Vestito rosso apois
Olga Chernobryvets


? la traduzione dal omonimo libro inrusso dellautore Olga Chernobryvets. Tutte le storie ascoltate da quelle persone che la circondano. Olga scrive inmaniera concisa e brevema profonda. Dallautore: Ringrazio di cuore tutti imiei eroi e porgo ringraziamento speciale amiei traduttori Alfredo Bertollo, Claudio Pozzani, Petrizia Monaco, Sivia Guerra, Antonella Frugone, Franca Pissinis. Auguro atutti voi lispirazione creativa e la felicit?.





Vestito rosso apois

Olga Chernobryvets



Olga Chernobryvets,2016



ISBN978-5-4483-1049-2

     Ridero




Vestito rosso apois


Quando eravamo studenti, mi racconta Ludmila Alexandrovna ti ricordi come abbiamo vissuto, non avevamo neppure il tempo per preparar da mangiare. Allora aventidue anni avevo gi? un ulcera llo stomaco.

Ai tempi sovietici incaso di malattie gravi ti trattenevano alungo inospedale. Dovetti stare l? un mese.

La mia mamma veniva atrovarmi dopo il lavoro. Una sera sedevamo incorridoio parlando. Pass? vicino uno dei ricoverati del nostro reparto, alto e bello, con icapelli un po brizzolati,ma lo stesso attraente. La mia mamma lo accompagn? con lo sguardo e mi disse:

Ma non ? quelli Petr Andreevich Kartascov? Lui era direttore della miniera

E mi racconta, che una volta lavoravano nella stessa struttura amministrativa. Da giovane lui era un gigante, per pranzo mangiava venti cinque polpette e beveva una bottiglia di cognac. Gli portavano da mangiare cinquanta ravioli Era come Ercole, tutte le donne e le ragazze lo guardavano.

Sembra che sia lui, per? sono passati pi? di ventanni

Domandagli, figliola, come si chiama, dice la mamma

Per la cena tutti imalati che erano ingrado di camminare, si radunavano vicino ad un grande tavolo. Io stavo seduta acapotavola, tutti iposti erano occupati, solo uno, allaltro capo della tavola era libero. Quelluomo entra insala da pranzo. Lo chiamano:

Accomodati, Petr Andreevich!

Lui si siede e comincia mangiare. Io alzo la testa e gli domando:

Allora, vi chiamate Petr Andreevich?

Lui alza lo sguardo verso di me, impallidisce, si offusca involto. si allontana dal piatto, copre il viso con le mani e mi dice:

Allontanati, maligna!

Si alza e se ne va. Alla sera domando ai miei compagni della camera, che significa maligna? Loro erano pi? grandi di me. Mi spiegarono che inquesto caso non significava niente di male e cos? mi tranquillizarono.

Nei giorni successivi non lo vidi pi?..

Poi ci incontrammo allora del tramonto. Tutti iricoverati sedevano sulle panchine ingiardino intorno alledificio del reparto. Cammino per la stradina e lo incontro. Appena ci avviciniamo, mi prende inbraccio e mi porta verso la panchina dove erano seduti altri suoi compagni. Mi mette inpiedi davanti aquesta panchina e dice:

Sono un vecchio, per? ho appena incontrato il mio amore, poi mi lasci? andarevia.

Da allora ogni mattina sul tavolino accanto al mio letto cominciarono ad apparire dei fiori. Ogni giorno un nuovo mazzo. Chi lo avr? messo? Lo domando ai compagni di camera,ma mi dicono che non lo sanno.

Ti ricordi, come era rigido lorario inquell epoca negli ospedali? C era lora di silenzio dopo il pranzo. Non era permesso uscire dalla camera inquellora di riposo. Ame non veniva proprio sonno nel pomeriggio. Metto ibigodini, pensai. Apro il comodino: non ci sono. Ivicini mi dicono: forse te li ha presi la tua amica dell altra camera?

Io silenziosa quatto quatto vado lungo il corridoio, vicino alla camera dei medici, piena di paura dincontrare il dottore. Devo girare langolo e batto la testa proprio su petto di Petr Andreevich.

Mi sento spaventata, lui ? emozionato. Parla conme.

Come ti chiami? Ludmila? Quanti anni hai? Ventidue? Si, mi ricordo era inBarnaul. Esatto: ventidue anni fa. Senti, ci vediamo stasera, ti va? Devo dirti qualcosa di molto importante.

Ci siamo incontrati di sera. Lui mi raccont?:

Era inBarnaul. Studiavo al politecnico delluniversit?. Nella camera presso la casa dello studente eravamo alcuni amici. Sta arrivando la sera, igiovanotti si preparano per gli incontri: uno chiede la cravatta, un altro la giacca. Baccano.

Io li ho accontentati tutti, non vedevo l ora che andassero via dalla Casa dello Studente. Finalmente se ne andaronovia.

Mi sono sdraiato sul letto. Non andavo con nessuno, nonostante che tutti fossero convinti che avessi un sacco di ragazze. Inrealt? non mi interessavano queste cose. Sto aletto, penso. Bello, tranquillo. Chiudo gli occhi

Improvvisamente la porta di nuovo cigola. Mi sono arrabbiato: di nuovo qualcheduno dei ragazzi! Eh, no! Una fanciulla entra incamera. E uguale ate; laltezza, gli occhi, icapelli sciolti, come ituoi. Aveva un vestito rosso apois. Dimmi: hai avuto il vestito rosso apois?

S?, lho avuto. Mi piaceva tantissimo,ma poi lho danneggiato e mi ? dispiaciuto molto.

Si siede questa ragazza sulangolino del letto e mi dice con la tua voce Ti ricordi quando mi hai parlato per prima volta nella sala da pranzo? Mi sono perfino spaventato.

S?. Siete scappato quella volta.

Aveva la voce uguale alla tua. E mi dice: perch? non sei andato con gli amici? Io dico: Non ho una ragazza. Lei: Giusto. Lamore tuo oggi ? appena nato. Successe questo, mi ricordo bene, il 31marzo ventidue annifa.

Quando lui ha pronunciato questa data, mi dice Ludmila Alexandrovna, ho sentito la pelle doca. Questo era il giorno della mia nascita.

Ci siamo incontrati ancora qualche volta. Lui mi ha detto che ? sposato gi? da ventanni. Ha preso per piet? una donna che ? madre di un bambino. Hanno un altro figlio, la moglie ? buona, loama.

Mi ha chiesto di permettergli di toccare il mio corpo. Ho permesso. Tutto: seno e tutto. Ha accarezzato tutto il mio corpo.Ma non si ? permesso dipi?.

E mi dice:

Non sapevo che significa amare una donna. Non immaginavo, che lei ha il suo profumo, che isuoi capelli profumano. Sai di che cosa sanno ituoi capelli? Della steppa, come imiei. E il tuo corpo? Come la mela marinata.

Ci siamo incontrati ancora qualche volta. Prima che lo lasciassero andar via dall ospedale mi disse:

Igiorni miei ormai sono contati. Tu lo sai, probabilmente. Mi hanno proposto di fare lintervento aTruscavets: io quella volta non volevo. Adesso, dopo averti incontrato, ho deciso di farlo. Vado insala operatoria con la speranza di vivere ancora.

Ci scambiammo le lettere, quando lui era aTruscavez. Ricordi quegli anni? La differenza di et? e della la sua posizione sociale era un ostacolo. Lui ha inventato il codice che sapevo usare soloio.

Lultima sua lettera finiva con le parole: Lamore mio ti supplica: sii felice!



Traduzione Alfredo Bertollo




Soddisfazione


Non sopporto quelli, che sempre si lamentano, mi dice Patrizia Monaco. Soprattutto inviaggio. Sai ci sono quelli che sono sempre scontenti. Non va bene niente per loro. Io che per lavoro faccio la tour leader ne so qualcosa.

Inostri insegnanti inIndia, per esempio. Un bambino allunga la manina per lelemosina, e lei comincia la lezione:

Tu, perche non sei ascuola? Perche hai le mani sporche? Vai acasa, lava le mani e poi ti do gli spiccioli.

Questo inIndia, immagini!

Una di quelli mi ? capitata inviaggio aMiami. Appena siamo decollati per partire lei gi? ronzava. Era seduta, che sfortuna, vicino me! Perci? mi sono stufata parecchio prima di arrivare.

Appena siamo arrivati veniamo alloggiati nei bungalows. Da fuori una capannama dentro ogni comfort: aria condizionata, televisione satellitare, telefono Anche nel bagno con doccia e vasca idromassaggio. Inmezzo ai bungalows una splendida piscina.

Davanti aquella piscina incontro di nuovo la signora. E lei di nuovo, aprotestare per la stanza Io istintivamente mi giro inun modo che lei rimane con la piscina dietro le spalle e leggermente la spingo nel torace. Inun attimo lei si era fatto un bel bagno.

Era gi? preparata per la serata speciale. Vestita inun abito di lusso, con le scarpe che costavano un patrimonio. Mamma che lamenti, urli, minacce!

Per non chiamare la polizia io le ho rimborsato isoldi Devo dire, la cifra era grossa.Ma che soddisfazione!

Tradotto da Patrizia Monaco




Conversazione con lalbero


Sono meravigliosi inostri posti inBaschiria, mi dice Rita Bachitova. Che natura! che lindore ? una piena libert? dello spirito.



Le persone non sono pi? avvezze alla natura pur vivendo inessa. No, qui non ? come inItalia. Qui la natura ? come un enorme sfondo, il paesaggio pi? bello del mondo. L? ? del tutto diverso, celato.



Una volta mi capit? di trovarmi incasa di persone abbastanza anziane: una coppia di vecchietti. Erano seduti atavola come si usa da noi. Restai con loro per il t? aconversare. Ero venuta asapere che si occupavano di medicina. Raccontavano di come avevano guarito un ragazzo. Mi sembrava curioso quello che avevano fatto.



E come ci siete riusciti?



Il vecchio si gratt? la nuca: Abbiamo chiesto allalbero, ci ha consigliato lui.

Io non credevo alle mie orecchie: E voi conversate con gli alberi?



S?, loro sono come lerba. Capiscono tutto. Vai, ragazza, chiedi allerba se oggi sar? una bella giornata.



Esco sul terrazzino, abbasso la testa sul praticello e non sento nulla.



Ritorno incasa e mi siedo atavola frastornata.



E il vecchio mi chiede: Beh, cosa ti ha detto lerba?

Balbetto imbarazzata: Niente questo capita solo avoi: avete queste doti, solo voi potete sentire.



Ora ? la volta del vecchio che si meraviglia e chiama avoce alta la vecchia attraverso la camera:

Senti, Maria. Rita non capisce cosa dice lerba.



Traduzione Alfredo Bertollo




Su Sirius


Alfredo mi dice: Mi ha fatto molta impressione una signora anziana, allapparenza sulla novantina

Ci eravamo conosciuti sul lungomare dove lei andava dinverno ogni sera. Sedeva su una panchina e guardava il cielo.

NellItalia, ricca damore, come daltra parte intutto il mondo, penso io ascoltando Alfredo, si va infretta con isentimenti. Ci si bacia con passione sulle panchine abbarbicandosi con icorpi, si vive assieme abbastanza alungo come fidanzati, poi nozze sontuose e dopo due-tre anni divorzio, la cui pratica qui nei paesi cattolici pu? durare dai tre ai sette anni e anche dipi?.

Ma ci sono anche molte coppie che hanno vissuto assieme quaranta-cinquantanni che mantengono il sentimento. Quando essi camminano tenendosi per mano suscitano proprio tenerezza.

Sulla passeggiata una persona solitaria involontariamente provoca attenzione, prosegue Alfredo,Essa sedeva da sola con il mare freddo e il cielo invernale.

Nonostante lilluminazione degli eleganti fanali intirizziti si vedevano sempre pi? chiare le stelle.

Mi avvicinai alla vecchia e conversai con lei..

Mio marito, prima di morire, mi confid?, mi chiam? vicino as? e, guardando dalla finestra mi disse: Vedi quella stella? Quella ? Sirio. Io andr? astarel?.

E lei tutte le sere andava allappuntamento conlui.

Traduzione Alfredo Bertollo




Inganno ottico


Quindici minuti sono passati ed io, arrabbiata per il ritardo della intervista e per la quantit? di limitazioni d informazioni relativa ai contratti tra gli artisti e la direzione, mi diressi verso luscita, quando mi ferm? un uomo che zoppicava, vestito instile sportivo.

Aveva qualcosa che sciolse la mia rabbia e fin dai primi minuti tra me e lui si stabilirono rapporti confidenziali.

Egli apparteneva ad una dinastia di proprietari di un circo risalente al 1870. Quando il circo arriv? inuna piccola citt? italiana, suo bisnonno dalla parte di madre, era un giovane insegnante che perse la testa per una cavallerizza e lasci? la scuola e la casa nativa per stare con gli artisti. Spos? la sua amata e inbreve divent? direttore del circo.

Gli feci delle domande e il modesto direttore mi stup? con le sue risposte, e dopo una mezzoretta, chiese ai colleghi di accompagnarmi al suo palco ed and? dietro le quinte. Era la vera immagine di un perfetto amministratore.

Mentre mi accompagnava zoppicava notevolmente. Lho visto inpista alavorare con gli elefanti, poi ingabbia con le tigri, infine con icavalli danzanti. Era unaltra persona, un belluomo che sapeva fare tutto, che ci sapeva fare con gli animali.

Entr? infine inscena come capogruppo, salut? il passionale pubblico italiano accompagnato da applausi e da grida frenetiche..

E solo alla sera tardi, dopo aver spedito inredazione il materiale, mi accorsi che dal mio posto privilegiato non gli avevo trovato alcun difetto fisico.

Sapeva andar bene acavallo,ma la maggior parte dei numeri li faceva inpiedi. E parlava con il pubblico inpiedi. Agli spettatori non poteva venire inmente neanche un sospetto che egli zoppicasse.



Raccontai questa storia aRimma, equilibrista unica la cui vita era sempre stata legata al circo.

S?, succede cos?, rispose Rimma.Cera un artista per il quale la mano destra era il momento cruciale del numero perch? era basato sul sostegno con le mani. Capit? che egli perdesse il braccio destro fino al gomitoma impar? asostenersi su una sola mano e continu? afare lo stesso numero e nessuno degli spettatori not? alcuna differenza. Essi videro la sua perizia e si entusiasmarono di lui.

Capita cos?: magica forza dellarte.



Traduzione Alfredo Bertollo




Fiji


Pare che tutto sia pronto. Sono stati spediti gli inviti secondo la lista concordata, esaminati attentamente imenu e tutti idettagli della festa.

Non ? la prima volta che Vladislava fa la presentazione della tecnologia di un nuovo prodotto. Grazie aDio, la ditta fondata otto anni fa qui, inEuropa, era increscita, data laltissima preparazione del personale e le grandi possibilit? aperte inOccidente.

Ogni anno e mezzo-due anni lazienda, fondata da cinque persone, offriva qualcosa di nuovo al mercato. Il gruppo era unito per questa finalit? e, nonostante la diversit? dei caratteri e dellet?, lavorava insieme per lo scopo non solo di ottenere benessere materiale,ma anche status sociale.

Loro riuscirono afar diventare il marchio della ditta una garanzia della qualit? cos? importante che per la presentazione erano venuti il Ministro da Mosca e molte persone interessate che consideravano la loro presenza non solo utile,ma anche importane.

Gran parte del merito apparteneva aVladislava che era stata assunta con contratto come direttore tecnico. Praticamente lavorava come organizzatrice, rappresentante e traduttrice inmomenti di necessit?.

Lex donna pi? bella di una citt? turistica si era completamente sottomessa al lavoro. La sua vita si era ridotta ad un unico percorso: la ditta e la casa. Aveva inmente solo il lavoro perch? aveva la mamma ammalata e il figlio da crescere.

La fatica si giustificava almeno alivello materiale. Poteva spedire acasa qualche somma che non compensava la sua assenza,ma aiutava isuoi cari anon sentirne la mancanza.

Il suo sogno di andare alle Fiji era inun cos? lontano angolino della speranza, che gi? se ne era dimenticata.

Il ricevimento era previsto al pi? alto livello. Grazie aDio, tutte le cure della tavola se le era prese Dasha una sua amica e proprietaria dun ristorante che, senza prendere nessun centesimo danticipo, si era rimboccata le maniche insieme al personale del suo ristorante.

Ecco. Pronto. Pare che non sia stato dimenticato nulla.

Tornava acasa pi? tardi del solito. Per arrivare alla periferia di Roma prendeva il metro e poi una piccola parte della strada la faceva apiedi. Il quartiere era tranquillo, nel palazzo tutti conoscono tutti.

Uno strappo da dietro, un dolore infernale alla mano destra, la mano stringe spasmodicamente il manico della borsa. Viene colpita infaccia, grida. Su un balcone appare una figura.

Sono indue asaltare sulla moto ruggente. La Polizia arriva subito dopo,ma troppo tardi.

Nessuno poteva immaginare nessuno come era ridotta. La mattina successiva avvert? la ditta che non poteva andare al lavoro per malattia. ? stato molto imbarazzante per lei non poter partecipare, per? sapeva che era stato preparato tutto alla perfezione e che aDasha non sarebbe mancata la classe.

Era fisicamente insopportabile!!! Aveva paura di guardarsi allo specchio.Ma di pi? le pesava il rendersi conto della sua impotenza davanti al male. Pass? il tempo come ci fosse stata nebbia.

Aspettava una chiamata il giorno successivo. Nessuno chiam?, la ringrazio e le domand? come stava.

Chiam? Dasha e le domand? comera andata.

Non lo so, rispose Dasha, non mi hanno invitato.

Ma ti hanno pagato?

No.

Vladislava rimase male,ma si affret? agarantire che tutto si sarebbe risolto quando lei fosse tornata al lavoro.

Prego passi dal mio ufficio. Si accomodi. Come si sente? Mi dispiace che lei non stia tanto bene. Non volevo rattristarla inun periodo cos? delicato,ma la direzione mi ha incaricato di informarla del fatto che il suo contratto ? terminato, nel periodo della sua malattia abbiamo assunto unaltra persona.

Dovevate preavvisarmi della vostra decisione.

Le spedimmo una lettera subito.

Dal suo tono e comportamento Vladislava cap? che lui era consapevole di tutto quello che era successo.

Passarono sei mesi prima che Vladislava, donna forte e volitiva, cominciasse di nuovo apercepire il mondo. Grande fiducia nella gente e nobilt? innata si sono trasformate insfiducia e paura. Le sue indubbie capacit? organizzative e lavorative sembravano inutili, la bellezza era svanita acausa del lavoro.

Capit? loccasione di fare dei corsi di scuola alberghiera, si iscrisse senza tanto entusiasm0. Il futuro lavoro le sembrava noioso e monotono, senza possibilit? di crescita professionale. Questo la opprimeva.

Per fortuna capit? subito il posto lavorativo inun albergo vicino alla stazione ferroviaria..

Per un po di tempo ci perdemmo lun laltra di vista. Io stetti inansia per lei. La chiamai. Mi rispose e mi disse che da poco aveva sepolto sua madre e che tutto andava male.

Io dissi tutto quello che ? necessario dire inqueste occasioni, fortemente convinta che tutto il male sarebbe finito. Qualcuno la cercher? inquesto enorme mondo.

Traduzione Alfredo Bertollo




Are you happy?


La domanda era inaspettata nella sua semplicit? e mi colp? subito.

Are you happy? domand? e continu?:

Sono felice ogni minuto. Dio porta attraverso di me un messaggio di gioia, io trasferisco questo sentimento alla gente, li faccio pi? sereni, li libero dalla monotonia e dalla noia. Faccio quello che voglio. Questa ? la mia missione.

Guarda questo tamburo. Il suo corpo ? fatto da un tronco di un rarissimo albero, che mi permette di estrarre questo unico suono: tum-tum. Indiverse tonalit?. Tum-tum! E coperto dalla pelle di un bufalo con una speciale lavorazione.

Bisogna avere le mani molto forti per suonare questo strumento. Provi imiei calli, sono molto forti. Dio ha compensato il fatto che le mie gambe non funzionano dandomi queste forte mani. Se le mie gambe lavorassero ti porterei come una piuma.

Sanno fare di tutto queste mani. Vedi il mio abito? Grazie, davvero elegante. Faccio tutto con le mie mani.

E, inpi?, mi piace cucinare tutti ipiatti della cucina africana; sono di origine somala. Mio padre era un noto antropologo. Anchio continuo ascrivere un libro dedicato aquella disciplina e, certamente, preparo un disco di musica africana. Voglio che tutta la gente di questo mondo conosca la nostra cultura. Voglio portare la gioia. Non mi piace annoiarmi.



Ho tanti amici e tutti hanno talento. Ho una amica pianista non vedente, sposata, ha due bambini. Ci incontriamo spesso, mangiamo ipiatti che preparo. Ci scambiamo le novit?. Facciamo nuovi progetti.

Io abito inun paesino vicino Torino. AGenova sono di passaggio. Mi piace questa citt?. ? varia, colorita, vivace. Mi piace introdurre inquesta sinfonia la mia nota. Tum-tum, come il ritmo del cuore.

Sono felice inogni momento della mia vita. Are you happy?



Traduzione Alfredo Bertollo




Della prattica di unavvocato


Quale storia mi ha colpito di pi?? mi domand? Nadia. Erano tante intutti gli anni di lavoro.

Di pi? per? mi hanno colpito queste due. Una donna mi racconta:

Abbiamo vissuto con mio marito pi? di una dozzina di anni, molto bene, inpace ed armonia. Leggevamo gli stessi libri, guardavamo gli stessi film, andavamo insieme invacanza.

Cos? facevamo anno dopo anno. Era tutto bellissimo prima che mio marito si ammalasse. Venne ricoverato. Andavo atrovarlo e gli trovavo sempre la stessa donna vicino. Pensavo fosse l infermiera. Poi mi hanno detto: Ela sua amante.

Glielo chiesi e lui annu?. Non stetti achiarire idettagli, compresi che era una lunga storia se osava venire inospedale.

Lei non si pu? immaginare, cara Nadezhda Yakovlevna, cosa provavo nellanima. Come poteva essere possibile? Tutto era chiaro: gli stessi libri, gli stessi film, invacanza insieme. Come ? stato?

Mi sono arrabbiata con lui e ho smesso di andare inospedale atrovarlo.

Pass? unpo di tempo. Io pensavo atutto il nostro passato, scalpitavo ed ero perplessa: come aveva potuto? Man mano la mia rabbia pass?. Sono andata atrovarlo. Proprio quando ? stato dimesso dallospedale.

Ho detto che lo perdono e che voglio che tutto torni come prima. Ed egli mi ha risposto: No, adesso io non voglio. Quando stavo male, lei mi curava.

E se n? andato dallaltra.

Questa ? unaltra storia, conclude la mia nuova conoscente, avvocato, sempre raccontata da una donna.

Lei ha vissuto tanto con suo marito. Sono diventati vecchi insieme. Quando lui mor?, al funerale arriv? unaltra donna tutta inlacrime. Piangeva, come si trattasse di un familiare. Una parente lontana? Non mi risulta.

Scopr? che suo marito aveva unaltra famiglia e che quella donna era sua figlia.

Allora come si fa afidarsi degli uomini? mi chiede la mia conoscente avvocato.

Come faccio asaperlo, cara Nadezhda Yakovlevna?



Traduzione Alfredo Bertollo




Icapelli non lavati


Questo avvenne trentanni fa mi racconta Olga- inun piccolo paese dove tutti si conoscono, fra loro amici nelle difficolt?. Le vicine di casa si aiutano luna laltra anche solo per scambiarsi ifiammiferi. Tutte le novit? vengono esaminate.

Al centro dellattenzione, naturalmente, igiovani. La coppia pi? bella era quella di Vera e Sergio. La ragazza lavorava nellemporio rurale e il giovane uomo insegnava nella scuola. Tutti erano pronti agiurare che non vi sarebbero stati problemi per le nozze.

Aquel tempo esistevano icampi degli scout e il giovane insegnante di ginnastica fu mandato alavorare con iragazzi. L? egli incontr? Nadia, una maestra della regione vicina, orfana di madre che somigliava intutto e per tutto aVera. Nadia rest? incinta e inautunno Sergio si spos? con lei. Bisogna dire che come casalinga la giovane Nadia era perfetta come Vera. Questultima non disse anessuno quanto se lera presa e non svel? innessun modo ad alcuno il suo dispiacere: rest? cos? presente as? stessa, scrupolosa e distesa come prima.

Tutto andava bene aVera: il lavoro, la casa e gli studi; solo non aveva trovato lamore e tutto il paese si preoccupava per lei. Poi improvvisamente cambi? dal di dentro anche se rispondeva alle domande inmodo evasivo celando agli altri il motivo: si era innamorata di un giovane agronomo che era arrivato per istruire gli agricoltori.




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