta sotto di lui. Faccio scorrere le mani lungo i suoi fianchi privandolo della maglia. Ã bello da morire. Tonico e provocante. Gli addominali sono sempre lÃ¬ che mi fissano e mi supplicano di essere baciati cosÃ¬ come il suo collo. Delizioso e seducente. Con un movimento mi porto sopra di lui. Lo guardo e mi sorride. Dolcemente comincio a baciargli e mordergli il collo. <<Noele, per favore.>> Mi supplica. Forse vuole che mi fermi.

<<Shhhâ¦>> Con le mani gli tengo ferme le braccia. Non oppone resistenza. Pian piano scendo fino al petto, baciandolo. Voglio che si fidi di me. Poi mi soffermo sulla mia parte preferita. Gli addominali. âMm che bellezzaâ. Li accarezzo dolcemente e lo guardo in viso. Ha gli occhi chiusi. Ã in estasi. Ma qualcosa gli impedisce di continuare. <<No. Basta.>> Esclama. Mi scosta e si alza dal letto. <<Cosa ho fatto?>> Chiedo confusa. Forse ho fatto qualcosa che non dovevo fare. Mi sento quasi in colpa. <<Tu niente.>> Si allontana da me come se avessi la peste. Non riesco a decifrare i suoi pensieri. Ã agitato. <<Maâ¦>> Mi interrompe.

<<Non dovevamo andare oltre. Non voglio. Non con te.>>

âNon con me?â Ma che diamine sta blaterando? Io ho appena fatto quelle cose mai fatte in vita mia e lui mi dice NON CON TE?

<<Che intendi dire?>>

<<Ti accompagno a casa.>> Mi alzo dal letto ed esco senza emettere un fiato dalla stanza.

Prendo le mie cose e mi dirigo verso lâuscita. Mi sento in imbarazzo.

<<Noeâ¦>> Mi prende per il braccio. <<Parliamone.>>

<<Parlare di cosa?>> Ho un diavolo per capello e mi vergogno per quello che ho appena fatto. <<Di questo, di tutto.>> Ha il fiatone e sembra dispiaciuto.

<<Non credo che questo sia il momento ideale per palarne.>> Borbotto.

<<Per favore.>> Mi supplica con fare dispiaciuto. Tenta di chiudere la porta nella speranza di convincermi a restare.

Mi fissa ostinato, con i suoi occhi verdi e senza maglia. Questo mi confonde molto le idee ma scrollo la testa e rimango sulle mie.

<<Ã stato uno sbaglio sin dallâinizio.>> Mi guarda come se si sentisse in colpa per avermi conosciuta. Nonostante tutto Ã¨ stato lui a imbattersi in me. Non sono stata io a voler approfondire la nostra conoscenza quella sera e di dirgli di difendermi. Non so dire se sia stato un bene o un male. Forse se non lâavessi conosciuto la mia vita sarebbe ancora stata normale e monotona. Lavoro, casa, amiche, genitori. Niente Cade, niente pianti, niente addominali da baciare o accarezzare.

<<Non lo pensare neanche per sogno.>> Afferma. Tiene la

mano salda sulla porta.

<<PerchÃ© mi fai questo, Cade?>>

<<Questo cosa?>> Chiede con espressione confusa. <<PerchÃ© mi hai difesa da quellâuomo e poi ancora da quel ragazzo?>> Al solo pensiero dellâultima persona da me nominata gli si infuocano gli occhi e la bocca gli si stringe in una linea dura.

<<Te lâho detto, Ã¨ il mio mestiere.>>

<<No Cade.>> Esclamo con un tono di voce piÃ¹ alto. <<Non cercare come scusa il lavoro. Se cosÃ¬ fosse allora fai cosÃ¬ con tutte?>> Ho il respiro affannoso.

Sono infuriata.

<<Prima le fai illudere, le porti a casa tua, le baci e poi nel pieno della situazione dici che non puoi, finendo per allontanarti da loro?>>

<<No, Noele, non faccio cosÃ¬ con tutte.>> Fa un sospiro. <<Non ho mai fatto una cosa del genere.>>

âChe?â

<<Allora io sono la cretina che Ã¨ cascata come una stupida alla tua tecnica di seduzione?>>

<<No. Con le altre era diverso.>>

<<Ma che diamine stai blaterando?>> Sono piÃ¹ confusa che mai. Che vuole dire. In questo momento Ã¨ imperscrutabile.

<<Tu sei diversa.>> Esclama ad alta voce. Sembra disperato. Come se nessuno lo comprendesse. <<Vediamoci domani sera. Al bar dove lavori. Ti prometto che risponderÃ² a tutte le tue domande.>>

<<PerchÃ© non puoi dirmi tutto adesso?>> Sono esasperata. PerchÃ© tanto mistero? PerchÃ© non vuole parlarne?

Forse ha una famiglia segreta che tiene

segregata in qualche parte di Hilo e non vuole dirlo a nessuno. Oppure Ã¨ un assassino di ragazze e io gli faccio pena e non lo fa, per questo con me Ã¨ diverso?

<<Domani, avrai tutte le risposte che vorrai. Ma fino ad alloraâ¦>> Fa cenno di no con la testa.

<<Okâ¦come vuoi. Ora posso andare via?>>

<<Dove devi andare?>>

<<Non devo certo dirlo a te.>> Fra tutti, lui Ã¨ lâultimo che deve sapere dove andrÃ². Insomma, non siamo mica fidanzati. Lui non mi vuole. Ci siamo baciati ed Ã¨ stato un grosso errore. Ma non so perchÃ© continua a piacermi lo stesso, anzi, avrei tanto voluto continuare a fare quello che avevamo iniziato, se solo non si fosse fermato.

<<Si Noele. Sei sotto la mia responsabilitÃ .>> Esclama con espressione seria. Se continuerÃ  a essere ancora cosÃ¬ serio, penso che invecchierÃ  presto. Le rughe che si creano tra le sue sopracciglia faranno residenza in casa Cade Evans. <<Dimmi dove vuoi andare e io ti ci porterÃ².>>

<<Non ho bisogno di una guardia attaccata a me. Me la so cavare benissimo da sola.>> Alzo la testa allâinsÃ¹ ma i miei occhi non riescono a sfuggire al suo sguardo.

<<Non credo proprio. Tu hai una calamita che attrae tutti i pericoli di questo mondo.>>

<<Me la sono cavata sempre benissimo fino ad ora. Era tutto tranquillo e monotono. Prima che arrivassi tu nella mia vita.>>

Non so perchÃ© ma penso di aver detto qualcosa in piÃ¹ di quello che avrei dovuto dire. Gli occhi di Cade si illuminano e le labbra si piegano in un sorriso. <<Quindi questo vuol dire quello che penso io?>>

âE adesso cosa penserÃ  mai?â

<<Noele, sii sincera, provi qualcosa per me?>>

âSi Cade. Mi piaci sin dal primo momento che ti ho visto. Non si capisce? PerchÃ© dovevi capitare proprio a me?â

<<Cosa? Certo che no.>> Esclamo imbarazzata. Non

voglio certo dirgli la veritÃ . Non ora. Non qui. Vorrei che i

miei sentimenti fossero ricambiati ma non Ã¨ cosÃ¬.

<<Non stai dicendo la veritÃ .>> Si avvicina a me. Il cuore batte. Batte forte.

<<Invece, sono piÃ¹ che sincera.>>

<<Bugiarda.>> Ora stende il braccio, poggiando la mano nel muro accanto la mia testa. Sto diventando rossa. Lo sento.

<<Nâ¦non Ã¨ vero.>>

âA che gioco stiamo giocando?â Chiede la vocina. <<Prima, sul letto non dicevi cosÃ¬.>>

<<Prima che mi respingessi.>> Abbasso la testa e creo una distanza con le braccia per impedirgli di avvicinarsi ancora a me.

<<Voglio essere sincero con te, prima che succeda qualcosâaltro, devi sapere tutto.>> Si fa serio. <<Cosa devo sapere?>> Mi fa paura.

<<Domani.>> Ritorniamo punto e a capo. Ã come un cerchio, puoi fare tutti i giri che vuoi ma alla fine vai a finire sempre nello stesso punto. Ã cosÃ¬ con Cade. Possiamo parlare quando vogliamo ma alla fine a dividerci sarÃ  il suo mistero. Insopportabile mistero.

âCosa vorrÃ  dirmi di cosÃ¬ enigmatico?â

<<Senti, potevi benissimo evitare tutto questo.>>

<<Tutto questo cosa?>> Aggrotta la fronte.

<<Prima mi illudi, ti avvicini a me, mi domandi se provo qualcosa per te. Ora voglio solo andare via da qui. Lontana da te. Non seguirmi.>>

Apro la porta e scendo per le scale. Non fa niente per fermarmi, rimane in silenzio. Dâaltronde glielâho detto io di non seguirmi. Mi fa male parlargli in questo modo ma ogni volta rovina sempre tutto. PerchÃ© Ã¨ cosÃ¬ sfuggente?

Non riesco a capirlo, prima mi bacia, mi butta sul letto e poi mi respinge. Sono piÃ¹ confusa di prima. Mi giro e guardo verso la porta di Cade ma Ã¨ chiusa. Una scossa di dolore colpisce il mio cuore. Faccio un sospiro e riprendo a scendere gli scalini.

Ã stato tutta la notte sveglio per me, ha acconsentito a portarmi a casa sua, ha fatto allontanare immediatamente da me quel ragazzo quando mi ha trovata. E si Ã¨ infuriato con lui perchÃ© mi ha fatto del

male.

âNessuno puÃ² farti del male.â

Se ci tiene veramente a me, allora perchÃ© mi tratta in questo modo?

Apro il portone ma una voce mi blocca.

<<Noe, aspetta.>> Esclama agitato.

<<Che vuoi ancora, Cade?>> Sono esasperata. <<Lascia almeno che ti accompagni.>> Sembra dispiaciuto e sincero.

<<No.>>

<<Per favore.>> Mi supplica.

Lo guardo in viso. Ha il fiatone. Sicuramente sarÃ  sceso per le scale saltando. Mi intenerisce vederlo cosÃ¬ dunque acconsento alla proposta.

<<Prego.>> Mi fa cenno con la mano di uscire per prima.

Non sa dove stiamo andando ma comunque segue me. Faccio un sorriso e lo guardo. Ã sereno, per qualche motivo mi sfiora la mano con la sua.

Ã calda e la scossa che non provavo da tempo mi percorre tutto il corpo.

Mi mancava da morire. Faccio un sospiro di piacere e sorride. Se ne sarÃ  accorto. Ã taciturno e mi sta piÃ¹ che bene perchÃ© ogni qualvolta che apre bocca finiamo per litigare. Ma qualcosa mi lega sempre di piÃ¹ a lui e il desiderio di averlo aumenta a dismisura.




6



Dopo avermi sfiorato la mano con la sua intreccia le sue dita con le mie.

âPer quale motivo? PerchÃ© vuole tenermi per mano?â Non sottraggo la mano dalla sua stretta, anzi, per qualche motivo, mi sento al sicuro, protetta da occhi indiscreti.

Sento il calore del suo arto invadere tutto il braccio fino ad arrivare al basso ventre. Penso a quello che Ã¨ successo stamattina. Ã stato intenso, belloâ¦Desideravo da molto tempo sfiorargli le labbra, carezzarle, baciarle. Sono morbide e deliziose. Potrei stare a baciarlo in eternitÃ .

Vorrei chiudere gli occhi per poter pensare alla grande ma non posso, inciamperei sicuramente in qualcosa e non voglio fare la figura dellâidiota. Guardo le nostre mani e rimango senza fiato. Sembriamo due fidanzati ma la realtÃ  mi riporta sulla terra ferma ricordandomi che non siamo niente. In realtÃ  non so cosa siamo.

<<Ti va qualcosa da bere?>> Propongo. Non so per quale motivo gli abbia fatto un invito del genere ma la rabbia verso di lui Ã¨ svanita. Voglio passare altro tempo con lui. Il mio corpo ha bisogno della sua vicinanza e non posso impedirglielo. Litigare con lui Ã¨ stato un bene. Nonostante tutto lo desidero ancora di piÃ¹. Ã cosÃ¬ sexy e in certi momenti, bÃ¨ cosÃ¬â¦dolce.

<<Si certo.>> Mi guarda allibito. Non penso si aspettasse una proposta del genere.

Entriamo in un bar e non posso che notare gli sguardi degli altri fissi su di me. Cade mi tiene ancora per mano. Mi volto a destra e a sinistra e vedo le persone che si parlano allâorecchio per poi ridere. Cade lo nota e si arresta appena a pochi metri dopo lâentrata.

<<Forse Ã¨ meglio che andiamo via di qui.>> Ha i lineamenti del viso tesi.

<<No, restiamo.>>

Sento una voce bisbigliare.

<<Guarda, Ã¨ la pazza di ieri sera.>> Una voce maschile mi mette sotto i riflettori. <<Si, hai ragione. Ã proprio lei.>> Conferma lâaltra voce, ma stavolta Ã¨ di una donna.

Sento Cade irrigidirsi sempre di piÃ¹. Mi stringe la mano, che non ha mai lasciato. Alzo la testa e lo guardo. Ã furibondo. Se potesse, li farebbe zittire immediatamente.

<<Ora basta.>> Fa per dirigersi da quella coppia che ha commentato ma lo fermo prendendolo per un braccio.

<<No Cade, non ne vale la pena.>> Lo porto al banco e ordino un succo alla pesca.

<<Non desidera un poâ di alcol oggi?>> Chiede il barista con sarcasmo. Un ragazzo dai lineamenti magri con i capelli biondo cenere e occhi neri.

Cade fa un sospiro e gli poggio la mia mano sulla sua per fargli capire che va tutto bene ma nonostante tutto lo fulmina con lo sguardo e il ragazzo sembra comprendere perchÃ© il suo sorriso

scompare allâistante.

<<Un bicchiere di acqua minerale.>> Ordina Cade con tono severo. Il ragazzo annuisce e ci porge i bicchieri.

Per tutto il tempo Cade lo fissa in cagnesco facendo sentire a disagio il minuto barista. Poi si volta a guardarmi.

<<PerchÃ© farti umiliare in questo modo?>> Il suo tono si Ã¨ fatto dolce, pieno di preoccupazione nei miei confronti.

<<A me non importa di quello che pensano gli altri.>> Rispondo in tutta sinceritÃ . <<Nella vita ho imparato a fregarmene di tutto e di tutti.>> Bevo un sorso di succo.

<<Ammiro questo lato del tuo carattere. Ma ciÃ² non vuol dire farti mettere i piedi in faccia dagli altri.>>

<<Il creatore penserÃ  a tutto.>>

Cade alla mia battuta fa un sorriso e mi carezza il viso. Al suo tocco chiudo gli occhi e porto la testa leggermente indietro inclinandola verso la sua mano. Il cuore salta un battito e sospiro. <<Il conto.>> Ordina al barista.

âMa quando ha tolto la sua mano dal mio viso?â Ero talmente immersa nei miei pensieri che non mi sono accorta di niente. Ritorno sulla terra ferma e lo blocco. <<Non pensarci nemmeno. Pago io.>> Affermo una volta piombata al suo fianco. <<Non credo che ti lascerÃ² fare.>> <<Ma lâidea di venire qui Ã¨ stata mia.>>

<<CiÃ² non vuol dire che dovresti pagare tu. Quindiâ¦>> Porge una banconota di cinque dollari al barista e ci dirigiamo verso lâuscita.

<<Ma tu sei Evans? Cade Evans? Il vigile del fuoco?>>

âQuante domande!â

Ã una ragazza bionda con occhi azzurri, dal fisico di una modella. Indossa una mini gonna color jeans e un top beige striminzito e scollato, a occhio e croce porta una quinta.

âSicuramente sarÃ  rifatta dalla testa ai piedi.â Piomba di fronte a Cade con un sorriso a trentasei denti.

<<Si sono io. Ti conosco?>> La guarda confuso.

<<Non dirmi che mi hai dimenticata? Hai salvato la mia gattina. Era intrappolata sullâalbero.>>

âCosa? Gattina? Albero?â

<<Si, come dimenticarlo.>> Esclama con un sorriso a sua volta Cade.

âStronza.â Socchiudo gli occhi e la fulmino.

<<Senti, che ne pensi se una sera di queste usciamo?>> Si avvicina di piÃ¹ a lui posando una mano sul petto di Cade.

âScusa? Ci sono anchâio! Non sono mica trasparente.â

In questo momento provo un fastidio enorme. Forse Ã¨ gelosia? SarÃ , ma al solo pensiero che una ragazza lo tocchi e gli parla in questo modo mi irrita.

Cade rimane in silenzio a guardarla. La ragazza prende un biglietto da dentro la borsa e lo inserisce nella cinta dei suoi pantaloni. Come quando una ragazza va in un night club e incastra una banconota nei boxer dello spogliarellista.

<<A presto allora. Aspetto una tua chiamata.>> Dice. Dopo di ciÃ² allontana il suo sedere snello scomparendo alle nostre spalle.

A quanto pare gli ha dato il suo numero.

Guardo Cade con sdegno. Non dice una parola. Prende il biglietto e lo mette in tasca.

<<Ci uscirai?>> Lo guardo minacciosa.

<<PerchÃ© questa domanda?>> Sembra divertito.

<<Pura curiositÃ .>> Non voglio fargli intuire la mia gelosia. Risulterei appiccicosa ai suoi occhi.

<<Intravedo un filo di gelosia per caso?>> Mi guarda maliziosamente.

<<Gelosia? No, ma che dici.>>

âCome ha fatto a capirlo?â Dovevo starmi zitta.

Senza rendermene conto siamo arrivati sotto casa mia. <<Qua Ã¨ dove abiti?>> Chiede, alzando lo sguardo verso lâedificio. Non posso fare altro che ammirare il suo collo, la sua mandibola ben definita. Improvvisamente ho voglia di divorarlo di baci e morsi. Ma mi torna in mente la ragazza.

<<Non cambiare discorso, allora?>>

<<Allora cosa?>> Finge di non capire.

<<Ci uscirai?>>

âFerma un attimo Noele, stai facendo una scenata di gelosia?â Chiede la vocina. Ma decido di ignorarla. Qualunque cosa sia, mi darebbe fastidio se uscisse con quellaâ¦non so come definirla.

Per quando le ha salvato la âGATTINAâ non significa che ci deve uscire.

Certo io non sono nessuno per impedirglielo ma qualcosa lo porta sempre da me e come ha detto stamattina a Naomi non riesce a dimenticarmi e a starmi lontano, tutto ciÃ² vorrÃ  dire qualcosa, o no? Cade sorride poi mi prende il viso tra le sue mani e mi avvicina a sÃ©.

<<Se ti fa piacere sentirlo e stare tranquilla, no. Non ci uscirÃ².>>

<<Allora perchÃ© hai conservato il suo numero?>> Vorrei baciarlo dalla felicitÃ . Non uscirÃ  con quella stronza. Non riesco a credere alle mie orecchie. Sono cosÃ¬ vicina a lui che riesco a sentire il suo respiro caldo che mi sfiora le labbra. <<PerchÃ© sono un amante della pulizia e dellâordine. Non mi piace buttare le cose per terra.>> Sorride.

<<Volevo chiederti scusa per come mi sono comportata stamattina.>>

<<Non preoccuparti, capisco perfettamente come ci si

sente a essere rifiutati.>>

Cosa intende dire con âessere rifiutatiâ?

<<Sono stata bene in quei pochi minuti insieme a te, su quel letto.>> Affermo, ma divento immediatamente rossa in volto. Non Ã¨ da me dire questo genere di cose, ma con Cade Ã¨ diverso.

Ho ancora il viso tre le sue mani. Dolcemente mi fa entrare dentro lâedificio, mi guarda fisso negli occhi con unâespressione seria. Mi poggia contro la parete del muro, tra le sue braccia. Alzo gli occhi verso di lui, ha lo sguardo pieno di ardore, si trattiene. Ha il fiato corto.

<<Lasciati andare.>> Lo supplico.

Affonda la sua mano tra i miei capelli tirandomi la testa indietro. Ed Ã¨ in questo momento che la danza del mio cuore ha inizio. La sua mano percorre il mio fianco per finire sotto il mio top e infine nel fondoschiena e con una spinta decisiva mi avvicina il bacino al suo. Mi bacia il collo, la mandibola e infine si ferma sulle mie labbra. I respiri si fanno corti, pieni di desiderio.

Cerco di rimanere concentrata ma la sua mano che percorre tutti i lineamenti del mio corpo, mi confonde. Decido di abbandonarmi a lui, succeda quel che succeda.

<<A domani sera, Noele.>> Sussurra. Mi lascia immobile, poggiata alla parete con le gambe tremanti. Esce dalla porta dellâedificio e io rimango in silenzio. Non ho fatto niente per fermarlo.

CercherÃ² di essere paziente fino a domani. Prendo fiato e salgo le scale. Raggiungo il mio appartamento e mi catapulto diritto in bagno a farmi una doccia ghiacciata.

Dopo unâora, mentre mangio un panino con prosciutto e salame, mi dirigo da Xavier. Ovviamente Cade non sa che sto andando a lavorare, altrimenti mi chiuderebbe a chiave nel suo appartamento come, dâaltronde, farebbe Naomi, quindi non informo neanche lei.

<<Sei nella modalitÃ  cosciente, vero?>> Chiede il capo.

<<Non preoccuparti, non accadrÃ  piÃ¹.>> Fuggo nello spogliatoio. Mi vergogno da morire per quello che ho fatto ieri sera.

<<Bentornata Noele.>> Mi abbraccia Arizona. Ã felice di vedermi sana e salva.

<<A quanto pare il tuo angelo custode ti ha salvata per lâennesima volta.>>

<<GiÃ .>> Rispondo mentre mi cambio.

<<Raccontami cosa Ã¨ successo quando ti ha portata via.>> Mi guarda maliziosamente.

<<Mi ha portata nel suo appartamento insieme a Naomi, una mia amica, con Alexavier, suo fidanzato.

Sono stati per tutta la notte a sorvegliarmi mentre dormivo e poi a mezzogiorno mi ha riaccompagnata a casa e ora sono qui.>> Taglio corto, voglio che lâargomento finisca qui.

<<Non mentirmi, con un ragazzo cosÃ¬ sexy non credo che non ci abbia fatto niente.>> Esclama con tono scaltro.

Certo ora ti dico tutta la veritÃ . Dunque, lâho provocato sulla soglia della sua stanza, poi dolcemente siamo andati a finire sul suo letto, ci siamo baciati, stavamo per fare il passo successivo ma mi ha rifiutata. Poi mi ha baciata di nuovo sotto lâedificio del mio appartamento ed Ã¨ andato via.

<<Niente di niente.>> Tra tutte le persone che conosco lei Ã¨ lâultima a cui posso dire la veritÃ . In meno di mezzo secondo lo saprebbe tutta Hilo, con la lingua lunga che si ritrova.

Di certo, dopo ieri sera, sanno tutti cosa ho fatto e mi derideranno dietro. SarÃ  una giornata con clienti che rideranno di me e probabilmente piena di battutine o peggio ancora non verranno al bar per causa mia e Xavier mi licenzierÃ .

Disoccupata e con un estremo desiderio di avere un âcalorosoâ ragazzo che perÃ² non riesco a capire cosa abbia.

<<Ma continuerete a vedervi, vero?>>

<<Non lo so.>>

<<Credo che tu gli piaccia davvero.>>

âCome no! Ã pazzo di me.â

<<Non dire simili scemenze.>>

<<Lâho visto ieri sera come ti ha protetta da quel ragazzo che ti ha portata sulla battigia. Noele gli piaci.>>

<<Arizona, Ã¨ abituato a salvare persone, Ã¨ un vigile del fuoco.>> Esclamo. Impaziente di terminare lâargomento âCadeâ il piÃ¹ presto possibile.

<<Mm, vigile del fuoco.>> Porta lâindice al meno e alza la testa come per pensare.

<<Non pensarci nemmeno.>> La conosco perfettamente. StarÃ  pensando di stare insieme a Cade e di fare con lui lâinimmaginabile. Ha una mente contorta e mi irrita che pensi di fare determinate cose con lui.

<<Se non ti importa niente, potresti darmi il suo numero?>>

La guardo seria, con il fuoco negli occhi dalla rabbia.

Ma che si Ã¨ messa in testa?

<<Non credo che te lo darÃ², nemmeno se mi

torturassero.>>

<<PerchÃ©?>>

<<PerchÃ© ti conosco benissimo.>>

<<Come sono?>>

<<Lascia perdereâ¦>> Penso che abbia capito perfettamente cosa intendo dire.

Arizona, da quando la conosco, non Ã¨ mai riuscita a trattenersi.

Si prende tutti i ragazzi che vuole. Tutti cadono ai suoi piedi.

<<Non avete fatto neanche unâeffusione?>>

<<Due volte.>>

<<Solo?>> Rimane allibita.

<<Si. Ora andiamo a lavorare. Se dirai qualcosa a qualcuno ti strozzerÃ² con le mie stesse mani.>> Gliele mostro per bene avvicinandole al suo viso. <<Avete intenzione di rivedervi?>> Chiede mentre usciamo dal camerino.

<<Si.>>

<<Uuuu e come ti vestirai?>>

<<Come mi dovrei vestire?>>

<<Io ho giÃ  delle idee.>> Si avvicina a me. <<Devi essere pronta per ogni evenienza mia cara.>> âDevi essere pronta per ogni evenienza, mia cara!â La scimmiotto mentre mi volta le spalle per dirigersi al banco, pieno di persone che attendono di essere serviti con impazienza.

<<Xavierâ¦>> Abbasso la testa a moâ di saluto. Oggi voglio farmi perdonare, comportandomi come una delle migliori bariste.

<<Noeleâ¦>> Xavier mi guarda in modo serio. SarÃ  sicuramente deluso dal mio comportamento. Come dargli torto.

Arizona mi guarda e mi sorride facendomi capire che domani sera, prima di vedere Cade, dovrÃ² passare sotto la sua supervisione.

Non potrÃ² mai competere contro la sua bellezza. Ã bionda, la maggior parte dei giorni della settimana tiene i capelli lisci, occhi verdi e un fisico da modella con un seno prosperoso.

Lei si che le indossa alla perfezione le noci di cocco sui seni. Da quando la conosco, la maggior parte dei ragazzi vogliono farsi servire da lei in persona. Di rado si rivolgono a me o a Xavier.

Ritorno a casa con i piedi doloranti, quasi non mi reggo in piedi. La mia mente per tutto il pomeriggio Ã¨ rimasta impegnata a pensare a Cade, al suo calore che mi riscalda, ai suoi occhi immersi nei miei. Una scossa mi percorre lungo tutta la schiena mentre mi butto sotto il getto dâacqua bollente pensando alle sue mani che sfiorano il mio corpo, lo accarezzano dolcemente, alle sue labbra che emanano ardore, i suoi addominali baciati dalle mie labbra, ai suoi gemiti mentre lo provocavo sul suo letto.

Per porre fine ai miei pensieri sensuali cambio il getto dâacqua da caldo a freddo, calmando cosÃ¬ i miei bollenti spiriti.

Esco dalla doccia, mi avvolgo in un asciugamano asciutto e

mi dirigo in cucina a prendere un succo alla pesca. Poi ritorno in bagno ad asciugare i capelli. Dopo di ciÃ² vado a sedermi sul divano e accendo la tv. Il tg delle ventitrÃ© sta proiettando dei video in diretta di un incendio, intravedo dei vigili del fuoco immersi nel fumo, cerco di capire se tra loro vi sia anche Cade, ma non riesco a vederlo. Oggi mi aveva detto di avere il turno notturno.

<<In questo preciso istante un terribile incendio si sta imbattendo in un Pub di Hilo dove i vigili del fuoco stanno cercando di domare le fiamme sotto la coordinazione del vigile del fuoco Cade Evans.>> Annuncia la signorina della tv.

Vorrei capire dove si trova il luogo dellâincendio ma non capisco proprio dove sia. Intravedo la scritta âPubâ illuminata con dei led verdi, ma niente di piÃ¹. <<Mi Ã¨ appena giunta notizia che un vigile del fuoco Ã¨ stato ferito, ma ancora non si sa lâidentitÃ .>> La preoccupazione sta avendo il sopravvento su di me.

âE se si trattasse di Cade?â

Il cuore comincia a battere piÃ¹ del dovuto dalla paura che a rimanere coinvolto nellâincidente sia Cade.

Vedo vigili del fuoco che portano fuori dal locale delle persone, chi a braccetto, chi in braccio. Ma non Cade. Nessuna traccia di lui.

Hanno tutti il viso ricoperto di cenere. Allâimprovviso sento delle grida e una cosa cadere davanti il locale, tutta incendiata. Nonostante vi siano quattro mezzi atti a spegnere lâincendio, non riescono ad estinguerlo.

Dopo essermi mangiata tutta le unghie delle mani dal nervosismo per non poter fare niente, vedo un vigile del fuoco che porta sulla spalla un suo collega sommersi dal getto dâacqua. Due operatori dellâambulanza si imbattono in loro, prestando un immediato soccorso al ferito.

Il vigile del fuoco illeso toglie lâelmetto e intravedo un paio di occhi verdi.

Quando un collega chiama il suo nome lui si gira. Non riesco a trattenere le lacrime dalla felicitÃ ,

Cade non Ã¨ ferito. Mi dispiace per il suo collega ma dentro di me faccio salti di gioia. Il cuore riprende il ritmo abituale e dopo essermi accertata dellâintegritÃ  di Cade, vado a dormire impaziente di incontrarlo. Quella notte sogno noi due insieme. Siamo sposati e abbiamo le guardie del corpo che ci circondano per proteggerci dalle persone. Ci incamminiamo verso la folla e tutte le ragazze pronunciano il suo nome. Lo baciano sulla guancia. Io assalita dalla gelosia dico loro di andarci piano. Ã il mio uomo e posso baciarlo solamente io. Cade per proteggermi mi tiene stretta tra le sue braccia. Mi sento al sicuro, nessuno puÃ² farmi del male. Una cosa perÃ² non mi Ã¨ chiara. PerchÃ© siamo circondati da guardie del corpo e le ragazze lo acclamano?

Il suono della sveglia mi porta nel mondo reale e poco dopo sento squillare il cellulare.

<<Non dirmi che stasera ci uscirai?>> Naomi mi grida dallâaltra parte del telefono.

<<Come hai fatto a sapere che stasera dobbiamo vederci?>>

<<Sono la segretaria nonchÃ© fidanzata del suo amico se ricordiâ¦>>

Ma certo, che domanda stupida. Ma se anche cosÃ¬ non fosse, lo avrebbe scoperto in un modo o nellâaltro. <<Si, ci uscirÃ².>>

<<Ma comeâ¦>>

<<Naomi, non preoccuparti, parleremo soltanto.>> La interrompo, cercando di tranquillizzarla.

<<Si certo.>> Esclama. <<Conoscendo il tipo, poi passerete ad altro e finirai, per lâennesima volta nel soffrire.>>

<<Devo avere delle risposte, Naomi.>>

<<Se ti farÃ  di nuovo del male, non venire da me a piangere.>>

<<Non lo farÃ². Devo andare.>>




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